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Sara al tramonto - Maurizio De Giovanni - copertina

Sara al tramonto

Maurizio De Giovanni

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Editore: Rizzoli
Collana: Nero Rizzoli
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 10 aprile 2018
Pagine: 360 p., Brossura
  • EAN: 9788817099431

34° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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Sara al tramonto

Maurizio De Giovanni

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Maurizio de Giovanni dà vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

"Niente che mi riguardi è ufficiale. Io non sono con lei in questo momento, non ci siamo mai visti. In realtà non esisto."

Sara non vuole esistere. Il suo dono è l'invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall'anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l'unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un'unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla.
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    Attilio Alessandro Bollini

    06/05/2019 08:26:22

    I libri di De Giovanni non sono gialli ma bellissimi romanzi. Questo, dopo le prime cinquanta pagine pasticciate dovute soprattutto ai continui cambi temporali, si dipana in modo meraviglioso tra le tre figure femminili ed il nuovo commissario Pardo, pasticcione ma tutt'altro che inconcludente. Manca la visione di Napoli, solo accennata, ma sostituita dall'introspezione psicologica di Sara, una fra le più riuscite creature di De Giovanni. Consigliato.

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    Valentina

    01/05/2019 16:14:36

    Un bellissimo libro. Sara, con le sue emozioni, fa da perno in questo racconto che strappa sorrisi e qualche lacrima.

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    Charlie57

    28/03/2019 18:55:05

    Con questo nuovo libro l'autore ci presenta un nuovo personaggio, Sara, una ex poliziotta, ora in pensione, che faceva parte di un team di specialisti in intercettazioni e analisi delle stesse. Credo che il libro sia da catalogare nel genere noir. Ho dato solo tre stelle perchè la trama non mi ha convinto ma, sono sicuro, dato lo spessore dello scrittore, che nelle prossime indagini. quindi nei prossimi libri, questo nuovo personaggio saprà farsi amare dai lettori.

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    Mauro

    21/03/2019 16:24:36

    Questo nuovo genere di Romanzo mi ha deluso. Personaggio triste e solitario un pò fuori dal mondo e con poteri particolari. La trama del romanzo è molto semplice, lo scrittore ha curato maggiormente i caratteri dei singoli personaggi. Ho facilmente individuato il colpevole già a tre quarti del libro.

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    Marco

    11/03/2019 19:37:24

    , uno dei punti forti di questo romanzo sono la formidabile capacità di Maurizio de Giovanni di costruire un personaggio di rara originalità ed empatia, sfumato e intenso allo stesso tempo, deciso e provvisorio: una sintesi di opposti che lungi dal creare paradossi o incongruenze, dà vita a una personalità visceralmente autentico, attorno alla quale si muovono personaggi altrettanto umani, sempre in bilico tra oscurità e fermezza. Come il tramonto, un momento di passaggio dalla luce alle tenebre che racchiude in sé tutti i colori del giorno che muore e della notte che sta per nascere. Sotto il profilo stilistico, a un registro sempre preciso e mai affettato, fa da sfondo un piglio narrativo rarefatto, che scivola con eleganza nella storia fino a trascinare gradualmente, ma con passione e coinvolgimento sempre crescenti, il lettore nella trama, dandogli gli strumenti per scavare nella psicologia dei personaggi, ricostruendo i pezzi sparsi e ricomporre il puzzle che porta alla soluzione finale. Indubbiamente Sara al tramonto di Maurizio De Giovanni non è un romanzo che si dimentica facilmente, e nemmeno un bel thriller che si ripone sullo scaffale a fine lettura per passare al libro successivo. Sara al tramonto inaugura un nuovo capitolo del genere, quello in cui la sensibilità conta più dell’intuizione, la volontà più della coscienza, lo spirito più della materia.

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    Luca

    11/03/2019 11:16:15

    Un libro insolito scritto con una grande carica emotiva. Mi è piaciuto e leggerò altro dell'autore.

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    Daniel

    10/03/2019 21:02:33

    Il nuovo romanzo di Maurizio De Giovanni è originale e malinconico, unisce un mistero e un’indagine non ordinaria, ai pensieri interiori di una donna che sembra avere pochi motivi per andare avanti, per vivere con slancio la quotidianità. La vitalità che dona l’ironico Pardo, unito al suo Bernese Boris, non stempera la nota amara dei ricordi di Sara e del grande amore per Massimiliano che, al’interno del romanzo, viene rivissuto grazie a dei ricordi di poche righe per capitolo. Proprio l’ombra, l’anonima presenza di Sara e l’imperscrutabilità dei suoi gesti, saranno i protagonisti di un’indagine lenta, attenta e a tratti pedante, che riempie le pagine di questo romanzo con una storia povera di vita e slancio ma a tratti ricca di umorismo.

