Shakespeare and Company

Sylvia Beach

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Traduttore: Elena Spagnol Vaccari
Editore: Neri Pozza
Collana: Biblioteca
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 6 settembre 2018
Pagine: 282 p., Brossura
  • EAN: 9788854517073

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Un libro pieno di aneddoti e di retroscena sulla vita di celebri scrittori della Parigi degli anni Venti e Trenta

«Quella di Shakespeare and Company raccontata da Sylvia Beach è la storia di una meravigliosa avventura, quando in America c’era il proibizionismo, la vita a Parigi era facile, e stormi di americani, inglesi e irlandesi di talento arrivavano come uccelli migratori per sistemarsi in qualche appartamentino senz’acqua calda e con il bagno sul pianerottolo nel Quartiere Latino» - Livia Manera

«Un rifugio per giovani talenti e i loro futuri capolavori: benvenuti nel famoso negozio di Parigi. Aperto da un’americana nel 1919 è tuttora una casa zeppa di magnifiche parole» - la Repubblica

Il 19 novembre del 1919 apre i battenti la libreria parigina più famosa al mondo: la Shakespeare and Company. Nelle vetrine fanno bella mostra di sé le opere di Chaucer, di T.S. Eliot e di Joyce mentre alle pareti sono appesi i disegni di Blake, i ritratti di Whitman e Poe e due fotografie di Oscar Wilde in brache di velluto. A dare vita a tutto questo è l'americana Sylvia Beach, un uccellino di donna che fuma come un turco e che sognava di aprire una libreria francese a New York, prima che l'amicizia con Adrienne Monnier la spingesse a dare vita a una libreria inglese a Parigi. André Maurois è uno dei primi a fare gli auguri alla neonata libreria, portando una copia del suo piccolo capolavoro appena pubblicato: "Les silences du Colonel Bramble". Ezra Pound, fuggito dall'Inghilterra con la moglie Dorothy, si offre di riparare una sedia e diventa un cliente abituale. E ovviamente non può mancare il punto di riferimento degli americani a Parigi, Gertrude Stein, con l'inseparabile Alice B. Toklas. Shakespeare and Company diventa presto una tappa imprescindibile per tutti quei pellegrini degli anni Venti che attraversano l'oceano e si stabiliscono a Parigi, creando una colonia americana sulla Rive Gauche. Ma anche per coloro che, non potendo permettersi l'acquisto di volumi importati, si accontentano di prenderli in prestito. La tessera per abbonarsi vale, per gli scrittori dalle speranze in boccio, quanto un passaporto e, benché la regola dica che non si possono ritirare più di uno o due libri alla volta, Hemingway la infrange spesso portandosene via una mezza dozzina, e Joyce ne prende delle sporte intere, riportandoli dopo anni. Ed è proprio a Joyce, e alla pubblicazione di "Ulysses", che è legato uno dei capitoli più interessanti della Shakespeare and Company. Nell'estate del 1920, quando la libreria non conta ancora un anno di vita, in Inghilterra Harriet Weaver, pioniera joyciana e direttrice della rivista YEgoist, ha già combattuto e perso la sua battaglia per l'"Ulysses". Nessuno vuole assumersi il rischio di pubblicarlo, «Al solo sentire il nome di Joyce i tipografi inglesi scappavano come il diavolo davanti all'acqua santa», temendo conseguenze penali. Solo una persona, intuendo l'alto valore letterario di quello che è destinato a diventare uno dei capolavori indiscussi del Novecento, è disposta a rischiare il tutto e per tutto per darlo alle stampe: Sylvia Beach. Testimonianza di prima mano della libreria più famosa e culturalmente più importante del mondo, "Shakespeare and Company" è un libro pieno di aneddoti e di retroscena sulla vita di celebri scrittori della Parigi degli anni Venti e Trenta. Prefazione di Livia Manera.
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    Margherita

    12/10/2020 09:23:33

    Libro meraviglioso, che racconta la storia della libreria più famosa del mondo, con aneddoti molto interessanti su scrittori e artisti che popolavano Parigi negli anni Venti. Si respira un clima di innovazione, di amore per la letteratura e per la cultura. Ho amato molto le curiosità su Joyce, ed il coraggio dell’autrice Sylvia Beach di pubblicare un libro all’epoca contestato, ma che farà la storia della letteratura, ovvero l’"Ulysses".

