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Katherine Pancol

Traduttore: R. Patriarca
Editore: Dalai Editore
Anno edizione: 2011
Pagine: 762 p., Rilegato
  • EAN: 9788866200680
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Impetuoso. Travolgente.
È questo che si pensa, appena si inizia a leggere il romanzo di Katherine Pancol, Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì.
È il tono narrativo stesso ad essere impetuoso, a travolgerci con le storie che ci racconta per bocca di personaggi che prendono vita sotto i nostri occhi di lettori, con una immediatezza sconcertante. Perché questo romanzo è l’ultimo di una trilogia (con Gli occhi gialli dei coccodrilli e Il valzer lento delle tartarughe) e si potrebbe temere di non riuscire a raccapezzarsi se è, invece, il primo a capitarci tra le mani. Non è così.
Per un qualche miracolo operato dalla bravura dell’autrice non avvertiamo neppure la necessità di un elenco dei protagonisti in apertura del libro, come spesso troviamo in romanzi così ‘affollati’. Katherine Pancol sparge con parsimonia qualche dettaglio delle vicende precedenti a mano a mano che procede con il racconto, colmando gli spazi vuoti o rinfrescando la memoria di chi ha già conosciuto la famiglia Cortès.
Non proverò neppure a dire qualcosa della trama del romanzo: la trama è la vita dei personaggi e la vita dei personaggi è il riflesso della loro personalità.
Al centro c’è una famiglia di donne: la formidabile matriarca Henriette, le sue figlie Iris e Joséphine e le figlie di Joséphine, Hortense e Zoé. La bella Iris, la figlia prediletta di Henriette, è morta nel romanzo precedente; la dolce Joséphine, con i suoi complessi di inferiorità, è una studiosa e una scrittrice in cerca di ispirazione (il primo romanzo della serie era imperniato sul libro scritto da lei ma pubblicato a nome della sorella che glielo aveva commissionato e che si era goduta la gloria… finché era stata smascherata dalla nipote Hortense); Hortense, bella come la zia Iris, non ha neppure vent’anni ma è una forza della natura, sa quello che vuole - avere successo come stilista e disegnatrice - e si fa strada senza scrupoli senza curarsi delle vittime che lascia sul suo percorso; la piccola Zoé, infine, adolescente all’ombra della sorella e alle prese con il primo amore.
L’amore entra nelle vicende di tutti i personaggi, vissuto in maniera diversa: rapporto di puro sesso, sogno romantico, incontro occasionale, sentimento profondo, entusiasmante scoperta della ‘prima volta’.
Ma l’amore è solo una parte della vita e il romanzo di Katherine Pancol non è un romanzo d’amore. Ogni personaggio ha una sua meta da raggiungere, più o meno concreta, più o meno apprezzabile: se Henriette mira ad appropriarsi dei soldi dell’ex marito in maniera fraudolenta e Hortense insegue la gloria dopo essersi aggiudicata l’allestimento delle vetrine di Harrods, c’è anche chi, come Joséphine, o Zoé, o Gary (innamorato di Hortense), o Gaétan (il fidanzatino di Zoé), o persino Philippe (vedovo di Iris, antiquario, padre di Alexandre, innamorato di Joséphine), è in cerca della propria identità, di che cosa vuole realizzare, di che tipo di essere umano vuole essere.
E allora: il romanzo dentro il romanzo, il diario di uno sconosciuto che Joséphine ha trovato nei cassonetti dell’immondizia, diventa emblematico di tutte le storie che abbiamo letto.
Il diario, che servirà da ispirazione a Joséphine, è stato scritto negli anni ‘60 e contiene la storia di un amore speciale, dell’infatuazione di un giovane per l’attore Cary Grant - simbolo di qualcuno che si è fatto dal nulla, costruendosi come voleva essere, cambiando anche nome, perché fosse più consono al suo nuovo ‘io’.
C’è tanto, tantissimo, c’è di tutto nel romanzo di Katherine Pancol. Un po’ come in una soap opera televisiva. C’è vita vera e c’è improbabilità, c’è realismo e c’è un’estrema casualità. C’è un miscuglio di generi, dal pettegolezzo dei tabloid al thriller, dai riferimenti storici colti alla chick-lit.
C’è soprattutto, una grande capacità di raccontare, di intrattenere il lettore: se Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì è un feuilleton, benvenuto un feuilleton ben scritto perché, dopotutto, si ha anche bisogno di distrarsi dalle difficoltà, dalla piattezza e dalle durezze della vita quotidiana.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Giuliana

