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Traduttore: A. Shomroni
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2002
Pagine: 592 p., Rilegato
  • EAN: 9788806163709
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Un matrimonio può finire per molti motivi, ma Yohanan Rivlin, professore di storia mediorientale a Haifa, è convinto che a causare il divorzio del figlio Ofer sia stato un segreto nascosto. Da quando la moglie, Galia, lo ha ripudiato, sono passati cinque anni e Ofer non ha ancora superato il trauma. Cosa lo tiene incatenato a lei, cosa genera tanta sofferenza?
Ignorando la calma e la razionalità della moglie Haghit, giudice distrettuale, Rivlin si macera nell'ansia, incapace di sopportare l'infelicità del figlio. E quando scopre che il padre di Galia è morto improvvisamente, ne approfitta per riannodare i legami con la famiglia dell'ex nuora. Iniziano così le sue visite, e le sue indagini, nell'albergo di proprietà del defunto, a Gerusalemme, dove l'altra figlia, Tehila, comanda adesso con piglio manageriale. Visite e indagini di cui Haghit e Ofer non devono sapere nulla.Ma il professore ebreo non riuscirà a risolvere il mistero da solo, e gli arabi, temuti e amati, arriveranno ad aiutarlo. Oggetto dei suoi studi, gli arabi assumono per Rivlin la funzione di catalizzatori: accelerano gli eventi. Così Rashed, il messaggero-autista, e Fuad, il capocameriere-poeta, s'incaricano di rendere giustizia al povero Ofer, che né la Storia né il Diritto, né Rivlin né Haghit, possono aiutare.Ambientato tra il 1998 e il 1999, quando ancora erano vive le speranze di pace, e l'Autonomia palestinese compiva i primi passi in Cisgiordania, La sposa liberata è un'allegoria potente del destino di due popoli sempre in guerra, e conferma ancora una volta la maestria narrativa e poetica di Abraham Yehoshua, ponendolo tra i maggiori scrittori della letteratura mondiale.

Recensioni dei clienti

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    rosa mazzone

    14/07/2013 22.32.21

    Ho letto quasi tutti i libri di questo autore, " La sposa liberata" è bellissimo. Ho scoperto questo autore da meno di un anno e con molta tristezza mi appresto a finire di leggere , esaminare , analizzare la sua opera. Ogni libro è diverso dagli altri, originale,affascinante nell'evoluzione della trama costruita intorno ai personaggi, ai loro pensieri, inquietudini. Yehoshua indaga magistralmente l'animo umano,anzi più che essere l'autore ad indagare il personaggio è lo stesso che si indaga ed esterna i suoi pensieri e si muove e si barcamena alla meglio tra difficoltà e cerca di venirne fuori. Lo sfondo è il mondo israeliano ed arabo. Due mondi diversi ma che si squadrano,si esaminano curiosi, a volte diffidenti, che cercano di tendersi la mano, o almeno noi lettori incrociamo le dita e quando Yehoshua fa incontrare amichevolmente i due mondi ne siamo felici perchè solo nella condivisione pacifica potrà nascere una pace solida e duratura tra due mondi non incompatibili.Amo il modo di farci intravedere il mondo arabo di Yehoshua, lo fa con amore e rispetto. In questo libro riporta frasi in arabo:bravo Yehoshua!. In questo libro si dibattono due enigmi : uno privato ed uno storico. Il linguaggio è snello, scorrevole e mai, mai tedioso.

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    ameliè

    29/03/2011 23.35.19

    Un libro meraviglioso. Invidio chi lo deve ancora leggere! Chiuso il libro si sente la mancanza del professor Rivlin con le sue debolezze e grande umanità. Indimenticabile!

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    Philip

    06/04/2008 14.14.29

    Ennesima conferma della grandezza di questo Autore,e probabilmente il suo ultimo libro(per il momento,e a confronto con "Il responsabile delle risorse umane" e "Fuoco amico")di altissimo livello.Spero che le sue prossime prove siano all'altezza di questa.

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    vito

    05/03/2008 15.47.46

    E' un libro difficile, sofferto, intenso. Ma a me e' servito... Lo stavamo leggendo in contemporanea con una mia amica e ci siamo innamorati del libro e di noi reciprocamente. Adesso Tina e' mia moglie.

