Il signore delle mosche

William Golding

Editore: Mondadori
Collana: Oscar junior
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 31 maggio 2016
Pagine: XI-282 p., Brossura
  • EAN: 9788804663065

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Recensioni dei clienti

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    Patti

    19/09/2018 17:18:44

    Ho preso questo libro per leggerlo assieme a mio nipote ed è stata un'ottima scelta. Le dinamiche che si sviluppano all'interno della storia sono vivaci e sofferte e non mancano i colpi di scena. Al di là dello stile di Golding che è assolutamente coinvolgente e preciso, è un'opera che fa scaturire una serie di riflessioni e di domande molto interessanti, cosa che non poteva rendermi più felice considerando che mio nipote è un adolescente e deve conoscere non solo la letteratura come imposizione (che brutta parola!) scolastica, ma anche come volano per una presa di coscienza e di arricchimento culturale generale. Leggetelo!

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    Laura

    19/09/2018 17:13:15

    Un libro molto interessante, che però va letto all'età giusta: io, purtroppo, l'ho letto da adulta e credo di averne apprezzato solo una parte, quella più metaforica e “tecnica”, annullando quasi del tutto quella avventurosa. Eppure, letta in adolescenza, quest'opera è perfetta per spiegare come cambiano e divengono distorte le dinamiche umane e societarie, di cosa l'uomo è capace di fare in determinati contesti, se solo lo si mette davanti a particolari situazioni. Libro consigliatissimo, ma da leggere preferibilmente nella fascia d'età under 18.

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    Antonio

    19/09/2018 16:08:49

    La paura è l'ingrediente principale di questo libro, che a seconda delle persone può assumere forme diverse e in questo caso, per i bambini, prende subito le sembianze di una bestia. Ma Golding ci mette davanti ad un importante quesito: chi è la vera bestia? È un libro che non può lasciare indifferente il lettore, lo colpisce e lo lascia stranito, non si può fare a meno di simpatizzare con alcuni personaggi, come Piggy. L'isola delle mosche mostra uno spaccato della società ben lungi dall'essere falso. Appare evidente come l'autore creda che difficilmente l'uomo sarà in grado di migliorarsi, anche se già dall'infanzia si allontana dalla società e da quelli che potrebbero essere presi come cattivi esempi. Sta a noi tirare le somme: c'è ancora speranza per l'uomo?

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    Laura

    18/09/2018 17:11:20

    Come spiegare ad un ragazzino come nascono i totalitarismi? Come la società può centrifugarsi su se stessa fino a cannibalizzarsi? Ecco, con Il signore delle mosche si può dare una risposta iniziale, embrionale, alla questione, in un modo che forse un adulto non riuscirebbe a sintetizzare. Eppure, Golding riesce nel suo intento e ci presenta la condizione di ragazzini assolutamente normali che, in una situazione peculiare come quella di un post disastro aereo, si danno delle regole per costituire una nuova società e, soprattutto, per sopravvivere. I colpi di scena non mancano, la tensione pure, l'amarezza anche.

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    Anna

    18/09/2018 14:32:43

    Un aereo si schianta su un’isola inabitata lasciando come unici supersiti dei bambini. Il Signore delle Mosche racconta di come questo gruppo di creature “innocenti” riesca a trasformare un luogo potenzialmente paradisiaco in un vero e proprio inferno. In sostanza, questo romanzo non è che il ritratto di una visione più che pessimistica della razza umana. Altro che il “buon selvaggio” di Rousseau: il selvaggio di Golding è intrinsecamente malvagio, brutale e insensato. La ragione soccombe, istinti tribali e violenza resistono e si alimentano nella superstizione - ed è di innocenti bambinetti educati nella civilissima società britannica che si sta parlando. Un libro bello e tremendo, forse pessimistico, forse - purtroppo - no.

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    Giorgio Maugeri

    17/09/2018 18:02:02

    Sinceramente? Ho sentito tantissimi pareri positivi su questo libro.. a me ha lasciato ben poco. A tratti addirittura annoia, sicuramente non è tra i migliori distopici letti.

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    Nacar's Demons

    23/07/2018 12:37:06

    Bel libro. Veloce e scorrevole. Chi vedeva i bambini come sinonimo di innocenza dovrà ricredersi. Riesce a trasmettere un senso di ansia e inquietudine come pochi.

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    ALICE

    04/06/2018 10:18:01

    Romanzo datato ma, allo stesso tempo, contemporaneo. W. Golding mette in discussione il mito della "bontà dei bambini", dimostrando come un uomo possa ritornare ad uno stato animalesco in poco tempo e come si possa assistere alla "decrescita" di un personaggio e non alla sua crescita. Tra un gruppo di ragazzini, dispersi su un'isola del Pacifico, si insinuano a poco a poco l'istinto di sopravvivenza e quello alla sopraffazione; l'uomo, grande o piccolo che sia, ritorna allo stato brado senza rispettare leggi e ordine. Sin dal titolo si percepisce una visione pessimistica dell'umanità. Il lettore dopo le prime pagine, in cui si assiste alla costruzione di una piccola società civile, assiste allo sgretolarsi del gruppo, vede come il desiderio di predominare sugli altri prenda il sopravvento e come il gruppo tenda ad assecondare non il ragazzo razionale e responsabile, ma quello più irascibile e vendicativo capace di strumentalizzare la paura della "bestia" che li vuole mangiare. I ragazzini perdono il lume della ragione e si scontrano tra loro in preda a forti allucinazioni. Il finale, che pur dovrebbe essere un lieto fine, lascia l'amaro in bocca e un senso di inquietudine.