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    bloggingwithmissb

    11/10/2020 16:01:19

    Quasi all’ombra della cattedrale di Notre-Dame , sull’altra sponda della Senna , si trova la storica libreria Shakespeare and Company. È ormai una tappa obbligata per chi visita Parigi, per chi è amante della lettura , perché tra le sue mura sono nati alcuni dei capolavori della letteratura del 900 e in compagnia di Sylvia Beach ,la fondatrice, hanno trascorso nella piccola libreria intere giornate alcuni tra gli scrittori più celebri :Hemingway, Ezra Pound, Joyce. Pensare che questo nasce come piano B di un progetto molto più ambizioso che Silvia portava avanti con sua sorella, le due giovani infatti volevano aprire una libreria francese a New York. Lo spazio per i lettori nasce in realtà come un circolo, i testi sono imprestati più che venduti e subito diventa un luogo dove si incontrano scrittori emergenti, un punto di riferimento per i giovani intellettuali non solo americani. Questo libro è il diario di quegli anni, gran parte è dedicata all’amicizia e al rapporto lavorativo tra Silvia e James Joyce.I due si conoscono ad una cena e Silvia è molto emozionata perché per lei Joyce è già un mito letterario. La passione per la lettura li porterà ad avere un rapporto di amicizia molto stretto e una collaborazione professionale davvero stupefacente, Silvia infatti si offre di stampare il prossimo testo di Joyce che sta mettendo in difficoltà l’autore che sembra rimandarne quotidianamente la stesura. Per nulla intimorita dal blocco dello scrittore che sembra aver colpito il giovane autore irlandese e contrariamente alle aspettative decisamente molto basse dei suoi amici decide di impegnarsi a stamparne oltre 1000 copie sebbene lo stesso Joyce ne avesse richiesto appena una dozzina. L’intuizione della giovane libraia e più che mai fondata, basti pensare al successo che incontrò il romanzo nel secolo scorso e ancora oggi. La lettura di questo diario è davvero emozionante! Consigliatissimo!

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    celeste

    16/05/2020 09:15:49

    Libro fantastico, ideale per gli appassionati di aneddoti letterari, in particolar modo se arrivano dagli affascinanti anni '20 parigini. Un documento importante per conoscere e apprezzare il coraggio e l'intelligenza di una donna che con la sua lungimiranza e passione ha contribuito a cambiare il corso della letteratura. Si ritrova in questo libro l'incanto di un mondo ormai scomparso ma che permane nell'atmosfera dell'arte che l'ha immortalato.

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    Federica

    13/05/2020 16:54:31

    Ho amato molto questo libro perchè mi ha portato letteralmente indietro nel tempo, facendo conoscere da vicino la storia di una delle più famose librerie francesi (se non del mondo). Beach racconta di come sia nata questa sua grande idea, della fatica nel realizzarla e difenderla dalle brutalità della guerra. Vediamo come un romanzo difficile ora, come allora, "Ulysses" trova la sua pubblicazione. Una donna che ha fatto dei libri la sua professione, spinta solamente dalla passione per essi.

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    mary

    02/01/2020 11:16:43

    Meraviglioso! Credo sua ottimo per imparare molto sia sulla famosa libreria, sia sulle vite di chi ci ha "lavorato". Joyce é il protagonista indiscusso. Ho davvero apprezzato tanto che le parti bibliografiche si attenessero molto al carattere dei personaggi e alle più piccole curiosità

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    Giulia

    19/08/2019 14:17:56

    Godibilissima cronaca degli anni in cui la libreria Shakespeare and Company ha aperto e ha supportato gli artisti a Parigi. Una vicenda che non conoscevo e che sono felice di aver letto.

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    Marco

    10/05/2019 07:38:01

    Tempi perduti e indimenticabili quelli ripercorsi nella sua autobiografia da Sylvia Beach. Tempi nei quali con pochi denari e molta intraprendenza a Parigi si poteva aprire una libreria fuori da ogni schema, in cui passeggiando si potevano incontrare Hemingway, Pound e Joyce e, se avevi il coraggio al limite dell'incoscienza ( avuto da vendere dalla nostra Sylvia) si poteva pubblicare l'Ulysses, forse il capolavoro assoluto del novecento letterario mondiale che nessuna casa editrice voleva stampare...Questo potrebbe bastare per consigliarne la lettura ma vi è molto altro per arricchirci e allietarci l'anima.

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    Marco

    14/04/2019 15:58:21

    Benvenuta riedizione per i tipi della Neri Pozza di questa bellissima autobiografia di Sylvia Beach la libraia americana che ebbe il merito e il coraggio di pubblicare il titanico Ulisse di James Joyce in una Parigi d'altri tempi, dove camminando si potevano incontrare Hemingway o Pound. Un'avventuriera del mondo dei libri, la cui passione per la missione di divulgare il sapere e la cultura soverchiavano l'interesse economico personale...quanto distanti quei tempi leggendo queste ispirate e genuine pagine e quanta malinconia nel non esserci stati. Imperdibile.