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    Vega

    15/09/2006 19.36.51

    Il professor Rivlin, docente di storia mediorientale all’università di Haifa, ha una convinzione: per costruire il presente è necessario indagare il passato. Sulla base di questa idea avrà inizio la sua più urgente ricerca. Scoprire la causa del fallimento del matrimonio di Ofer, suo figlio, abbandonato dopo un solo anno di matrimonio dalla moglie Galia. Dopo la morte improvvisa del suocero di Ofer, figura conturbante, e dopo l’ennesimo rifiuto di spiegazioni del figlio si spingerà nella pensione della famiglia di Galia per cercare di carpire il segreto che i due giovani tengono celato. Una ricerca spossante e ossessiva che lo cala in situazioni inusitate, lo costringe al compromesso e alla contraddizione. Un romanzo interamente pervaso dalla volontà di capire: sé stessi, la propria famiglia, la realtà palestinese (siamo negli anni ’98 - ’99 e la convivenza tra arabi ed ebrei se non semplice sembra almeno possibile e auspicabile), quella algerina tanto studiata dal professor Rivlin e dilaniata da conflitti interni. Al ritmo incalzante di dialoghi che mettono in luce pensieri e fatti spesso scomodi, contro la razionalità della moglie Haghit, giudice distrettuale, troverà inaspettatamente aiuto e conforto negli arabi che qui appaiono solidi ed estranei alla frenesia degli ebrei. Che ci si trovi in un immobile studio dell’università di Haifa o nei vicoli e nelle fresche case di Gerusalemme, l’attenzione del lettore non cala, sempre teso alla ricerca di una verità.

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    elide g.

    25/02/2005 15.03.21

    Magnifico! Suggestivo, emozionante ed appassionante. Non ho letto altro di Yehoshua ma me ne sono innamorata. Nulla di meglio per calare in una realtà quotidiana una guerra infinita di cui conosciamo solo le punte drammatiche... un libro per capire meglio qual è in realtà, oltre agli estremismi che fanno cronaca, il rapporto tra arabi ed ebrei.

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    Federica

    06/03/2003 12.46.03

    Non è bellissimo come L'Amante, soprattutto non tanto ricco di quelle suggestioni magnetiche che trasmetteva il suo romanzo precedente, ma è certamente una storia romantica e profonda. Riesce a trasmettere l'angoscia e la solitudine in cui è piombato l'abbanbonato Ofer dopo il divorzio dalla moglie, e descrive benissimo la curiosità ossessiva del prof. Rivlin perso nel suo vano tentativo di scoprire la verità. L'aspetto che più apprezzo di Yehoshua è la dettagliata descrizione del rapporto tra ebrei ed arabi. la figura di Samaher l'assistente ricercatrice, quella del cugino della ragazza che diventa l'autista personale di Rivlin, e i rapporti che intrecciamo con il prof. fanno presagire un clima di pace che finalmente si dovrebbe raggiungere,

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    Emanuele

    21/02/2003 14.18.44

    Un libro scritto molto bene con una bella storia che fa da filo conduttore. Vi sono molte parti del libro difficili da digerire se non si ha una buona conoscenza delle vicissitudini arabo-israeliane.

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    gisella

    28/01/2003 14.41.59

    Yehoshua non si smentisce: molto molto bello! Eccezionale il protagonista, molto particolari le figure femminili (come, del resto, in tutti i suoi romanzi).

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    rossana

    20/01/2003 15.01.05

    mi è piaciuto tanto, come peraltro era già accaduto con "Viaggio alla fine del millennio", una specie di prologo, se vogliamo, alle tematiche riprese in questo romanzo:l'arabescato intreccio delle relazioni familiari e sociali nella cornice del cambiamento storico che incombe necessario.Ne"La sposa liberata" Y.riesce a trasmettere, ancora una volta,emozioni forti e allo stesso tempo delicate sulle relazioni tra persone e a renderne la complessità(e in questo caso che complessità!!:marito e moglie,genitori e figli,arabi e israeliani...)qualcosa di lieve e permeabile.Ho immaginato una buona dose autobiografica nel personaggio del professore di storia mediorientale, perchè vedo Y.uomo e intellettuale proprio così:pervaso dal dubbio, ma non sopraffatto perchè curioso e quindi ricercatore di verità,anche se estremamente spiacevoli.Questa é la storia di una faticosa,ma quanto mai umana,ricerca personale e sociale per superare il passato verso prospettive,difficili da costruire ma non impossibili, di serenità, di convivenza, di condivisione.

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    palis

    15/12/2002 12.00.30

    Bellissimo. Se mi venisse imposto un libro da portare per l'accesso in paradiso, sicuramente la sposa liberata rientrerebbe nei miei ricordi. 'Come un pensiero felice.' Molto profondi i dialoghi. Mi ricorda delitto e castigo. Assolutamente da leggere.

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    claudio

    11/11/2002 16.32.55

    sempre alto il livello, secondo soltanto tra le sue opere a Ritorno dall'India, anche quando esce dal tema principale del racconto.

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