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    Cesira

    10/03/2019 21:00:29

    Da De Giovanni mi aspettavo di più. Sara è una donna che mi ricorda un po' Ricciardi, con un "dono" che in lei è perizia coltivata negli anni, quello di leggere le conversazioni altrui anche a distanza, unita alla capacità di interpretare il linguaggio del corpo. E' una donna complicata, irrisolta, per nulla simpatica. La affiancano in questa prima indagine non ufficiale un investigatore pasticcione con tanto di esuberante cane al seguito e una giovane fotografa alle soglie del parto. Tre caratteri piacevoli ma piuttosto stereotipati. Brillanti i dialoghi. Quello che proprio non decolla è la trama gialla: il colpevole è facilmente individuabile sin dall'inizio e la narrazione risulta monotona se non noiosa. Attendo fiduciosa il prossimo capitolo.

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    Danilo

    10/03/2019 20:17:36

    Non posso che ringraziare De Giovanni per questo nuovo bellissimo libro. Non tanto per Sara, che non mi è così simpatica, con quel capello grigio che convince poco in una donna così tranchante, che ha vissuto senza mezze misure, quanto per la coralità della storia; per la solita capacità di lasciar prendere vita a tutti i personaggi. Bella anche Napoli, anche se non viene mai nominata, in sottofondo, ma così evidente: il mare, le nuove stazioni della metropolitana, le periferie ed i quartieri popolari, contrapposti ai quartieri fin troppo "bene". All'ultimo mi sono commosso.

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    Cecilia

    08/03/2019 20:02:42

    Nel libro troviamo Sara che vine ricontattata da una vecchia collega e amica per indagare su un caso. Nonostante la perdita di Massimiliano e del figlio Giorgio, Sara possiede ancora il suo mestiere diventato ormai abitudine di leggere i gesti, le labbra e trovare i segreti nelle persone. Questo la porterà ad indagare sul caso insieme all'ispettore Davide. Il caso all'apparenza sembra risolto, troviamo Dalinda Molfino colpevole dell'omicidio del padre, trovata con tracce organiche dello stesso addosso e senza che ricordasse niente. Tuttavia sulla base dei dati raccolti Sara si convincerà che il caso è tutt'altro che chiuso. Nonostante non ho provato alcun tipo di sorpresa alla fine del libro (motivo che mi ha fatto togliere una stella nella valutazione) devo ammettere che mi ha tenuto incollato nelle sue pagine, grazie anche alla fluidità dello stesso.

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    Diana

    08/03/2019 19:59:46

    Sara certo non è un personaggio esente da cliche, questo suo essere donna nell'ombra che nessuno nota mentre lei annota tutto, il suo essere stata donna infedele che per amore di un collega lascia marito e figlio per ricominciare da capo sono tratti già letti in tante spy story. Ma è il modo personale con cui De Giovanni la tratteggia che la rende amorevole. Un misto di determinazione e rimpianti, di ossessioni e di determinazione al limite del vendicativo. E poi come sempre con De Giovanni ci sono i personaggi che affiancano la protagonista e che con lui non si possono mai definire secondari. E cosi se l'Ispettore Pardo sembra uscito da Pizzofalcone ed è assolutamente irresistibile (come il suo bovaro del bernese e le sue deiezioni) con Viola , giovane fotografa freelance (oltre che ex -capirete leggendo perchè ex-compagna del figlio di Sara) si aprono quelle porte sentimentali ed emotive di cui dicevo prima. La storia? Avvincente, intricata, ottimamente sviluppata e mai banale. Ma questo con De Giovanni è un dettaglio ovvio.

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    Antonia

    08/03/2019 19:50:24

    Sara Morozzi, la protagonista di questo bellissimo romanzo di De Giovanni sembra nata apposta per fare da contraltare e allo stesso tempo per raccogliere il testimone dal Commisario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone. E infatti la striscia di copertina ci avvisa che è l'inizio di una nuova serie. Di sicuro successo non ci sono dubbi. Perchè De Giovanni le storie le sa scrivere davvero bene, ha estro, fantasia, una capacità di raccontare la sua Napoli (qui mai citata ma si capisce eccome dove ci si trova) dettata da vero amore e in più con questo personaggio ha aperto la porta ad una vena quasi comica e ad una che (con le dovute attenzioni) definirei sentimentale. E probabilmente ci voleva un personaggio femminile affascinante e complesso come Sara per aprire queste parentesi.

