Il sogno di una costituzione. Giuseppe Maranini e l'Italia del Novecento

Eugenio Capozzi

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 1 gennaio 2008
Pagine: 443 p., Brossura
  • EAN: 9788815127105
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Descrizione
Il nome di Giuseppe Maranini evoca innanzitutto la sua infaticabile lotta contro la partitocrazia. Guardando alla sua vicenda biografica e intellettuale, questo libro evidenzia come la contrapposizione tra democrazia e partitocrazia sia l'approdo di un percorso lungo e tormentato, in cui si sommano e si succedono influenze ideologiche diverse, pur se saldate dall'aspirazione a "ricostruire lo Stato", a ritrovare attraverso l'organizzazione istituzionale nazionale i fattori dell'ordine sociale contro le spinte disgreganti e particolaristiche. Nasce da qui la costante ricerca di una forma costituzionale adeguata a riconoscere il pluralismo di interessi e idee minimizzandone gli elementi "eversivi"; e dunque ad assicurare innanzitutto l'efficacia di quello che egli riteneva il baricentro dello Stato moderno, la funzione di governo. Ne emerge una figura singolare, ma per molti versi emblematica di aspirazioni, suggestioni e traumi di larga parte del ceto intellettuale e della società italiana davanti ai mutamenti della storia del ventesimo secolo. L'accurata riscostruzione che se ne da in queste pagine aiuta a comprendere l'ambivalenza di quella che sarà l'"ideologia" antipartitocratica.

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Nel volume si ripercorre l'intero itinerario esistenziale e speculativo dello studioso noto ai più solo per aver coniato il termine "partitocrazia" in anticipo sui tempi e con forza predittiva che gli sarebbe stata riconosciuta postuma. Leggendone la biografia, si comprendono alcuni nodi cruciali, dalla Grande guerra al fascismo fino alla crisi della formula governativa di centrosinistra e ai primi scricchiolii della Repubblica nata nel 1946. La vita di Maranini spiega come e dove si poté saldare l'alleanza provvisoria tra famiglie politiche e correnti ideali per molti aspetti così diverse come il socialismo patriottico e irredentista, il nazionalismo liberale post-risorgimentale e il fascismo. Quest'ultimo poi vinse, ma senza alleati nessuna "marcia su Roma" sarebbe bastata. La carriera accademica di Maranini mostra poi come gli intellettuali sotto dittatura si muovano secondo criteri in cui opportunismo e adesione ideale si mescolano in dosi variabili nel tempo. Prima c'è il giovane professore universitario per volontà del duce, poi l'incriminato per motivi razziali con sospensione definitiva dalla cattedra per le origini materne ebraiche. Una dittatura che si consolida tende sempre a ridurre a stato servile i propri intellettuali, compresi quelli "organici". Ad aiutare Maranini nella fuoriuscita dal fascismo sarà anche la biografia personale. Figlio di un socialista riformista sodale dell'irredentista Cesare Battisti, e giovanissimo legionario fiumano per motivi legati al nazionalismo neo-risorgimentale scaturito dalla guerra, Maranini nel secondo dopoguerra troverà nei modelli costituzionali anglo-americani lo spunto per ricucire nel liberalismo i fili teorici spezzati dall'esigenza di giustificare un ordine che si rivelò assai più sovvertitore che restauratore dello spirito statutario.
Danilo Breschi