Sotto i venti di Nettuno

Fred Vargas

Traduttore: Y. Mélaouah
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Pagine: 448 p., Brossura
  • EAN: 9788806172664
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Recensioni dei clienti

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    P.G.

    29/10/2013 15:01:34

    A questo genere, vale a dire "il giallo", si ricorre per pura evasione, per il desiderio dichiarato di trovare divertimento e "leggerezza". Detto ciò, tuttavia, dalla Vargas è lecito attendersi qualità e stile e si resta sorpresi nel riscontrare, in questo romanzo, confusione, superficialità e forzature di ogni tipo nell'intreccio e nei suoi personaggi. Una storia decisamente non ispirata.

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    Claudio M.

    30/12/2011 17:38:53

    Trama bella, ma coinvolgente solo a fasi alterne. Alcuni passaggi sono ostici al limite della comprensione. Adamsberg nascosto nell'accappatoio di Retancourt risulta alquanto inverosimile, così come improbabili sono il vigore dell'eterno giudice Fulgence e l'abilità di Josette della pensionata hacker. Il francese maccheronico dei poliziotti canadesi appesantisce la lettura, mentre puerile risulta il rapporto psicotico di Adamsberg con la cattedrale di Strasburgo. Peccato, nel complesso, l'idea era buona.

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    Ragnetto

    27/05/2011 18:26:34

    Storia un po' particolare, che più delle altre sfiora l'assurdo...Ciò nonostante la vicenda intriga, soprattutto nella parte finale della "fuga"....E poi è qui che nasce la famosa definizione di Adamsberg "spalatore di nuvole"....bella ed azzeccatissima.

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    Francesco

    07/10/2008 16:49:53

    Trama estremamente complessa, che in alcuni passaggi diventa confusa e poco lineare. A momenti di coinvolgimento del lettore seguono passaggi oscuri in cui è facile perdere il filo del racconto. Un buon giallo ma non eccezionale

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    saria

    11/09/2008 22:21:42

    dopo un avvio un po' indigesto (soprattutto il viaggio in Quebec)e un finale ke sembra essere stato abbozzato in fretta, la parte centrale merita l'alta votazione ottenuta. Interessante la figura del protagonista, nn nego ke sia proprio la sua stranezza a renderlo "particolare"!Bellissimo, anke se un po' irreale, almeno secondo il mio parere (spero vivamente ke nella realtà esistano di questi rapporti), la fedeltà ke Danglard dimostra al suo commissario!Consigliato

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    paolo57

    15/07/2008 12:01:43

    Personalmente lo ritengo il più bel romanzo di Fred Vargas, una storia emozionante che ti coinvolge ed appassione, ma questa volta oltre alla razionalità della logica di Adamsberg, sono i sentimenti di amicizia e rispetto di Danglard che aumento il livello della lettura.

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    fabio zanotti

    25/03/2008 14:16:56

    Bellissimo e coinvolgente dall'inizio alla fine. 450 pagine da leggere tutte in un fiato e bella l'ambientazione in Canada. Mi sono piaciuti i personaggi canadesi. Grande la vargas. Un consiglio per chi non lo conosce: leggete Sjowall Maj con il grande Martin Beck.

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    Maurizio Ricci

    26/01/2008 07:52:43

    E' il primo libro di questa Autrice che prendo in mano e mi è stato presentato come il suo capolavoro. Recensioni ed articoli ce l'hammo proposta come l'ennesima Regina del Giallo.....; ma quante ce ne sono? Di solito di Regina ce n'è una, altrimenti si va in conflitto......chiamiamola Senatrice del Giallo, allora, che stiamo sul sicuro. Diciamo subito che il libro si lascia leggere bene, è scorrevole, ma un-personaggio-uno che non sia una macchietta, ce lo vuole mostrare? Il plot è evidentemente pensato - e predisposto - per una più che probabile trasposizione cinematografica, ma io lo vedrei più in versione a cartoni animati; ve li ricordate gli esilaranti episodi di Braccobaldo, ambientati tra le nevi del Quebec, contro uno dei suoi nemici storici, il "terribile Pierre"? Beh, sarà anche per l'inconsueto (e abbastanza ridicolo) slang franco-candese utilizzato qui, ma leggendo mi apparivano spesso quelle immagini e quei personaggi, nelle situazioni e luoghi del romanzo. Comunque, nonostante la machiavellica complessità del cervellotico Piano Criminale concepito dal più-che-cattivissimo Fulgence (forse solo John Dickson Carr riusciva ad escogitare trame più inverosimili.....), siamo qui molto lontani dalla leggerezza e dall'ironia propria di Maestri del Giallo Classico come Ellery Queen, S.S.van Dine, Rex Stout. Rivedibile.

