Categorie

Arnaldur Indriðason

Traduttore: S. Cosimini
Editore: Guanda
Anno edizione: 2005
Pagine: 274 p. , Brossura
  • EAN: 9788882467869

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    mauro

    24/11/2015 17.31.57

    Semplicemente un capolavoro.

  • User Icon

    Isa

    19/11/2015 09.46.46

    "Erlendur non credeva alle premonizioni, nè alle visioni, nè ai sogni, nè alla reincarnzione, nè al karma, non credeva nemmeno in Dio, nonostante avesse letto la Bibbia piu' volte, non credeva nella vita eterna o che il comportamento in questo mondo avrebbe determinato il suo andare in paradiso o all'inferno. Trovava che la vita stessa offrisse gia' di per se' una combinazione delle due cose."

  • User Icon

    camilletta85

    07/02/2015 22.07.56

    Il primo della serie del commissario Erlendur, e si intuiscono già le doti di scrittura dell'autore e la forza magnetica delle sue storie e dei suoi personaggi, nonostante l'apparente apatia e malinconia che trasuda dalle terre islandesi che ne fanno da sfondo...anche se il paragone non regge rispetto ad altri gialli di Indridason (su tutti, La voce e La signora in verde), Sotto la città è un buon giallo, che parte dalla nota inquietante della raccolta in una mega banca dati delle informazioni genetiche della popolazione islandese...una "città dei barattoli" dove possono annidarsi misteri e drammi familiari e personali. Il voto non va sopra i 3/5 perché, come fatto già notare in altre recensioni del libro, risulta poco credibile che l'ispettore, di fronte alla morte di Holberg, abbia condotto le indagini su un filone passato senza interessarsi alle frequentazioni più attuali della vittima...Un colpo di fortuna più che una intuizione da poliziotto di razza...

  • User Icon

    ANDREA

    12/03/2014 10.55.39

    Bel giallo, ben scritto e bella storia. Molto avvincente e scorrevole

  • User Icon

    elda

    11/12/2010 16.37.02

    Buon giallo che si legge piacevolmente.

  • User Icon

    Mauro

    23/02/2009 13.52.35

    Forse sono troppo affezionato a Mankell e al suo stile, ma questo libro non mi ha entusiasmato per nulla. La storia è piuttosto intricata per cui, a mio giudizio, avrebbe bisogno di un'esposizione più ampia e minuziosa invece di quella un po' affrettata e lacunosa che l'autore ci propone. Inoltre i personaggi sono tratteggiati in modo superficiale e altrettanto lacunoso per cui si conoscono i loro rapporti ma manca molto del come e perchè si sono sviluppati (es. quello di Erlendur con la figlia) e, infine, credo che non basti scrivere a ogni inizio di capitolo che piove, è quasi sempre buio e tira un vento gelido per descrivere (e soprattutto "far vivere") l'atmosfera di un Paese così particolare come l'Islanda. Non so se concederò a Indridason un'altra chance ...

  • User Icon

    erica

    29/05/2008 11.46.04

    Sarò voce fuori dal coro, ma nulla mi ha colpito di questo libro. La scrittura è piatta, quasi banale. Lo stile scolastico, impersonale. La trama è forzata e ben poco avvincente (direi anzi repellente) e da metà libro diventa prevedibile. I personaggi, che di umano hanno ben poco anche da morti, sono caricature dai nomi impronunciabili. Il tutto condito da un autocompiacimento trash spesso gratuito.

  • User Icon

    lalli

    27/05/2008 10.46.15

    SEMPLICEMENTE IL MIGLIOR LIBRO DI UN GIALLISTA DI RAZZA!

  • User Icon

    standbyme

    27/03/2008 09.49.51

    Senza tanti giri di parole si entra subito nel centro della scena che sarà il punto di partenza dell’indagine per scoprire l’assassino di un vecchietto nella propria abitazione. Fin dall’inizio si delinea l’interessante personalità del commissario che indaga sul delitto: investigatore duro, dai modi spicci, apparentemente poco sensibile ma che dimostrerà, man mano che il mistero si infittisce, un’umanità non da poco. A essere sincero sono rimasto perplesso che Erlendur, trovata nella casa della vittima una foto di una bimba che si scoprirà morta trent’anni prima, decida di indirizzare le indagini su fatti accaduti negli anni ’60. Forse questo è l’unico punto debole del romanzo: è poco credibile che abbia un così tale intuito da seguire una pista che apparentemente non centra nulla con l’omicidio ma che lo porterà sulla strada giusta. Per il resto la trama è ottimamente strutturata, personaggi molto ben delineati nel loro comportamento da cui traspare un’analisi psicologica credibile da parte dell’autore. Buona sia la prosa sia la suspense. Un thriller diverso ambientato in una terra a noi sconosciuta. Ancora una volta un ottimo autore nordico che va ad affiancarsi alla già ormai folta schiera di scrittori scandinavi che, fino ad ora, salvo qualche eccezione, non hanno deluso le aspettative.

