Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 27 maggio 2008
Pagine: 125 p., Brossura
  • EAN: 9788806189440
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Descrizione
L'apparato di 186.668 soldati delle forze armate italiane non serve più alla difesa della patria. Non c'è un solo soldato a guardare le frontiere e non si sa neppure da chi venga la vera minaccia. Il problema della sicurezza è planetario, per affrontarlo dovremmo integrare le forze almeno in Europa e avere una nostra politica. Lo stesso senso della guerra è cambiato. Si combatte per i cicli produttivi: in tutto il globo e senza fine. Gli eserciti ne escono trasformati. Ai soldati di leva si affiancano i professionisti, ai militari i civili: mercenari o contractors. Un testimone d'eccezione, interno alla macchina militare, ci restituisce il quadro mutato dei nuovi professionisti della sicurezza: che quando cadono commuovono, al più spaventano, quasi sempre appaiono impotenti. Fabio Mini è stato Capo di Stato maggiore del Comando Nato delle forze alleate Sud Europa e al vertice della Kfor in Kosovo.

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    Giovanni Rossi

    01/09/2008 09:43:22

    Un breve ma fondamentale trattato per capire cosa sia divenuto oggi il "sistema difesa" italiano e non solo. Mini disseziona senza ipocrise ( anzi a volte con furia iconoclasta)storture,controsensi e mancanze del nostro apparato difensivo, proponendo chiavi di lettura "brutali" e realistiche. Vivamente consigliato (assieme all'altro libro dello stesso autore "La guerra dopo la guerra") per capire cosa significhi oggi guerra,combattimento, strategia, ben oltre e ben meglio di quanto ci raccontino gli inviati delle varie televisioni...

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