Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 8 maggio 2018
Pagine: 324 p.
  • EAN: 9788804689041
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Descrizione

"Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?" si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due destini. Uno eclettico e inquieto, l'altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s'impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. Un filo d'acciaio teso sul precipizio di una intera esistenza. I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell'altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l'amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L'iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita l'infanzia, l'adolescenza, il ratto dell'età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. Ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per l'età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme. Un romanzo che cambia forma come cambia forma l'amore, un viaggio attraverso i molti modi della letteratura, un caleidoscopio di suggestioni che attraversa l'archeologia e la contemporaneità. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.

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    Ida

    19/09/2018 09:34:43

    Prima di "Splendore" non avevo mai letto un libro di Margaret Mazzantini, ma devo riconoscere che proprio come tutti mi avevano detto i suoi libri sono molto emozionanti ed evocativi. Il romanzo in questione racconta le storie di due giovani coetanei, Guido e Costantino, appartenenti a due ceti sociali completamente diversi, che condividono l’infanzia e l’adolescenza, frequentando lo stesso liceo. Tra loro nasce un’attrazione che col passare del tempo si trasformerà in amore. Entrambi vivranno questo sentimento con un senso di colpa che li farà sentire ai margini della società di cui fanno parte. Ed è qui il vero dramma: sono gli stessi protagonisti a considerarsi trasgressori di quel codice che condiziona i loro principi morali. L’omosessualità è vissuta come un peccato e pertanto va tenuta nascosta. Da qui l’esigenza di crearsi un’esistenza di facciata, rispettabile e stimata, per poi consumare nell’ombra un rapporto clandestino. Per l'autrice non dev'essere stato facile affrontare il tema dell'omosessualità maschile partendo da un punto di vista femminile, eppure lei lo fa con estrema naturalezza. Libro consigliato

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    Pasqualina Colella

    18/09/2018 13:21:26

    Per chi ha già letto qualche libro della Mazzantini conosce bene il suo stile che si ritrova appieno in questo libro. I personaggi e le loro vicende sono descritte con forte umanità, senza filtri, infatti possiamo trovare tra le pagine un loro ritratto con i pregi e difetti. Una storia con numerosi intrecci e colpi di scena, un libro struggente, ma ricco di emozioni che tratta temi importanti: l’omosessualità, la famiglia, la violenza, la vendetta, l'amore, la fiducia, la delusione. Consigliatissimo.

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    Silvia

    21/02/2018 05:55:13

    Capolavoro. Qualche anno fa mi sono trovata a cominciare un libro della Mazzantini, ma non lo ho mai finito. Non ricordo neanche che libro fosse, giuro. Per questo non so perché la settimana scorsa ho deciso di leggere 'Splendore' e sono rimasta a bocca aperta. E' un capolavoro: intenso, la prosa avvolgente, la storia realistica nel suo essere atipica, la vita dei protagonisti amara come è la vita vera, i personaggi tratteggiati in maniera tanto efficace che, ora che lo ho finito, già mi mancano. Non so come qualcuno possa aver dato una stella a questo splendore: per me è eccelso. Nota sul finale: non so se sia stato nell'intento dell'autrice, ma faccio notare a chi critica il finale tragico che, quando Guido si lascia andare nell'acqua di notte, come per volersi uccidere, sulla spiaggia è rimasto un ragazzo che lo ha visto entrare, e non sappiamo cosa possa decidere di fare quel ragazzo vedendo un uomo che si lascia andare a largo...

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    simona

    11/06/2017 21:37:53

    Una vera e propria perdita di tempo. Scrittura prolissa,noiosa. Personaggi irreali. Si percepisce l'intento dell'autrice di voler scrivere una storia toccante, profonda ma il risultato è al limite del ridicolo.

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    ANNA MORELLI

    18/03/2016 17:55:27

    L'autrice non mi è mai piaciuta, perchè prolissa fino allo sfinimento. Il tema dell'omosessualità che nasce negli anni del boom economico, prosegue in quelli di piombo e gradatamente arriverà ai nostri giorni è un copione sempre attuale, discusso e soprattutto sofferto da chi ne è protagonista. Ma tutti quei pensieri introspettivi, un pessimismo quasi cosmico ed un finale che spaventa mi hanno lasciata senza forze. Quale è la morale da trarre da questo romanzo? Che per una coppia gay non ci saranno mai speranze? Che il futuro è solo ipocrisia? E Costantino che pensa di lavarsi la coscienza e tornare "normale" tra esseri "normali" in una sottospecie di comune agreste mi lascia molto da pensare. Sembrava che l'autrice tifasse per la sua coppia omosessuale, ma ad un certo punto del racconto la lascia sola, a macerarsi in un'esistenza falsa e dolorosa. Dov'è lo splendore?

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    vale

    13/01/2016 12:30:22

    Da leggere assolutamente!! Si coglie lo splendore in ogni singola parola, in ogni singolo gesto, in ogni singola emozione!