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    La Volpe

    10/10/2007 13:49:37

    Forse il più bel romanzo di Fred Vargas, almeno a mio avviso. E di proposito parlo di "romanzo", non poliziesco, né thriller, né tantomeno "giallo". I libri di Fred Vargas sono dei romanzi. Punto e basta. E in questo in particolare troviamo un Adamsberg più confuso di sempre, in equilibrio tra passato, presente e futuro, un eterno "spalatore di nuvole" che non riesce a fuggire dai ricordi, ricordi e anche pensieri che non coinvolgono solo lui, ma anche suo fratello, la sua intera famiglia, e forse anche la sua progenie... Come sempre, Jean Baptiste è circondato amabilmente dai suoi colleghi che si prendono cura a modo loro, di lui; ma soprattutto meravigliose sono le due Signore che lo proteggono dal Male, quello vero, e che lo aiutano a dipanare una matassa assai complessa. Due ultraottantenni super, una delle quali hacker alla Robin Hood, che ruba ai ricchi per dare ai poveri. Così Adamsberg si ritrova ad avere “tre donne intorno al cor”, perché anche Camille c’è a proteggerlo, anche se da lontano… Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, nonostante alcuni refusi tipografici che si potevano evitare. Una menzione speciale alla traduttrice che in italiano si è dovuta inventare un dialetto quebecchese degno di nota.

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    Loredana

    19/09/2007 15:22:43

    Il voto è relativo, avrei potuto dare il massimo ma non ho potuto fare a meno di compararlo agli altri vargas letti e quindi per adesso la lista è: Primo posto assoluto "parti in fretta e non tornare", secondo posto il qui presente Nettuno a pari merito col morto che alza sempre la mano, ultimo il non tanto bel tenebroso...!

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    enrico

    03/09/2007 09:55:39

    l'apice della produzione della vargas già pubblicato in italia. dopo un difficile decollo, il romanzo si snoda perfettamente entro una sua logica, tra parecchi personaggi tutti azzeccati.

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    Simone

    26/07/2007 15:07:07

    Un'altra avventura del commissario Adamsberg. Stavolta pero' la storia e' appesantita da particolari cinematografici forse evitabili. Meta' del romanzo e' praticamente ininfluente sulla trama, anche se contiene pagine divertenti e godibilissime. Il finale e' davvero "americano", fra strette di mani e pacche sulle spalle di poliziotti canadesi e francesi.

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    Snorkia

    06/07/2007 14:00:32

    Complimenti per la fervida fantasia della scrittrice. All'inizio dava l'impressione di non voler "decollare" poi il tutto ha preso una piega notevolmente piacevole e ricca di colpi scena. Consigliato per chi ama il genere.

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    antonioTiobec

    07/06/2007 20:34:46

    l'ultimo commento di Valentina, calza perfettamente quello che penso io, in tutto e per tutto, anche nella seguenza delle letture e delle preferenze,aggiungo che dopo che avrò letto il suo prossimo libro, che è anche l'ultimo, forse tenterò il suicidio. Grandissima.

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    Valentina

    11/04/2007 10:16:18

    Come sempre la Vargas non mi delude mai... dopo Chi è morto alzi la mano, Io sono il tenebroso, l'Uomo a rovescio e Parti in fretta e non tornare ecco un altro romanzo spettacolare...è fuori discussione che lei sappia scrivere e anche molto bene...forse questo, assieme a Chi è morto alzi la mano e Parti in fretta e non tornare sono i romanzi che mi sono piaciuti di più...e ora è il momento di iniziare Nei boschi eterni..e poi?? Spero ne scriva presto un altro!