  • User Icon

    fabio zanotti

    25/02/2008 15.59.52

    Veramente bello. Una trama da subito molto coinvolgente e ti tiene con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. A chi è piaciuto consiglio Sjowall Maj con il commissario Martin Beck

  • User Icon

    nick

    05/10/2007 19.46.39

    Questo Islandese scrive divinamente. Già avevo avuto la fortuna di apprezzare "La signora in verde". Questa è una nuova magistrale rappresentazione delle tragedie che allignano anche in una apparentemente tranquilla e sonnecchiosa Islanda. Ogni altra parola non varrebbe a magnificare questo splendido romanzo, per forma e sostanza. Da tenere e conservare nella biblioteca. Voto 5 e lode.

  • User Icon

    Cristiano

    23/12/2006 18.44.33

    Senza dubbio un ottimo libro. E' passato più di un anno da quando l'ho finito ma ho ancora nidite le immagini di questo libro, acquistato per caso solo perchè era un autore islandese (sono Innamorato del paese dei ghiacci), è stata una lietissima sorpresa scoprire questo giallo che racconta molto bene i "vizi" della società islandese e la loro mania per lo studio delle malattie genetiche. Un libro che consiglio a tutti, una lettura che non annoia e che ti proietta nella capitale Reykjavik. Ora stò per accingermi alla lettura della Signora in Verde, sempre di Indridason.

  • User Icon

    Matteo Tarsi

    29/11/2005 19.17.46

    RAgazzi, questo sì che è un noir con i fiocchi (ed i controfiocchi). Accidenti! Non sono riuscito a staccare gli occhi dalle pagine così piene di stile sino a quando non l'ho finito a tempo di record!!! E' VERAMENTE uno dei migliori gialli in circolazione. Spero presto che traducano anche gli altri cinque... PS Ovviamente lo consiglio VIVAMENTE a chi piace, anche un poco, il genere perchè è un libro che ti tira dentro come un vortice...

  • User Icon

    Andrea

    25/10/2005 12.09.18

    Gran bel romanzo. Tensione palpabile, atmosfere cupe, personaggi forti e decisi, stile asciutto ed efficace. Tutto in questa storia sembra essere avvolto da una leggera patina di freddo distacco nordico, ma in numerose occasioni questo ghiaccio superficiale si incrina e dalle profonodità emerge un turbine di emozioni: a volte si tratta di torbidi vizi, a volte di amorevoli passioni. Un libro consigliato a tutti perchè va oltre i confini del genere giallo.

  • User Icon

    Elena

    11/10/2005 11.32.24

    Per chi e' stato in Islanda, per chi la adora, per chi non c'e' mai stato e ne e' affascinato. Per chi ama i bei libri, forti, da pugno nello stomaco. E' un libro impressionante, misurato, non una parola di troppo, non una parola di meno del necessario. Veramente un gran bel libro, da leggere assolutamente. E, consentitemelo, complimenti per la traduzione: rendere in italiano le magie e le atmosfere di un libro del nord, cosi' buio e teso, e' stata anch'essa una piccola grande magia.

  • User Icon

    sera

    16/09/2005 15.03.25

    Bellissimo racconto, avvincente al punto giusto e scritto molto bene. Da leggere nelle giornate piovose, che arriveranno presto, per potersi immedesimare nei luoghi dove questa storia viene srotolata come una matassa lunghissima...

  • User Icon

    PABINA

    30/08/2005 12.35.57

    Bello, davvero. I personaggi sono persone che incontriamo tutti i giorni e la piovosa Islanda è lo sfondo ideale per una vicenda così drammaticamente reale. L'ho divorato in un fine settimana, curiosa di sapere come finiva, seguendo l'andamento delle indagini come un fatto di cronaca al telegiornale.... Non l'ho letto come se fosse un giallo e lo consiglio a coloro che, come me, non amano il genere. Ma giallo lo è. E di classe.

  • User Icon

    Viviana Gigantiello

    02/08/2005 12.05.04

    È più di uno dei migliori gialli della letteratura dei paesi nordici. C’è molto più di una storia avvincente, complicata, dolorosa in cui il climax non si arrende mai. C’è più del talento narrativo. C’è un ispettore di polizia, Elindur il protagonista, con il suo caso ambiguo. E sotto un padre con un caos familiare non banale. C’è Eva Lind sua figlia e sotto l’eroina. C’è Sigundur Oli, suo assistente che lo odia e sotto lo rispetta. C’è un’altra vita sotto la vita. E c’è un omicidio. E ci sono flash-back amari, forti, maturi che lasciano le cicatrici. E c’è il pantano di cui parla l’ispettore. C’è un assassino e sotto il dolore. C’è densità e sotto levità narrativa. C’e intreccio e sotto l’intuito luminoso e sporco. C’è la realtà amara del passato e il silenzio omertoso del presente. C’è rabbia e sotto la rassegnazione. C’è forza e sotto c’è amore.Un gran bel libro.

Vedi tutte le 18 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione