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Italo Svevo

Editore: Mondadori
Edizione: 9
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine:
  • EAN: 9788804492610

Recensioni dei clienti

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    Paolo G

    29/09/2016 15.49.02

    Il vero capolavoro di Svevo: il più profondo, il più poetico, il più disinvolto e preciso e conciso nel parlare di amore, gelosia, solitudine e, per l'appunto, "senilità".

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    paolo

    13/03/2016 12.48.01

    Come incontrare una donnaccia e lasciarsi rovinare senza avere la forza di ribellarsi e lottare.Un po' troppo patetico.

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    sandro landonio

    04/01/2015 00.07.47

    Non mi é sembrato un capolavoro; certo per l'anno in cui é stato scritto, riporta una introspezione psicologica notevole, ma ormai abituato a certi scandagli interiori del Novecento, le schermaglie amorose del Beltrami mi hanno lasciato abbastanza indifferente. L'intera vicenda si anima nel finale con la malattia di Amalia, ciò nonostante confesso di aver fatto fatica a portare a termine la lettura, vista la lentezza della parte precedente.

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    Andrea

    03/11/2013 22.24.39

    Ho letto questo libro qualche anno dopo la maturità, anno in cui avevo studiato Svevo, con non molto entusiasmo. Partito con questo pregiudizio negativo, ho invece trovato un romanzo molto interessante e coinvolgente. Molto approfondita è la psiche dei personaggi, il finale molto toccante. Forse un po' troppo veloce in alcuni passaggi e sbrigativo nei dialoghi.

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    gian luca

    19/02/2006 17.40.56

    Non mi ha convinto in pieno e non è, secondo me, un capolavoro, ma semplicemente un discreto libro. Non mi meraviglio quindi del fatto che, quando fu pubblicato, non ottenesse troppa attenzione da pubblico e critica. Lo Svevo dello "Zeno" è un'altra cosa e "Senilità" (a dispetto del titolo e al pari di "Una vita") andrebbe considerata, a mio parere, come una sempilce prova giovanile che non si discosta più di tanto da certi stereotipi della tradizione ottocentesca.

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    Nicola Vendramin

    19/03/2004 08.08.15

    Bellissimo libro! La storia di Emilio brentani ti appasiona da subito. Ho trovato stupenda la figura della povera Amalia, sua sorella, che mi ha commosso dalla sua prima apparizione del libro. La figura di Angiolina, secondo me ricorda moltissimo la Dama delle Camelie di Dumas, nelle descrizioni estetiche; qui però lei è ancora più cortigiana, non ha mai amato Emilio, e lo frequenta solo a scopo di interesse. Come dice Aldo Busi, i classici vanno sempre letti.

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