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Margherita Asta, Michela Gargiulo

Editore: Fandango Libri
Anno edizione: 2015
Pagine: 288 p.
  • EAN: 9788860444615

Recensioni dei clienti

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    Chiara

    07/12/2015 02.19.17

    Un racconto strepitoso. La visione di una bambina di 10 anni, a cui la mafia toglie la mamma e i fratellini. Un dolore inenarrabile, profondo, crudo. Margherita cresce e con lei anche la consapevolezza che lotta alla mafia la può fare raccontando la sua vita e la sua testimonianza.

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    Mauro

    15/06/2015 21.02.46

    Il 2 aprile 1985 un'autobomba esplode a Pizzolungo, vicino a Trapani. Obiettivo della mafia è il sostituto procuratore di Trapani Carlo Palermo, da poco trasferitosi su sua richiesta da Trento. Il magistrato si salva miracolosamente (anche se acciaccato, e lo resterà per tutta la vita), perché tra la sua auto blindata e l'autobomba transita l'auto di Barbara Rizzo, che sta portando a scuola i suoi due figli di sei anni, Giuseppe e Salvatore. L'auto e i occupanti vengono dilaniati, spiaccicati sul muro di una villetta di fronte. Su quell'auto doveva esserci anche Margherita Asta, la figlia di dieci anni, che però, per non fare tardi a scuola, ha preferito chiedere un passaggio a un'amica. Margherita si ritrova con la famiglia distrutta. All'inizio pensa che la colpa sia del mancato obiettivo della strage, cioè di Palermo, poi pian piano capisce che i responsabili si chiamano mafiosi, che non hanno esitato a compiere quella strage. E così in questo libro Margherita Asta, insieme a Michela Gargiulo, ricostruisce le tappe della sua vita da quel tragico giorno, intrecciate con le vicende di Carlo Palermo Palermo si era trasferito da poco da Trento, dove aveva indagato su traffici di armi e di droga all'estero. Arrivato a sfiorare Bettino Craxi, da poco diventato presidente del consiglio, era stato oggetto di procedimento disciplinare da parte del CSM su esposto proprio di Craxi. A Trapani Palermo scoprirà una delle più grandi raffinerie di droga, ma soffrirà, come tanti altri, di isolamento. Ricordiamo che quelli sono anni pesanti. Margherita Asta ha "elaborato" il suo dolore grazie alla sua nuova famiglia e all'incontro con Libera di Don Luigi Ciotti. E' un bel libro, che ci fa riflettere e tornare per un attimo a quegli anni bui. E ci fa pensare a quanti servitori dello Stato abbiamo dovuto rinunciare, per colpa di uno Stato che non è priuscito (rectius: non ha voluto) proteggerli e farli lavorare.

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