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    Sergio

    08/03/2019 19:46:42

    Tre personalità diverse che incuriosiscono per lo stile variegato che ad essi dedica l’autore, che entrano nel cuore del lettore che rimane a tratti deluso dalla lentezza e dalla poca vitalità dell’indagine che ha uno svolgimento povero di colpi di scena e crucci logici. Un libro ben scritto, una storia originale ma carente di vitalità, un’alternarsi di personalità, di ombre e ironie che colpiscono per ingegno e autenticità ma che non rompono il guscio per centrare il bersaglio nella mente del lettore. Una storia nuova, un personaggio fuori dagli schemi di cui ci si affeziona, aiutanti improvvisi e ben uniti, in un contesto investigativo un pochino insapore. In breve, non mi ha convinto particolarmente la trama, ma sono sincera nel dire che i personaggi mi hanno colpita, appassionata e hanno saputo alternare bene dosi di malinconia e ironia, tanto da sperare di poter leggere un’altra storia per riscattare il gusto di questo terzetto.

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    Laura

    04/03/2019 07:20:21

    Mi è piaciuto moltissimo questo romanzo. Per la prima volta non è Napoli la principale protagonista, anche se da alcuni riferimenti si comprende benissimo (l’acciaieria di Bagnoli, i quartieri del Vomero e di Fuorigrotta), ma non c’è “il colore”, e questo per me –che pure sono napoletana- è un dato positivo. Si ama questo libro e questi personaggi a prescindere dalle note di colore. Mi è piaciuta la scrittura, più briosa e lieve, meno cupa rispetto a quella che caratterizza il Commissario Ricciardi ed i Bastardi di Pizzofalcone. Periodi più brevi, anzi un susseguirsi di frasi, di dialoghi brevi e nervosi. Gli intervalli di riflessioni intime dei personaggi, così come accade anche negli altri romanzi di Maurizio de Giovanni, mi piacciono molto e mettono a fuoco le varie personalità. Aver individuato a metà libro il colpevole (e le sue motivazioni) per me non pregiudica il valore di un libro, che io leggo non solo per i contenuti noir, che pure mi intrigano sempre, ma anche per la forma, per i meccanismi linguistici usati. Insomma a me è piaciuto e spero che questo sia solo l’inizio di un’altra fortunata serie. Letto in soli 2 pomeriggi, malgrado le 360 pagine, segno evidente di quanto sia avvincente.

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    Nostalgica

    04/12/2018 21:19:25

    Un autore irriconoscibile dà vita ad un personaggio scialbo, trasparente e senza spessore che si aggira tra le pagine di un romanzo che non riesce ad avvincere se non all'inizio quando la fiducia del lettore, non ancora scossa, è pronta a ritenere Sara un'altra straordinaria creazione di De Giovanni. Veramente un peccato.

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    Giulia R.

    08/11/2018 10:02:15

    Su questo capolavoro ci sarebbe fin troppo da dire. La scrittura, i personaggi e l'intreccio avvolgono il lettore in un flusso di emozioni e lo trascinano sulla panchina di Sara ma anche all'interno delle indagini. Sara è un personaggio perfettamente riuscito attorno al quale ruotano le vite di tutti gli altri. Lo consiglio veramente a chiunque, non è un libro che può essere etichettato in un unico genere letterario

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    Monia

    30/09/2018 19:03:48

    È il primo libro che leggo di De Giovanni. Per quanto molti dei lettori sembra si siano appassionati di più ad altri suoi libri, io devo dire che ho trovato questo racconto interessante, ho amato la delicatezza emotiva della protagonista e la storia che, seppur a tratti bizzarra, merita un elogio. Consigliatissimo, soprattutto per la tenerezza del finale.

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    Franca

    23/09/2018 08:28:40

    La protagonista è una piacevole novità ma non sembra lo stesso scrittore di Ricciardi e Pizzofalcone. Non sono riuscita ad "affezionarmi" ai personaggi.

