La società teosofica

James Santucci

Traduttore: P. Zoccatelli
Editore: Elledici
Anno edizione: 1999
Pagine: 96 p.
  • EAN: 9788801015034
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    Maria Ida Marino

    18/02/2015 23:21:57

    La Società Teosofica aveva visto incarnata nel riluttante Jiddu Krishnamurti- la figura d'un Maestro Mondiale che è insieme il Maitreya del buddismo e la seconda venuta del Cristo del cristianesimo. Non si tratta, letteralmente di Gesù di Nazaret, ma di un maestro della stessa statura di Gesù e di Buddha che tornerà per fare da levatrice al parto dell' era nuova. Tutte queste idee si diffusero nella sezione esoterica della Società Teosofica fin dall'epoca della Blavatsky e furono in seguito riprese da Alice Bailey nel suo volume The Reappearance of the Christ

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    Renato

    27/01/2015 11:43:53

    La chiave di lettura della società teosofica è "Iside Svelata",opera prima della stessa.La seconda parte di "Iside svelata" è dedicata alle religioni,tema che Helena Blavatsky aveva già svolto nella prima parte intitolata "la scienza". In realtà l'autrice doveva pensare che una suddivisione vera e propria delle due dottrine fosse impossibile, superflua.La Blavatsky riteneva che la scienza fosse un derivato della magia e le religioni (dalla parola "religo", ovvero riferisco, tramando) dalle testimonianze dell'antico sapere, spesso corrotte da interessi di uomini senza scrupolo."Il cristianesimo di Paolo non esiste più, quello che lo ha sostituito è stato amalgamato con le altre religioni del mondo". Di tali religioni, filosofie esoteriche, sette segrete, fratellanze mistiche, mitologie universali, Helena Blavatsky fa un excursus di 1242 pagine che, se fosse presentato in modo più organico, potrebbe rappresentare un vero e proprio trattato della conoscenza.Una lunghissima carrellata a partire della vestigia di civiltà scomparse fino all'epoca cristiana; dai Veda alla Bibbia, dall'Antico Testamento del filone giudaico alla massoneria. Una nutrita relazione che comprende anche confronti con le diverse dottrine (l'Adamo bisessuato è fatto a somiglianza degli Elohim della Genesi) e continui riferimenti alla Cabala. Tutto si impernia sul numero (i 10 patriarchi corrispondono alle 10 Sephiroth, le sapienze nascoste) e ancora la Teosofia in particolare. Anche Helena Blavatsky fa riferimento ad Atlantide in "Iside Svelata", dal momento che il Continente gioca un ruolo significativo nella spiegazione teosofica dell'origine e dell'evoluzione dell'universo in generale e della specia umana in particolare. Secondo questa dottrina, il 7 (numero mistico per eccellenza) è la chiave di tutto: esistono 7 piani d'esistenza, 7 cicli d'evoluzione e la specia umana viene divisa, alla base,in 7 razze diverse. La quarta di queste razze sarebbe stata rappresentata dagli abitanti di Atlantide.

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    Edson

    23/01/2015 00:25:25

    Ho avuto modo grazie ad un'amica buddhista di "agguantare" questo libro di James Santucci sulla società teosofica oltre ad avere anche a mia totale disposizione la prima versione in assoluto di un libro della società teosofica intitolato "La voce del silenzio ed altri frammenti scelti dal libro dei precetti d'oro" della stessa autrice e fondatrice della stessa società teosofica- che James Santucci descrive bene in questo suo libro che io ho comprato proprio per conoscere in maniera dettagliata questa società e soprattutto le sue connessioni assai profonde ed esistenti con il buddhismo, in particolar modo con quello tibetano (basti solo pensare che il colonnello Henry Olcott (1832-1907) co-fondatore insieme ad H.P.B divenne un buddhista!) Il libretto che mi ha spinto a comprare anche questo venne pubblicato nella prima versione italiana di G.G.Porro e E.Vannelli dalla traduzione inglese annotata di H.P.B. Un libretto ormai rarissimo e pressoché introvabile di 76 pagine pubblicato a Milano nel 1909 dalla Ars Regia Libreria Editrice del Dr.G.Sulli Rao. Esso riporta nella prima pagina in grande la scritta in latino Non Ex Tingetur e sotto: "Per l'uso quotidiano dei lanu (discepoli)". Il libretto in questione fu memorizzato da H.P.B mentre stava vivendo in un monastero tibetano lamaista (è del 1889 la sua pubblicazione originale). Esso è al 100% l'approccio più facile da ricordare e quello più vicino tra le opere di H.P.B al pensiero del buddhismo tibetano. Ma è anche vero che, come dice James Santucci, l'influsso della Società teosofica sullo sviluppo successivo della New-Age è stato molto pesante.

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