La sostanza del male

Luca D'Andrea

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 21 giugno 2016
Pagine: 451 p., Brossura
  • EAN: 9788806221003
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Descrizione

Con voce inconfondibile, e una padronanza assoluta del ritmo e del racconto, Luca D’Andrea ci mostra come un thriller può mettere a nudo il cuore di un uomo travolto dalla propria ossessione.

«Il libro più conteso alla Fiera di Londra 2016» - Publishers Weekly

«Werner si lasciò sfuggire un verso di scherno. - Nessuno è mai uscito dalle grotte del Bletterbach. Laggiù c'è l'inferno».

Nel 1985 Kurt Schaltzmann, Markus Baumgartner e sua sorella Evi vengono uccisi nel Bletterbach, una gigantesca gola nei cui fossili si può leggere la terribile storia del mondo. Qualcuno li ha letteralmente massacrati durante una tempesta. I loro cadaveri sono rinvenuti mutilati a tal punto da far dubitare che sia stato un essere umano a compiere un simile scempio. A distanza di trent'anni Jeremiah Salinger, un autore statunitense di documentari che ha sposato una donna del luogo, scopre la vicenda e ne viene risucchiato. Tutti, a Siebenhoch, la piccola cittadina dolomitica dove si è trasferito, gli consigliano in modo più o meno minaccioso di lasciar perdere. Anche suo suocero Werner, ex responsabile del soccorso alpino, uno degli uomini che hanno hanno ritrovato i corpi dei tre ragazzi; anche sua moglie Annelise, preoccupata per lui e per la figlioletta Clara. È come se quel fatto di sangue avesse portato con sé una maledizione. Come se nel Bletterbach si fosse risvegliato qualcosa di spaventoso che si credeva scomparso, qualcosa di antico come la Terra stessa.

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Recensioni dei clienti

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    Luca

    17/12/2018 16:13:41

    Ho conosciuto questo libro grazie ad un suggerimento di una collega. La scrittura di D'Andrea ti rapisce fin dalle prime righe. Lo sviluppo della storia è sorprendente e ad ogni pagina finita non vedi l'ora di leggere quella successiva. L'ambientazione nelle montagne altoatesine fa da sfondo ad una storia accattivante e coinvolgente oltre ad essere scritta in maniera magistrale. Consigliatisso

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    Luca

    04/12/2018 10:18:37

    Un libro tanto, troppo promosso e decantato, che rivela il nulla. Nulla come scrittura, sciatta e a tratti irritante. Nulla nella gestione dei personaggi, con dialoghi dozzinali e reazioni enfatiche che tolgono forza invece di darne. Nulla nella strutturazione della trama e nel suo sviluppo. Nulla nelle motivazioni stesse dei personaggi, che sviluppano ossessioni irragionevoli e che, anche per questo, non hanno alcuna presa sul lettore. La sostanza della mediocrità.

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    Arianna

    13/11/2018 18:10:57

    Scoperto con colpevole ritardo dopo aver letto il secondo libro dell'autore. Paesaggi mozzafiato e personaggi a cui è impossibile non affezionarsi (Werner, ma anche la piccola Clara). Una spanna sopra la media. Non stupisce il successo all'estero e in patria. Consiglio la versione economica.

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    Aldo

    13/11/2018 17:46:42

    Letto quest'estate su consiglio di mia moglie. Un giallo italiano atipico, scorrevole e ben scritto.

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    marcostraz

    27/01/2018 14:39:36

    Libro discreto ma nulla più, col grosso difetto per un giallo/thriller che il colpevole lo si intuisce a neanche metà libro...

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    Rosa

    04/12/2017 11:26:51

    Bella trama, interessante il contesto. Un thriller interessante.

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    Scientificamente impresentabile

    03/12/2017 10:54:39

    Le Dolomiti non esistevano nel Permiano. Come catena montuosa si sono formate solo nell'era Terziaria, 200 milioni di anni dopo. Inoltre il Nautilus non si è mai estinto, ma questo è un dettaglio. L'autore ha evidentemente fatto uno "zapping" di paleontologia su Google senza considerare il contesto geologico (Tettonica delle placche, questa sconosciuta). Nessun geologo sano di mente potrebbe avallare il contesto pseudo-scientifico della storia.

