La signorina Gentilin dell'omonima cartoleria

Aldo Busi

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 07/10/2009
  • EAN: 9788804594840
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Recensioni dei clienti

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    antonio delconti

    19/03/2017 04:06:47

    ...io personalmente non sono mai riuscito a superare la prima pagina, però mi sono ripromesso di attrezzarmi di pazienza e buona volontà e magari al mio novantesimo compleanno impormi di andare oltre...

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    Lina

    23/02/2014 00:15:24

    certo Busi ha un suo "pubblico", ma a me la sua scrittura "sgangherata" proprio non piace. solo l'ironica malinconia che è la sua cifra stilistica vale il prezzo del volume.

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    angelo

    10/12/2012 16:13:20

    Ingredienti: "una storia diversa per gente normale, una storia comune per gente speciale, una storia di periferia, una storia da una botta e via, una storia sconclusionata, una storia sbagliata." Consigliato: a chi sa conservare piccoli ricordi del passato dentro la soffice confezione della poesia, a chi vuol osservare persone normali ed anonime descritte da uno scrittore unico e diverso.

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    Mario

    25/01/2010 17:33:26

    Un piccolo capolavoro da leggere tutto d'un fiato!

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    MARIO

    05/01/2010 22:04:30

    Un piccolo capolavoro da leggere tutto d'un fiato!

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    Mario

    05/01/2010 22:03:15

    Un piccolo capolavoro da leggere tutto d'un fiato!

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    Damiano

    05/05/2008 17:56:00

    Deluso. Mi aspettavo molto di più. Solo qualche spunto qua e la. Troppo poco.

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    Giorgio

    13/12/2003 10:57:52

    In tutto d'accordo col mio omonimo.

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    Giorgio

    08/04/2003 09:25:11

    No, invece, è proprio lo stile che fa grande Busi, non certo in maniera fredda, sebbene con il cinismo di chi sa bene che "dar via del suo", anche facendo stile, è doloroso. Costruito in modo sublime, questo romanzetto strombazzante funziona soltanto perché è come se i fatti, le persone, i pettegolezzi piovano frammisti a neve e a dolore vero. Sullo sfondo, ma mica poi tanto, di questa notte di personalissima tregenda (che sfoca il mondo per rendercelo intatto) domande cogenti: sullo scrivere e l'essere scrittore, per cominciare, ma poi, molto semplicemente, sull'esser uomo, vivere e restare, andarsene e scolorire. Qua e là qualche narcisismo di pura marca busiana non toglie tutto il fascino di questo sapersi ancora raccontare (come fa a raccontare sempre solo se stesso e il mondo in modo così continuamente rinnovato e fuori di testa) come se l'io fosse collettivo e la collettività fosse solo un enorme ghignante sberleffo. Come non restare ammirati da questa grandezza!

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    DARIO

    30/10/2002 11:01:07

    Mi dispiace ma sono rimasto molto deluso.La storia potrebbe essere affascinante, ma non il modo in cui è stata raccontata.

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    Giovanna Morisetti

    14/07/2002 12:17:27

    Mi sono trovata a parlare di questo racconto con Carmen Covito, la grande scrittrice, amica di Aldo Busi, una sera, pochi giorni fa, alla Libreria Tikkun di Milano. Sono corsa a prendere il libro, e l'ho letto tutto in una volta. Ancora una volta Aldo Busi affascina chi legge, mette poesia in certe sfumature del testo. Libro breve oppure racconto lungo: ma vale la pena di leggerlo.

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