La sinagoga degli iconoclasti - J. Rodolfo Wilcock - copertina

La sinagoga degli iconoclasti

J. Rodolfo Wilcock

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Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 28 maggio 2014
Pagine: 216 p., Brossura
  • EAN: 9788845928994

56° nella classifica Bestseller di IBS Libri Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Studi culturali - Cultura popolare

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"Così giunse nelle mie mani 'La sinagoga degli iconoclasti', in un inverno freddo e umido, e ricordo ancora il piacere enorme che le sue pagine mi diedero, e anche il conforto, in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza. Il libro di Wilcock mi restituì l'allegria, come riescono a farlo solo i capolavori della letteratura che sono al tempo stesso capolavori dello humour nero, come gli aforismi di Lichtenberg o il 'Tristram Shandy' di Sterne ... Oggi, diciassette anni dopo, esce in seconda edizione. Se volete ridere, se volete migliorare la vostra salute, compratela, rubatela, fatevela prestare, ma leggetela". (Roberto Bolaño)
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    Luca Aquadro

    28/01/2020 21:31:34

    37. Di certo non è un numero "famoso": nulla a che fare con l'1 della perfezione divina, con il 2 dei grandi dualismi filosofici, con il 3 già sacro per gli Indoeuropei, ma neanche con il 7 delle virtù, con il 10 dei poeti del pallone, con il 33 degli anni di Cristo (che poi forse ne visse qualcuno in più, ma è un altro discorso...). Ma, per fortuna, c'è gloria anche per il povero 37, sdoganato qualche anno fa dall'aureo libretto "Trentasette. Il mistero del genio adolescente" del critico d'arte Flavio Caroli, nel quale l'ospite del buon(ista) Fazio mise in fila i tanti geni dell'arte (e non solo) morti sulla soglia dei 37 anni (basti citare, fra tutti, ragazzacci del calibro di Mozart, Raffaello e Parmigianino). Genio, senza dubbio, lo fu a suo modo anche Juan Rodolfo Wilcock, nato argentino e naturalizzato italiano, di norma escluso dalle nostre storie letterarie pur avendo scritto in un italiano migliore e ben più creativo di molti suoi più illustri colleghi nati però sul sacro italico suolo. 37 sono le biografie (ma il termine è riduttivo) che costituiscono "La sinagoga degli iconoclasti", uscito nel 1972, un libro che vorrei evitare di definire per rispetto nei confronti di un autore che ha molto amato la libertà e che saputo farsi beffe come pochi altri dei critici di professione, i quali invece molto amano le etichette, le classificazioni e l'onanismo del notomista. Sono 37 occasioni per scrivere in un italiano straripante, iperbarocco e al tempo stesso a tratti infantile, raccontando la vita e le strampalate invenzioni di altrettanti inventori falliti, in parte realmente esisiti in parte frutto del caos creativo della mente di Wilcock. In questo libro la realtà e l'invenzione, la verità e la mancanza di senso, la tragedia e la commedia vanno a braccetto, a tutto vantaggio del piacere della lettura. "Due eliche di ottone (...) lentamente girando ciascuna intorno all'altra e dentro l'altra, dimostrano l'esistenza di Dio" (p. 151).

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    ross

    22/11/2019 15:09:45

    Rodolfo Wilcock è una penna brillante, geniale. In questo libro una galleria di personaggi, ciascuno con il proprio talento, la propria invenzione, il proprio genio incompreso. Ci vuole una grande immaginazione per scrivere un libro del genere, Wilcock ci aggiunge una grande intelligenza e uno stile chiaro, ironico, scorrevole.

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    luciano

    17/06/2014 14:34:43

    E' una galleria di trentasette personaggi bizzarri che fanno ricerche da pazzi o invenzioni assurde o propongono teorie strampalate. Il tutto è raccontato con la serietà di un saggio o di un trattato scientifico. C'è l'inventore di un "alto-forno da giardino per disfarsi con profitto di scatole, lattine e ferri vecchi". Un'altro inventa il pentaciclo. C'è chi propone, per spiegare i moti dell'Universo la teoria del Risucchio e della Pressione. Questa fondamentale scoperta scientifica, dovuta a Lawson, nasce dalla seguente osservazione: " E' possibile fare uscire la polvere della stanza, servendosi della pressione dei polmoni; quando invece si adopera il risucchio, la polvere ritorna nella stanza". C'è il commediografo che scrive la sceneggiatura del film " Tristano e Isotto" dove si narra del loro infelice amore....C'è, soprattutto, un gran divertimento nel leggere questo libro che è imperdibile.

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    Fausto

    23/03/2008 16:42:07

    Una visitazione rara della follia paranormale credulità superstizione umane, un segno di come la ragione anche in tempi recenti, ancora non riesca a superare il magico la superstizione il mito la deprivazione di minime basi scientifiche l'incultura, cause principali delle disgrazie umane anche secondo Leonardo. Cita pubblicazioni e teoremi che lasciano rabbrividiti del primitivo che tuttora persiste. Scrittura scorrevole e divertente, senza mai affondare con la critica sembra porsi dei dubbi e dei ma, mantenendo un dialogo sempre rispettoso e mai arrogante. Certi passi fan divertire e fatichi a trattenere la risata. Ho rischiato di svegliare mia moglie! Ora compro l'ultimo del bravo estinto.

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Il genere del catalogo ha origini antiche – ci arriva del resto dai tempi in cui si pensava di poter agilmente catalogare il mondo – e nei secoli si è evoluto in fine gioco letterario. Si tratta infatti di un’arte che richiede equilibrio tra analiticità e selezione, gusto del bizzarro e amor di rilevanza, nonché tra nozione storica e invenzione, potendo agire sui molti gradi che vanno dal “tutto vero” al “tutto falso”.
Due le case editrici italiane che ne coltivano la tradizione. Sulla sponda più classica, e orientata sulle persone, Adelphi: suo Vite immaginarie di Schwob; suoi La sinagoga degli iconoclasti e Lo stereoscopio dei solitari di Rodolfo Wilcock; suo La letteratura nazista in America di Bolaño. Sul piano contemporaneo, e più orientato sugli eventi, c’è Quodlibet, che ci ha dato Morti favolose degli antichi e Vite efferate di papi di Dino Baldi, o ancora Incontri coi selvaggi di Jean Talon, e presso cui esce oggi il Catalogo delle religioni nuovissime, dove Graziano Graziani, già autore dell’utopico Atlante delle micronazioni, esplora l’universo dei più astrusi nuovi culti.

di Vanni Santoni

  • J. Rodolfo Wilcock Cover

    Poeta, scrittore, critico letterario e traduttore argentino naturalizzato italiano.Figlio di padre inglese e di madre argentina, studiò Ingegneria civile presso la Universidad de Buenos Aires.Il suo primo libro di poesia, Libro de poemas y canciones (1940), attirò subito l'attenzione della critica e fu insignito del Premio Martín Fierro della Sociedad Argentina de Escritores. Poco tempo dopo conobbe Silvina Ocampo, Adolfo Bioy Casares e Jorge Luis Borges, ai quali sarebbe rimasto legato da grande amicizia.Fra il 1942 e il 1944 diresse la rivista letteraria Verde Memoria, Tra il 1945 e il 1947, la rivista Disco.Lavorò come impiegato presso le ferrovie statali argentine. Abbandonò l'incarico nel 1944.Nel 1945 editò in proprio due libri di poesia: Ensayos... Approfondisci
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