Slippery When Wet (Remastered) - CD Audio di Bon Jovi

Slippery When Wet (Remastered)

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Artisti: Bon Jovi
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Import
Data di pubblicazione: 15 ottobre 1998
  • EAN: 0731453802520
Salvato in 4 liste dei desideri

€ 6,99

Punti Premium: 7

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Disco 1
1
Let It Rock
2
You Give Love A Bad Name
3
Livin On A Prayer
4
Social Disease
5
Wanted Dead Or Alive
6
Raise Your Hands
7
Without Love
8
I'd Die For You
9
Never Say Goodbye
10
Wild In The Streets
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    DarkKnight

    27/08/2007 10:29:27

    Slippery When Wet, del 1986, appartiene alla rosa di quelli che sono tutt’oggi i quattro migliori dischi dei Bon Jovi, insieme a New Jersey, Keep the Faith e Blaze of Glory (primo album solista di Jon). Slippery in particolare è l’album che ha reso celebre la band in tutto il mondo, con un successo che ha pochi eguali nella storia del rock: 18 milioni di copie vendute, 15 settimane al primo posto nelle classifiche di vendita, e quasi 400 consecutive nella top five. Un successo dovuto all’abilità dei Bon Jovi (dei primi Bon Jovi, quelli parrucconi, con giubbotto di jeans e pantaloni attillati) di rivolgersi sia ai fan del rock duro e puro sia alle masse, riuscendo a guadagnarsi un pubblico trasversale che oggi va dai quarantenni ai teen-agers. La voce di John Francis Bongiovanni, la chitarra di Richie Sambora e la batteria di Tico Torres si combinano alla perfezione in dieci brani, a volte romantici a volte scanzonati, pompati da un rock potente ma che non sconfina mai nel metal assordante, mantenendo sempre l’attenzione sul lato melodico con ritornelli canticchiabili che si stampano subito nella mente. You Give Love a Bad Name e Livin’on a Prayer sono due inni in cui i cuori spezzati o le coppiette che faticano ad arrivare a fine mese potranno identificarsi. Wanted Dead or Alive rispecchia l’immagine di cowboy moderni, arrabbiati e romantici, che ha fatto la fortuna dei Bon Jovi. Never Say Goodbye tradisce già la vocazione pop-melodica a cui la band passerà quasi completamente da Crush (2001) in poi, mentre Wild in the Streets chiude in bellezza con una sonorità che ricorda vagamente il vecchio Bruce Springsteen. La quintessenza del party rock anni ’80: per i puristi di Metallica, Iron Maiden eccetera forse sarà un disco più pop, commerciale e banale di quanto possa sembrare al primo ascolto, ma hai voglia… se ancora oggi fossero questi i livelli della musica “commerciale” ci saremmo risparmiati Avril LaVigna, Tiziano Arrugginito e compagnia bella.

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    Simone

    13/11/2005 23:58:31

    Il più bell'album dei Bon Jovi, punto e basta.

Note legali