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    Oriana

    10/03/2019 08:51:02

    Probabilmente uno dei miei libri preferiti letti quest'anno. La voce di Sylvia Beach è fresca e limpida, con semplicità riesce ad evocare quella splendida libreria, costantemente assediata dalle presenze chiassose di scrittori eccentrici. La mitezza, la gentilezza di Sylvia Beach la fanno sentire vicinissima: se Sylvia Beach, in particolare, non si fosse presa cura di Joyce, del suo mantenimento, delle sue cure e infine della pubblicazione del suo "Ulisse", a noi oggi mancherebbe quello che è considerato IL capolavoro del Novecento. Il suo è un coraggio, la sua è una vitalità, un amore incalcolabile per i libri e i loro autori, che ci hanno permesso di sfogliare comodamente nelle nostre case le pagine di Joyce. La storia della letteratura è fatta anche da questi personaggi, spesso ai margini della nostra attenzione, che si sono impegnati fino allo stremo per la pubblicazione di capolavori. A me viene dal cuore un grazie, grazie anche per aver resistito all'occupazione nazista, per aver sopportato sei mesi in un campo di concentramento pur di non cedere a mani naziste la sua preziosa collezione. Grazie, Sylvia. Grazie anche per averci raccontato la splendida magia della tua libreria.

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    Emanuela

    08/03/2019 20:06:41

    Shakespeare and Company ospitò autori come Pound, Vàlery, Hemingway, Gertrude Stein, Eliot e altri ancora, ma soprattutto fu sotto la sua etichetta che fu pubblicato uno dei maggiori capolavori novecenteschi: Ulysses di Joyce. Infatti Sylvia Beach, rimasta ammaliata dal suo incontro con Joyce e dalla sua personalità, decise di farsi carico di tutto ciò che la pubblicazione dell’opera comportava, in quegli anni in cui l’autore era stato bandito per l’accusa di raccontare oscenità e tutti si rifiutavano di pubblicarlo. Il romanzo risulta quindi essere soprattutto la storia dell’amicizia e della collaborazione di Sylvia Beach e James Joyce, e l’autrice ci dà modo di scoprire meglio chi era l’autore, i suoi problemi, le sue paure, raccontando tante curiosità, tanti particolari e tante belle esperienze condivise – senza nascondere assolutamente le problematiche derivata da quella amicizia a cui entrambi tenevano molto.

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    Arianna Colurcio

    07/03/2019 14:14:15

    Hemingway diceva che «Parigi è una festa mobile». Nel bellissimo memoir di Sylvia Beach si percepisce tutta la spensieratezza e la brillantezza dei gloriosi anni Venti, della nascita di un centro culturale e di una cerchia di amici. Scoprirete un sacco di chicche sui vostri scrittori del cuore e alla fine penserete di conoscerli un po' di più. Io ho avuto il desiderio di leggere o rileggere molte delle opere che vengono qui citate, e ho trovato interessantissima la cornice storica e la descrizione del clima culturale dell'epoca. Leggere libri che parlano di autori è sempre un po' come incontrare dei vecchi amici.

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    ladybrett

    02/01/2019 11:30:41

    bella incursione in una libreria a dir poco mitica nell'arco della storia, sia per le frequentazioni, sia per la filosofia con cui sylvia beach ne condusse le sorti: il vero amore per la letteratura. libro scorrevole che tuttavia non trascura i particolari e l'intreccio delle sorti di shakespeare and company con gli eventi di inizio '900.

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    Isabella

    23/09/2018 12:26:56

    La libreria più suggestiva del mondo raccontato in modo eccezionale. Consigliato.

Vedi tutte le 13 recensioni cliente
  • Sylvia Beach Cover

    Sylvia Beach, nata il 14 marzo 1887 a Baltimora nel Maryland, è stata editrice e scrittrice statunitense. Stabilitasi a Parigi nel 1917, vi aprì la libreria Shakespeare & Company (1919), che divenne presto celebre ritrovo di artisti europei d’avanguardia e di espatriati americani negli anni Venti. Pubblicò la prima edizione dell’Ulysses di James Joyce (1922) e alle sue esperienze nell’ambiente letterario dedicò un libro di memorie, Shakespeare & C. (1956). Nel 1923 diede alle stampe Racconti e poesie, il primo libro di Ernest Hemingway. Morì a Parigi nel 1962. Approfondisci
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