  • User Icon

    giulia

    22/09/2018 12:09:48

    Maurizio De Giovanni scrive con la solita maestria e quindi attrae e affascina il suo usuale lettore anche se i personaggi sono non simpatici e poco approfonditi. Però non riesco a nascondere la delusione di aver notato una precisa strategia nell'evitare di pittare Napoli come in tutti i suoi romanzi precedenti . Sembra quasi che uno debba indovinare se si tratti della metropolitana di Toledo oppure del Rione Traiano oppure Fuorigrotta etc. Ma ..perchè?. Non credo perchè si voglia rivolgere a lettori non napoletani in quanto Napoli è una città che tutti adorano. Mancano inoltre i suoi intermezzi poetici ( come la rosa di maggio in il Purgatorio dell'angelo) : Carissimo Maurizio ci mancano moltissimo Luigi Alfredo, Maione ( Bud Spencer) il riferimento a Totò ne " Le rondini d'inverno" che forse qualcuno si è perso. la famiglia Colombo, il Commissario loiacono e i suoi collaboratori. Napoli, sia quella odierna che quella del 32-33, è tutto sommato il PERSONAGGIO principale di tutti i romanzi precedenti ed è anche il personaggio principale de "il resto della settimana". Ho notato che a Settembre uscirà un altro romanzo con un quasi nuovo protagonista. Spero che Napoli sia presente di nuovo "veramente". Le quattro stelle le ho messe per la fiducia che non perdo certo per questo romanzo un po' zoppicante.

  • User Icon

    Stefano Regini

    22/09/2018 07:15:54

    Ero molto curioso di scoprire questo nuovo personaggio di Maurizio De Giovanni e devo dire che dopi una certa perplessità iniziale dovuta ai continui flashback della storia che in qualche modo distraevano dalla lettura sono rimasto soddisfatto della storia. A posteriori posso dire che forse il nuovo personaggio è leggermente al di sotto del Commissario Ricciardi ma è pur vero che l'autore lascia aperti una serie di argomenti che potranno essere sviluppati nei prossimi libri. Lettura comunque piacevole e libro ben scritto.

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E’ un titolo meraviglioso, Sara al tramonto. Già…perché Sara, al tramonto, è la parte più umana di sé. E’ Sara con le sue debolezze, con la fragilità del sentirsi quasi nonna senza essere stata capace di essere madre. E’ la faccia umana di Sara, quella che sveste i panni dell’invisibilità per aprirsi col suo piccolo pezzo di mondo, tutto ciò che in fondo le rimane. Quello del tramonto è l’appuntamento con la serenità; dopo un’interminabile giornata di indagini ed interpretazioni e prima di una notte da passare insonne per evitare l’inquietudine della visita di fantasmi incancellabili. “Sara al tramonto era diversa… aveva nel cuore una porta aperta in cima a una scala a chiocciola, e quella porta era la sua debolezza”.

Sara scontrosa, intrattabile, distante, supponente e tanto banale da saper non farsi notare.

Sara intuitiva, dolce, unica, inquieta e di una bellezza tanto rara da doverla cercare.

Incapace di essere stata moglie e madre, straziata dall’amore perduto, Sara condivide il poco che le resta con Viola, nuora vedova in dolce attesa, e Davide, poliziotto stropicciato succube di uno scomodo e conflittuale rapporto con il coinquilino; oltre cinquanta chili bovaro del bernese.

C’è un caso da risolvere, per i tre. C’è una bambina da salvare. E c’è da farlo in maniera del tutto non convenzionale. Sara è in pensione ma ha la capacità di capire le persone e leggerle dentro. Viola, professione fotoreporter, ha la tecnologia dalla sua parte. Davide, l’unico per mestiere titolato a indagare, deve muoversi sull’orlo di un solco profondo lasciato da un caso formalmente già risolto e chiuso.

Un’indagine in cui non c’è davvero nulla di scontato. Si costruisce pezzo dopo pezzo per giungere ad una conclusione inaspettata.

Così come, pezzo dopo pezzo, si costruisce tutto il libro. Perché leggere Maurizio De Giovanni è come montare un puzzle. All’inizio sembra che i frammenti siano del tutto scombinati tra di loro. Poi si comincia a trovare i tasselli che si incastrano. Ogni manciata di pagine si completa un piccolo quadrante. Ma fino alla fine non si ha idea di dove si possa andare a parare.

E, credete, è tutt’altro che banale.