    12/01/2016 23.33.00

    Dopo l entusiasmante lettura dei primi due volumi ero ansiosa di affrontare l ultima opera della trilogia. A mio parere questo terzo libro e' un gradino sotto rispetto ai primi due libri, pur restando una lettura piacevole ed appassionante. Permangono gli episodi alquanto surreali che erano già presenti nei precedenti volumi, ma che ripetuti X l ennesima volta possono far innervosire il lettore. Ho apprezzato che a fine lettura tutti i tasselli abbiano una loro collocazione, cosa che molto spesso non accade lasciando il lettore con l amaro in bocca.

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    dani70

    30/05/2013 11.31.01

    "La vita è come un valzer e bisogna danzare con lei". Questa frase rappresenta la riflessione finale dei protagonisti di questa trilogia. Alla fine giustizia è stata fatta e l'amore ha trionfato. Ho trovato simpatica la storia di Cary Grant, il romanzo è scorrevole e meglio del secondo. Questa trilogia mi ha fatto molta compagnia e tutto sommato è stata una lettura piacevole.

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    fulvio

    23/11/2012 22.52.26

    poche parole: è un libro brutto. Noiosa la trama, poco credibili ed irritanti i personaggi così tanto caratterizzati da sembrare grotteschi. Ricorda quei romanzi d'appendice che venivano pagati un tanto a pagina e per questo gli autori riempivano le parti di aria fritta pur di guadagnare di più. Da evitare, soldi mal spesi.

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    Roberta

    19/11/2012 10.06.57

    Sono arrivata alla fine della trilogia della Pancol, e ammetto di sentirmi un pochino triste come gli scoiattoli di Central Park al lunedì, quando rimangono soli, senza nessuno che dia loro da mangiare o cerchi la loro compagnia. Perché un po' ai personaggi di questi romanzi mi ci ero affezionata. Un legame che era nato già con il primo libro, e che aveva saputo conquistarmi con la sua trama, i suoi personaggi. Poi con "Il valzer lento delle tartarughe", in cui l'autrice ha dato una svolta noir alla trama. E poi questo, in cui si tirano un po' le somme di tutto, in cui i protagonisti trovano finalmente il loro spazio e il loro posto nel mondo. Questa trilogia mi e' piaciuta, Josephine, Hortense, Zoe' mi hanno accompagnato per un lungo periodo e in loro compagnia ho apprezzato una buona lettura.

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    Valeria

    14/10/2012 09.49.46

    Un libro snervante. L'ho finito solo per puntiglio, ma potevo risparmiare tempo e denaro! Tutta la trilogia è davvero noiosa: personaggi tagliati con l'accetta, banali, prevedibili e senza il minimo sforzo di una seppur minima indagine psicologica. Sembrano libri scritti da una adolescente neppure troppo capace.

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    Gisella

    24/07/2012 13.18.45

    Mi è piaciuto molto il primo, premettendo che è una lettura piacevole da vacanza, questo secondo è veramente insulso, quasi fastidioso. I personaggi vengono esaperati nelle loro caratteristiche fino a diventare insopportabili e soprattutto si dilunga in descrizioni di situazioni che che saltavo a piè pari per quanto erano noiose. Certo non leggerò il terzo libro della trilogia.....non vedo veramente la necessità di fare una trilogia....si pecca di presunzione!

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    Effe

    22/05/2012 15.41.54

    Ho letto i primi due, e ho trovato piacevole il primo, meno piacevole ma sopportabile il secondo. Questo, terzo e - grazie a Dio - ultimo, è un romanzo di una tale inutilità che l'ho abbandonato a metà, cosa che odio e non faccio mai. I personaggi sono insopportabili macchiette senza spessore, la protagonista è una donnetta piagnucolosa, la trama è senza senso, la società che viene descritta è una serie di beceri luoghi comuni. I soldi più sprecati della mia vita.