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    art

    29/01/2007 22:22:01

    Non sono un appassionato del genere e ciò nonostante questo romanzo mi è piaciuto: interessante la trama, simpaticissimo il linguaggio franco-canadese e… la Vargas sa scrivere.

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    Maunakea

    08/01/2007 15:45:30

    "Sous les vents de Neptune" è del 2004, quasi un record di pubblicazione, visto che è uscito da noi solo l'anno successivo e senza stravolgerne il titolo. Bellissimo anche questo sia come trama gialla che come descizione dei personaggi ed i dialoghi sono veramente straordinari. Comeplimenti anche a chi lo ha tradotto, non deve esser stato certo facile rendere i toni che il quebecchese deve assumere per un orecchio francese, a me il risultato è parso ottimo. Un buon libro, abbastanza svincolato dalla conoscenza degli altri libri dell'autrice, sebbene Jean-Baptiste Adamsberg compaia anche in "Io sono il Tenebroso" ed in altri, ancora non tradotti.

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    luigi

    12/12/2006 00:19:51

    mi aspettavo molto di piu da questo libro.....non ho provato tensione,la storia non è per nulla avvincenta gia si sa chi è l'assasino per non parlare del finale......ma è cosi difficile spremersi le meningi e creare qualcosa di meglio...ASETTICO

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    yby

    11/12/2006 18:05:37

    buon giallo ma personalmente non apprezzo molto lo stile di scrittura: l'idea di scrivere (e poi tradurre in italiano) in "quebechese" può essere interessante ma personalmente l'ho trovata irritante. la vicenda, invece, si muove fra il reale ed il surreale, aspetto nuovo e certamente originale.

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    Antonio Maria Rottino

    21/10/2006 11:46:27

    Al quarto libro della Vargas, ed in procinto fra pochi minuti di iniziare il quinto, non posso fare altro che confermare l'ottima impressione avuta dalla lettura delle tre precedenti opere. Avvincenti tutte non solo per le trame ben dipanate del genere "giallo-thriller", quanto per una costante ed interessante ricerca introspettiva all'interno dell'animo umano. Un grazie a Monica per avermi "iniziato" a questa stupenda autrice.

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Con questo nuovo romanzo di Vargas uscito in Francia nel 2004 e accolto come sempre da un clamoroso successo ritornano il commissario Jean Baptiste Adamsberg il suo vice Danglard e la giovane e delicata Camille in una vicenda più lunga e più complessa del solito articolata fra Parigi e gli scenari suggestivi e inconsueti del Quebec dove i poliziotti parigini si recano nell'ambito di un progetto di collaborazione con la polizia locale. Questa volta Adamsberg deve fare i conti con il proprio passato con un fratello scomparso da tanti anni con un assassino seriale che uccide le proprie vittime con un tridente il simbolo appunto del dio Nettuno. Il commissario sa chi è l'assassino e sa che l'assassino lo conosce e lo incalza a sua volta ma la vicenda presenta degli aspetti inverosimili che troveranno una spiegazione solo nel tesissimo finale. Intanto parallelamente alla vicenda principale continua la storia d'amore di Jean Baptiste e Camille che ormai si sviluppa da diversi romanzi con fasi alterne e che qui conoscerà una svolta importante. Il ritmo del romanzo è incalzante come sempre nei gialli di Vargas e tutti i personaggi da quelli che sono ormai dei vecchi amici per i lettori fedeli a quelli che invece assumono per la prima volta un ruolo importante in questa storia come il tenente Violette Retancourt appaiono tanto più vivi e credibili quanto più le situazioni in cui si trovano coinvolti risultano paradossali o estreme. Interessante e divertente la caratterizzazione linguistica dei personaggi canadesi nell'originale francese ben riprodotta dalla traduzione di Yasmina Melaouah: basti a titolo di esempio l'accoglienza del sovrintendente Laliberté ad Adamsberg al suo arrivo in Canada: “Salite sui car abbiamo dieci minuti di strada. Oggi non vi ammazziamo l'anima a travagliare”.


Elisabetta Severina