“In senso stretto la donna non poteva essere definita invisibile. Se qualcuno si fosse concentrato, se avesse scrutato con insistenza proprio dalla sua parte, forse l’avrebbe notata. Ma la concentrazione in quella città era tanto rara da poter affermare che sì, la donna invisibile era davvero invisibile. Minuta, i capelli grigi che sfioravano le spalle pettinati in maniera anonima, le scarpe basse, il vestito scuro, una giacca leggera, una borsa morbida in grembo, sedeva sul bordo della panchina, coprendo le ultime lettere di una scrittura in vernice che comunque sarebbe stata incomprensibile. La testa era protesa in avanti, verso il vuoto. Non guardare nessuno, e nessuno ti guarderà.”

Maurizio De Giovanni ha dato vita a un noir tutto al femminile, mettendo in campo la sofferenza e i tormenti personali di una donna forte e determinata, sullo sfondo di una Napoli losca e oscura, dove l’intrigo, anche all’interno della polizia stessa, è all’ordine del giorno.

Sara è la donna invisibile. Ha la straordinaria capacità di scomparire dalla vista delle persone, di accostarsi senza farsi notare, di rimanere nell’ombra. Ma soprattutto ha il dono di analizzare le persone, i loro pensieri più intimi, osservando ogni movimento, espressione, e riuscendo a leggere il labiale anche a grande distanza.

Sara è una ex poliziotta. Ha lavorato per una vita in una sezione dei servizi segreti, con il compito, molto delicato, di esaminare intercettazioni non autorizzate. Ha visto tante, troppe cose. Quando Massimiliano, suo ex capo e amore della sua vita, l’uomo per cui ha abbandonato il marito e il figlio, è morto, è andata in pensione, senza voler sapere più niente del suo lavoro. Per una fatalità è morto anche il figlio, con cui non aveva più rapporti da anni. Ora è sola, vive come un fantasma, svuotata di tutto, accompagnata solamente dal ricordo di Massimiliano e dagli incubi che la tormentano durante la notte. Ha fatto delle scelte dure nella sua vita, ma non si pente di nulla.

L’unico legame con il passato che le è rimasto sono gli incontri con Viola, la compagna del figlio, che porta avanti una gravidanza da sola. Ma la sua vecchia carriera, una carriera da cui in realtà non ci si può liberare, le si ripresenta davanti all’improvviso: la “bionda”, una ex collega e amica, la coinvolge in una indagine non ufficiale, per andare a fondo in un caso apparentemente già risolto. Il ricco finanziere Molfino è stato ucciso dalla figlia tossicodipendente, trovata incosciente accanto al cadavere. Sara ha il compito di indagare non sull’omicidio, bensì sulla nipotina dell’uomo, la cui salute sembra deteriorarsi inspiegabilmente, sotto gli occhi ciechi degli zii a cui è affidata. La madre, in prigione, è convinta che la vita della sua bambina sia in grave pericolo.

Ben presto Sara si renderà conto che nella vicenda c’è qualcosa di strano. Inizia così a indagare, insieme allo scompigliato ispettore Pardo, il poliziotto che aveva seguito il caso Molfino, un uomo solo, con una carriera non fortunata, alla ricerca disperata di una famiglia. L’ispettore, un po' per caso, si ritrova catapultato nel mondo misterioso di Sara, fatto di investigazioni condotte nell’ombra, dovendosi barcamenare tra la gelida donna e il suo Bovaro Bernese, l’enorme cane che ha preso il sopravvento su di lui, gioia e dolore della sua vita. Al caso si unisce anche l’intraprendente e acuta Viola, che mette in campo le sue abilità di fotoreporter.

De Giovanni è riuscito a dare vita a un noir in cui l’anima cupa del poliziesco si compenetra alla perfezione con altre due anime: una sentimentale, che mette a nudo le emozioni e le debolezze dei personaggi; una più leggera e comica. Il tutto retto da una protagonista straordinaria, che mostra le sue debolezze incredibilmente umane, dietro una maschera glaciale e impassibile: «Sara al tramonto aveva nel cuore una porta aperta in cima a una scala a chiocciola, e quella porta era la sua debolezza».

Recensione di Flavia Scotti



 

  • Maurizio De Giovanni Cover

    Nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora, è autore della fortunata serie di romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta, su cui è incentrato un ciclo di romanzi, tutti pubblicati da Einaudi, che comprende finora: Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue (2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (Einaudi, 2011), Vipera (2012, Premio Viareggio, Premio Camaiore), Anime di vetro (2015) Serenata senza nome (2016), Rondini d'inverno (2017) e Il purgatorio dell'angelo (2018). Insieme a Sergio Brancato ha pubblicato due graphic novel sulle inagini del commissario Ricciardi: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2017) e La condanna del sangue. Le stagioni... Approfondisci
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