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    Isa

    10/09/2017 12:42:45

    "Mi piaceva la chiesetta circondata da un cimitero che non faceva pensare alla morte ma all'eterno riposo delle preghiere."

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    nicoletta

    27/07/2017 10:45:12

    uno di quei rarissimi libri che ti tiene incollata alle pagine sia per la trama originale che per la prosa, coinvolgente e accurata. mi e' piaciuto moltissimo, mai banale o noioso, sempre incalzante .Lo consiglio tantissimo, ovviamente agli amanti del genere !

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    Giuly

    23/07/2017 14:33:38

    Questo libro mi ha conquistata istantaneamente, complice forse anche il fatto di essere stata in Alto Adige. Lo stile accattivante, originale, confidenziale; i paesini di montagna con la loro mentalità conservatrice, tradizionalista ed affascinante; e poi il Bletterbach, il vero protagonista, con la presenza minacciosa della "Bestia" che incombe e spaventa ma al contempo irresistibilmente attrae.... Io, da accanita divoratrice di thriller, ho trovato tutto perfetto, suggestivo e straordinario.

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    Cristina

    31/03/2017 21:11:05

    Sinceramente questo thriller, al di là dell'ìambientazione piuttosto originale, risulta piuttosto scadente. Dialoghi scolastici, personaggi scontati, scrittura non di alto livello. Di autori italiani di caratura superiore ne esistono a centinaia, magari pubblicano con case editrici meno importanti e quindi hanno minore visibilità. Ma ho letto tanti thriller nettamente più belli di questo e soprattutto dal finale meno improbabile. Sconsigliato.

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    Dario T.

    04/02/2017 11:13:40

    Storia di un mistero e di un protagonista alle prese con i suoi dubbi "esistenziali". Originale e avvincente.

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    paspas68

    11/01/2017 22:53:37

    Una assoluta delusione. Una prosa piatta, sempre scontata e prolissa. Un protagonista scialbo e privo di personalità. Eccessivamente lungo, per la gran parte del racconto non succede nulla. L'epilogo a sorpresa è inverosimile, per un evidente difetto di trama. Molto lontano dai migliori del genere.

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    GioTacca (Giovanni)

    30/12/2016 10:09:11

    Originale. Un thriller che si muove fra psiche e montagna. Le fragilità di un uomo comune che tanto comune non è messe a confronto con l'immutabilità dell'orrore che si annida nel cuore di ognuno di noi. Il triplice omicidio attorno a cui ruota la vicenda scatena una lunga serie di avvenimenti che costringono il lettore a cambiare in continuazione punto di vista sulla vicenda stessa e sui suoi protagonisti. Chi è stato? Perchè? Perchè tutto questo silenzio nel paesino di Siebenhoch? Non è un giallo qualsiasi, di quelli che trovi al supermercato un tot al chilo, D'Andrea è un maestro nella costruzione della trama e, soprattutto (cosa che a mio avviso lo pone una spanna sopra tutti gli altri) nella costruzione di un'atmosfera sempre più cupa e intrigante man mano che si procede con la lettura. Un thriller d'esordio che, come ci ricorda la fascetta di copertina, ha avuto successo anche nel resto del mondo. Adesso attendiamo il prossimo. Consigliato!

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    Umberto75

    27/12/2016 14:40:15

    Splendido thriller che ti invoglia a finirlo in men che non si dica. Senza il preziosismo del colpo di scena finale sarebbe stato comunque un buon romanzo, quello ha aggiunto quel plus che lo rende eccellente.

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    miriam

    19/12/2016 12:44:09

    Bel libro, letto in un fiato. Descrizione di ambienti ben fatta che ti invoglia a visitare i luoghi descritti. Ho già provveduto all'acquisto di un altro libro per regalarlo ad un amico.