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    Tower73

    21/03/2018 10:12:39

    Questo è un libro cattivo, ma proprio tanto. l'uoma, anche da bambino, rimane il peggior nemico di se stesso! Lo consiglio perchè è un libro che non lascia indifferenti

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    CyberDracula

    12/03/2018 22:16:25

    Uno fra i migliori romanzi di W. Golding,che partendo dal tema stilistico dell'avventuroso ci porta a riflettere sulla condizione di un gruppo di ragazzini in età prepuberale circoscritti in una società ristretta dove i valori e i sentimenti vengono ridiscussi attraverso il verso della ribellione dovuta anche alla crescita psicofisica dei protagonisti su di un isola crepuscolare ove le certezze iniziano ha perdere concretezza,dovuta anche all'assenza dei genitori in grado di educare i figli nel convivere tutti assieme,nonostante si ritrovino in un ambiente ostico e dalla natura non invasa per mano dell'uomo. Un romanzo semplice,godibilissimo,di facile comprensione che non lascia annoiare il lettore,anzi,lo stimola sempre nello scrutare in questo lungo tragitto chiamato prova di r/esistenza e sicuramente di formazione per gli adolescenti odierni,che dovrebbero assolutamente leggere per poterne comprenderne il significato individuale insito in ognuno di noi di esercitare il proprio potere sul più debole e di manipolare le coscienze più fragili. Grazie William per questo piccolo capolavoro. Assolutamente da riscoprire dopo sessant'anni,anche se ebbe una certa notorietà negli anni sessanta tra i ragazzi londinesi e di proposito preso in riguardo come dimostrazione del male generato dall'uomo,anche in età adolescenziale. Consigliato a chi cerca avventure al limite,ma non aspettatevi un Salgari moderno. Sicuramente una versione minore del Cuore di Tenebra del Conrad.

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    Alessio

    22/02/2018 12:58:27

    Un affresco spietato della natura umana sin dalla giovane età. Un esempio realistico di ciò che sarebbe una società in cui nessuno sa imporre delle regole, descrivendo al meglio la psicologia dei bambini e di cosa sarebbero capaci in assenza di adulti da rispettare e temere. Crudo e innocente al contempo.

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    Biagio

    09/02/2018 15:00:10

    Noioso e inverosimile in molti aspetti. Forse in molti sono rimasti ""scioccati"" o meglio colpiti dal tema di fondo; purtroppo non tenendo conto che il tema è uno dei più classici che più classico non si può, ossia la natura distruttrice dell'uomo. nell'introduzione vieni accusata la cultura italiana coeva per non avergli assegnato la giusta attenzione; dopo averlo letto capisco pienamente la scelta di non esaltare questo testo che di meriti, se mai ne avesse qualcuno, può avere quello di essere semplice e pertanto di facile lettura anche da parte dei nostri contemporanei che mai si avvicinerebbero a letture ben più profonde, complesse e argomentate sul tema stesso.

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    Fabiana

    31/01/2018 14:44:30

    L'ho trovato un libro veramente bello, e non solo per la facilità della lettura: il racconto è scritto veramente bene. La storia è geniale, anche se alcuni punti di domanda non esistenziali rimangono. Mi è molto dispiaciuto per Piggy e avrei voluto tanto sapere il suo vero nome. Non credo sia voluto, ma mi piace pensare che ci sia un messaggio, dopo tutto: all'inizio della storia un ragazzo propone di fare una cosa, quasi nessuno lo ascolta. Alla fine questa cosa succede involontariamente e ehi, si scopre che quel ragazzo aveva ragione. Mi piace pensare che il messaggio sia che, se qualcosa non va, basta riprovare, mettendoci più forza e più determinazione. La seconda volta potrebbe andare. Il libro mi è piaciuto anche per un altro motivo: all'inizio Ralph è un ragazzino sfacciato e strafottente ed è proprio lui ad suggerire il soprannome di Piggy all'intera gang, che ovviamente dopo non l'ha più preso sul serio. Ralph, però, subirà un cambiamento e diventerà più maturo, anche grazie alla presenza di Piggy. Questo libro dimostra a tutti i romanzi psicologici ottocenteschi che si può provocare un cambiamento psicologico al protagonista, anche portando avanti la narrazione, facendo avvenire qualcosa nel romanzo! In conclusione, mi è piaciuto molto, lo trovo un ottimo libro.

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    Giovanni

    07/11/2016 17:58:49

    Un romanzo senza tempo che ti porta all'interno di un mondo assurdo , dove il cervello dei bambini (o quasi adolescenti) , Rappresenta l innata indole selvaggia umana , della paura , dell odio della continua ricerca del potere Sopra tutti.

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