Lo specchio magico di M.C. Escher

Bruno Ernst

Editore: Taschen
Collana: Varia 25
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 17 agosto 2018
Pagine: 116 p., Rilegato
  • EAN: 9783836574013
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    Luca Aquadro

    30/09/2018 18:58:45

    "Un giorno una signora mi telefonò e mi disse: 'Signor Escher, sono affascinata dai suoi lavori. Nella sua composizione "Rettili" ha raffigurato in maniera convincente la reincarnazione.' Le risposi: 'Se Lei crede di trovarvi ciò, sarà davvero così.'" (p. 18) Sulla figura di Escher, che mi ha sempre affascinato, ma che non avevo mai approfondito, nutrivo alcuni pregiudizi, nel senso letterale del termine. Lo credevo un matematico, un mistico, un uomo del Nord tutto d'un pezzo. Leggendo questo interessante volume di Bruno Ernst, nato da una lunga frequentazione dell'artista olandese fattasi poi amicizia, ho avuto modo di capire che matematico non era affatto, ma amante della razionalità e dotato di buoni consiglieri, che mistico non era affatto, ma amante della inesauribile forza creatrice della Natura, che uomo del Nord lo era, ma anche viaggiatore amante dell'Italia, il Paese nel quale è sgorgata la sua vena creativa. E ho anche avuto modo di apprezzare altre qualità dell'artista - o, meglio, dell'illustratore, come amava definirsi - quali l'amore per il dettaglio, per la precisione e per il particolare e il perenne senso di inadeguatezza che lo portò per tutta la vita alla ricerca dell'opera perfetta, in un crescendo parossistico che la nitidezza assoluta delle opere non lascia affatto intravedere. Del volume - di cui spiace dover segnalare una traduzione dall'originale a tratti faticosa e un numero eccessivo di refusi - ho amato particolarmente la ricca scelta di opere, eccellentemente riprodotte, e il capitolo quinto, nel quale nella - peraltro non ricchissima - produzione escheriana vengono individuate nove tematiche fondamentali: paesaggi, compenetrazione di mondi, solidi matematici astratti, metamorfosi, cicli, approssimazioni all'infinito, essenza della rappresentazione, prospettiva, figure impossibili. "L'arte di Escher è una glorificazione della realtà. Egli non ha mai rinunciato a stupirsi di fronte all'infinita forza creatrice di bellezza della natura.")

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