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    hermann

    17/12/2016 15:03:40

    Ottimo: spiega bebe l'Alto Adige

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    Ugo Pozza Stella

    16/11/2016 17:36:53

    Iniziato con un po' di sospetto a causa del clamore mediatico (spesso sospetto) e delle recensioni lette qui e invece mi sono dovuto ricredere... un bellissimo romanzo che tiene incollati, tanta suspans e... un interrogativo a lettura conclusa: ma davvero le persone che hanno messo una stella l'hanno letto? Per me uno dei libri dell'anno!

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    FabriB

    12/11/2016 13:03:16

    Un documentarista alla ricerca di sè stesso. Un omicidio di trenta anni prima. Montagne. Una piccola comunità dell'Alto Adige con i suoi segreti e le sue "zone oscure". 400 pagine e fischia che volano via. Un esordio come non ne leggevo dal tempo del "Suggeritore". Originale e ben scritto. Consigliato!

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    Giacomo

    26/10/2016 17:16:30

    A me è piaciuto molto.. L'autore mette in primo piano la "storia maledetta" rispetto ai personaggi che si avvicendano nella trama. Scrittura molto scorrevole, promosso a pieni voti.

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Le prime frasi del romanzo

È sempre cosí. Nel ghiaccio prima si sente la voce della Bestia, poi si muore.
Seracchi e voragini identici a quello in cui mi trovavo erano pieni di alpinisti e scalatori che avevano smarri to le forze, la ragione e infine la vita per colpa di quella voce. Una parte della mia mente, la parte animale che cono sceva il terrore perché nel terrore era vissuta per milioni di anni, comprendeva ciò che la Bestia stava sibilando.
Sette lettere: «Vattene».
Non ero preparato alla voce della Bestia.
Avevo bisogno di qualcosa di familiare, di umano, che mi strappasse alla cruda solitudine del ghiacciaio. Alzai gli occhi oltre i bordi del crepaccio, lassú, alla ricerca della silhouette rossa dell’Ec135 del Soccorso Alpino Do- lomiti. Ma il cielo era vuoto. Una saetta slabbrata di un blu accecante.
Fu questo a farmi crollare.
Iniziai a dondolarmi avanti e indietro, il respiro accelerato, il sangue svuotato da ogni energia. Come Giona nel ventre della Balena mi trovavo solo al cospetto di Dio. E Dio ringhiava: «Vattene».
Alle quattordici e diciannove minuti di quel maledetto 15 settembre, dal gelo emerse una voce che non era quella della Bestia. Era Manny, la divisa rossa che spic- cava in tutto quel bianco. Ripeteva il mio nome, ancora e ancora, mentre il verricello lo calava adagio verso di me.
Cinque metri.
Due.
Le sue mani e i suoi occhi cercavano ferite che spiegassero il mio comportamento. Le sue domande: cento cosa e mille perché a cui non potevo dare risposta. La voce della Bestia era troppo forte. Mi stava divorando.
– Non la senti? – mormorai. – La Bestia, la...
La Bestia, avrei voluto spiegargli, quel ghiaccio cosí antico, considerava intollerabile l’idea di un cuore caldo sepolto nelle sue profondità. Il mio cuore caldo. E anche il suo. Ed eccole, le quattordici e ventidue minuti.
L’espressione di sorpresa sul viso di Manny che si tramuta in puro terrore. Il cavo del verricello che lo solleva come un burattino. Manny che schizza all’insú. Il rombo delle turbine dell’elicottero che diventa un grido strozzato.
Infine.
L’urlo di Dio. La valanga ad annientare il cielo.
Vattene!
Fu a quel punto che vidi. Quando rimasi solo, al di là del tempo e dello spazio, io vidi.
Il buio.
Il buio totale. Ma non morii. Oh no. La Bestia si prese gioco di me. Mi lasciò vivere. La Bestia che adesso sussurrava: «Resterai con me per sempre, per sempre...»
Non mentiva.
Una parte di me è ancora lí.
Ma, come avrebbe detto mia figlia Clara sorridendo, quella non era la alla fine dell’arcobaleno.
Non era la fine della mia storia.
Al contrario.
Quello non fu che l’inizio.
Sei lettere: «Inizio».
Sei lettere: «Bestia».
Proprio come: «Orrore».