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    Morena

    27/12/2015 17:36:46

    Non comprarlo. Davvero, dico sul serio. E' triste, ma non di quella tristezza letteraria che rende grandi e nobili le storie; no, questo libro è di una tristezza ridicola, parossistica, incredibilmente confinata e strizzata nel recinto del solito, vecchio muffito ritornello (che non posso esplicitare in quanto svelato nel finale) che sembra comparire sempre quando si parla di amore omosessuale. L'ho finito con rabbia, perché la Mazzantini avrebbe potuto sfruttare qui la rara potenzialità di raccontare qualcosa di grande, di nuovo, fuori dai confini del sentito dire, oltre quella condanna all'infelicità che queste storie d'amore sembrano portarsi addosso come uno stigma, ma ha preferito accatastare banalità, dimostrando una superficialità nel trattare l'argomento che mi lascia delusa e soprattutto indignata. Atroce.

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    nicola

    11/12/2015 12:23:54

    Emozionante, non aggiungo altro. Da leggere assolutamente.

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    lorena

    28/09/2015 18:33:39

    io do il massimo del voto, perchè il libro mi ha emozionato...emozionato tantissimo..ho sofferto e pianto insieme ai protagonisti e quindi a mio avviso ha fatto centro. Se fossi rimasta impassibile allora sì sarebbe stata una delusione. Non credo, come scrivono in molti, che la Mazzantini sia rimasta indietro col tema omosessuale, perchè bisogna considerare che la storia inizia negli anni 60 e sicuramente i personaggi sono cresciuti in un'epoca dove l'omosessualità era purtroppo un tabù. Il finale è tristissimo ed io lo vedo così: Costantino ha subito un lavaggio del cervello, per cui crede di esser stato costretto a fare quello che ha fatto, costretto dagli abusi,insomma Costantino non è più lui, Guido a questo punto, senza speranze e senza nessuno si lascia morire in mare..piango!

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    Gra

    21/09/2015 08:00:28

    Quando la Mazzantini centra un libro , ti arriva dritto un pugno allo stomaco. E' successo con "Non ti muovere" , con "Venuto al mondo" e adesso con Splendore. Storie d'amore amare e tristi, che ti coinvolgono emotivamente, storie di quello che poteva essere e non è stato perchè spesso l'uomo segue la ragione, le convenzioni e non il cuore.Mi spiace che questo libro non sia piaciuto a tanti, io l'ho trovato immenso.

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    Sara

    31/08/2015 09:41:25

    Bel libro, struggente e amaro. Cogliere lo splendore della vita nell amore proibito e carnale di due anime che si cercano, s allontanano. Il finale devastante, (attenzione se non avete letto il libro non andate avanti) la parte della comunità, il bacio assente tra le vigne, gli occhi vacui di un uomo vivo, ma ormai morto. Un libro che è una poesia. Cmq è un libro difficile, il linguaggio è molto ricercato (in perfetto stile mazzantini), il dolore è palpabile. Consigliato.

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    Franci

    26/07/2015 15:58:37

    Mi dispiace, che tanti lettori non abbiano saputo cogliere lo splendore che emana solo ad uno sguardo la copertina del libro...ogni pagina...ogni parola... purtroppo.....lo splendore... e' per pochi.....o per fortuna.

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    valentina

    03/03/2015 10:15:54

    Sono contenta di aver letto questo libro, non è il miglior romanzo della mazzantini.

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    An Tares

    09/01/2015 03:14:45

    Sono scioccato. Io credo di non aver letto in vita mia un libro più triste di questo. Scritto benissimo, in un stile eccellente, su questo nulla da eccepire. Ma dio mio la storia è di una tristezza allucinante! Mi ha messo una tale angoscia mentre lo leggevo che sono stato più volte sul punto di abbandonarlo a metà. Cliché a iosa, almeno mi ha fatto capire che ancora sull'amore girano palle assurde, tendenti a rintracciare nell'infanzia la vera "causa" dell'omosessualità. I due protagonisti, diciamolo, percorrono tutto il romanzo con la ferma intenzione di soffrire e far soffrire (il lettore). Sinceramente sono stanco di queste storie con gay repressi, malinconici, sofferenti, presi a bastonate, non capiti, traumatizzati da bambini ecc. Voglio leggere belle storie veramente splendenti, di veri amori, di vera vita vissuta. Peccato, perché l'autrice sa veramente scrivere. E' il primo libro che leggo, e sono rimasto colpito dalla sua capacità narrativa. Leggerò sicuramente altro di lei, ma questo romanzo non splende come promette. Peccato.

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    *Fede*

    30/11/2014 02:51:43

    Credo uno dei libri peggiori che abbia mai letto! Noioso e triste! Non vedevo l'ora di finirlo!!