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    silvia

    11/02/2012 23.28.14

    Non ho letto gli altri libri della trilogia e sinceramente, dopo questo, non ci tengo affatto. Poco scorrevole, poco avvincente, poco tutto. Il personaggio di Junior è irreale e assolutamente patetico, specie visto il genere del libro! Un bambino di due anni che filosofeggia, parla latino, legge libri da universitari e s'innamora... ma per favore!!! L'unica parte bella del testo è quella legata a Cary Grant, ma son poche pagine! Il libro in una parola? Dimenticabile!

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    Marta

    13/01/2012 18.07.57

    Questo libro mi è piaciuto molto. Ero stata attratta dal titolo, senza sapere che si trattasse di una trilogia, quindi l'ho letto senza aver letto i precedenti. L'ho trovato forse un po' lento all'inizio, ma poi il ritmo è diventato sempre più incalzante e non sono più riuscita a staccarmi dalle pagine del libro. In generale mi è piaciuto molto. Ho fatto solo un po' fatica a collegare nomi a persone, ma forse è perchè non avevo letto i precedenti. Ad ogni modo lo consiglio, e nel frattempo mi sono già comprata gli altri in modo da finire la saga (al contrario...).

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    max

    26/10/2011 18.18.41

    Lettura che fa piacevole compagnia. Più che un inizio e una fine si ha l'impressione di essere dentro o fuori da questo racconto. Chissà magari anche cento pagine in meno non avrebbero tolto nulla.

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    Teresa

    16/10/2011 15.04.51

    Conclusione un po' frettolosa, per questa trilogia che mi ha accompagnata nell'ultimo mese. Piu' brillante rispetto ai due precedenti, a tratti forse irreale, ma comunque una lettura piacevole. I personaggi ormai tenevano compagnia, ora mi aspetto un altro libro/puntata...

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    liliana valle

    27/09/2011 16.36.23

    Che dire ,il romanzo e' molto scorrevole come d'altronde i precedenti pero' la trama a tratti e' veramente improbabile e mi riferisco soprattutto alle doti di lettura del pensiero di Junior che peraltro insieme a Josiane e' il personaggio piu' simpatico.Ho trovato invece a tratti odiosa Hortense e pallosa Josephine mentre mi e' piaciuto molto l' intermezzo su Cary Grant.tutto sommato una lettura leggera e non impegnativa da spiaggia

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    MIKI

    24/09/2011 18.09.02

    Rispetto ai primi 2 della trilogia è forse un po' prolisso e ripetitivo, dovendo dare modo anche a chi non ha letto i primi 2 di capirci qualcosa...Ci si ritrova molto chi conosce un pochino Parigi, Londra e New York, anche se a volte queste tre magnifiche città sono solo lo specchio di vecchi clichés ormai un po' démodés...Forse l'insieme è anche farcito di troppa psicologia spiccia e di tanto amore che non sempre è il deus ex machina di tutti i problemi, come l'autrice vuol farci credere; sebbene come principio fondante sia nobile, a volte si scivola nel grottesco. Lo stile tutto francese è scorrevole, sebbene la traduzione a volte pecchi un po'. Il personaggio di Hortense potrebbe diventare l'icona, non proprio esemplare, dell'epoca attuale. Consiglierei la trilogia a chi non desidera una lettura impegnata, ma ha voglia invece di rilassarsi in compagnia di vicende, personaggi bizzarri e una tazza di thè.

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    eva

    23/09/2011 19.25.15

    buona la prima parte, noiosa e...concordo con Beppe, a tratti anche infantile tutta la seconda metà. Deludente!

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    lalla

    07/09/2011 14.25.21

    Che dire anche questo terzo volume è molto intenso ed ha una forza travolgente. Ricco di emozioni. E' bellissimo!!! Avrei voluto che non finisse mai!!!

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    Beppe

    22/07/2011 11.02.06

    Premetto che non ho letto gli altri libri dell'autrice (ho scoperto che questo libro è parte di una trilogia), l'ho trovato decisamente monotono e scontato. A tratti infantile.

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