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    Alfredo Carosella

    13/10/2014 20:14:08

    Ho sempre adorato il modo di scrivere della Mazzantini ma Splendore rompe quel tacito accordo che si dovrebbe sempre instaurare tra scrittore e lettore: io invento una storia e tu credi che sia vera. La storia è quella di due ragazzi che crescono in uno stesso stabile signorile: Guido è ricco e solo, lasciato all'indifferenza di badanti senza amore; Costantino è povero, è il figlio del portiere del palazzo e ha una famiglia apparentemente normale. Tra i due nasce una relazione tormentata che si trascinerà - non senza efficaci colpi di scena - fino alla senilità. Il libro risulta punteggiato da troppe circostanze poco credibili: lo zio Zeno e Guido, dopo pranzo fanno il bagno nelle "pozze ghiacce" del fiume Sangro e, come minimo, avrebbero dovuto avere una congestione! A parte il fatto che nel libro ci sono troppe cose "ghiacce", così come ci sono troppe cose che "crosciano"; è più tollerabile l'uso ripetuto della parola "splendore", giacché è il titolo del romanzo; lo è un po' meno quando lo splendore diventa addirittura "opaco". Trovo inverosimile che Guido ricordi tutti i particolari delle sue allucinazioni, sotto l'effetto delle droghe e di ben due bottiglie di gin assunte a stomaco vuoto, capaci - da sole - di obnubilare qualunque mente. È quantomeno strano che i due uomini si amino e si incontrino clandestinamente per anni, senza che le rispettive mogli e i figli si accorgano di nulla. Certo, il mondo è pieno di gente che tradisce impunemente il proprio partner, anche perché spesso si fa finta di non vedere, nella futile speranza di soffrire un po' meno. In Splendore, però, i testimoni ciechi sono numerosi e variegati. Amo della Mazzantini le fitte frasi suggestive, aspiranti citazioni, ma per quanto costruite, poco spontanee, non mi hanno mai infastidito come in Splendore. Qui sembra aver perso la misura come quando afferma: "La sua testa odora di buono, di vecchio legno da monastero zen, lavorato dal tempo"; nessuno si esprime in tal modo.

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    paola

    09/10/2014 22:30:31

    Personalmente mi è spiaciuto che il sentimento di amor che lega i due personaggi sia stato descritto principalmente attraverso l' aspetto fisico e in alcuni momenti in modo "animalesco", quasi a dimostrare che la relazione affettiva tra omosessuali sia basata sul sesso fatto in maniera violenta. Inoltre mi aspettavo un finale, forse scontato, nel quale le due anime gemelle si sarebbero finalmente unite nel loro Splendore, in un finale in cui l'Amore avrebbe avuto il sopravvento su tutti gli ostacoli incontrati nella vita. Invece Costantino rinnega se stesso, la sua sessualità e l'amore, lasciando Guido alla deriva, in un finale che non ho compreso. Quale messaggio ci vuole comunicare la Mazzantini con questo libro ?

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    Catia

    09/10/2014 17:29:14

    Leggerlo per imparare: imparare ad amare con tutta la forza che abbiamo, imparare ad accettare gli amori omosessuali, perchè anche chi crede di non avere tabù, in realtà (causa la nostra cultura) non è ancora pronto a considerare normale un rapporto omesses. In un primo momento ho chiuso il libro presa da un moto di repulsione.. quando ho ripreso a leggerlo la storia mi ha commossa tantissimo e alla fine della lettura quel senso di rifiuto iniziale si è trasformato in senso di colpa. L'amore raccontato in questo romanzo è il più bello e il più sincero che possa esistere, un amore che non può definirsi in nessun altro modo se non SPLENDORE! Titolo più congruo non poteva esserci! Speriamo facciano presto il film!

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    Silvy

    09/10/2014 13:49:06

    Il libro mi è piaciuto molto,però concordo con altri che hanno detto che è troppo drammatico e poco credibile con la realtà gay oggi, inoltre io sinceramente il finale lo vedo confuso, aperto a più interpretazioni, la più brutta in assoluto ma che mi sembra la più credibile è che Guido si lasci annegare nonostante il sogno di vivere in Grecia e sperare in un ritorno di Costantino. Se mi sbaglio sarei felice di cambiare idea in merito.

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    Alice

    08/10/2014 12:49:00

    La Mazzantini è di per se stupenda. Ha un modo di scrivere sublime ricco di vocaboli, aggettivi che rimandano ad un milione di sensazioni e non ricade mai nel ridondante. Sa descrivere benissimo la tristezza ma forse qua è stata eccessivamente malinconica avrei preferito più splendore più bellezza invece ho visto la più profonda tristezza umana, quasi senza una speranza senza un futuro, la più profonda ignoranza degli uomini senza un perché. Guido non riceve nessun regalo dalla vita a parte la più profonda delusione dall'amore dalla vecchiaia e dalla giovinezza. Per me l'omosessualità è molto di più, è una cosa splendida, avrei preferito uno sguardo più moderno più felice. Ciò nonostante molto profondo, lei resta sempre una scrittrice insuperabile.

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