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Mary Beard

Traduttore: A. Piccato
Editore: Mondadori
Collana: Le scie
Anno edizione: 2016
Pagine: 554 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788804663249
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Il dialogo continuo e fruttuoso con gli antichi romani rimane un punto di riferimento imprescindibile per il modo in cui giudichiamo noi stessi.

"Roma ci aiuta ancora a definire il modo in cui comprendiamo il nostro mondo e pensiamo noi stessi." - Mary Beard

"SPQR svela i segreti del successo dell'antica Roma con straordinaria chiarezza" - The New York Times Book Review

"Una ricostruzione magistrale" - The Economist

“La storia dell’antica Roma è importante. Ignorare i romani non significa semplicemente chiudere gli occhi di fronte a un passato remoto. Roma ci aiuta a definire il modo in cui comprendiamo il nostro mondo e pensiamo a noi stessi, dai massimi sistemi fino alle commedie umoristiche. Dopo duemila anni, costituisce ancora il fondamento della cultura e della politica occidentale, di ciò che scriviamo e del modo in cui vediamo il mondo e il posto che in esso occupiamo.”

“Un altro maledetto libro grosso e quadrato! Sempre scarabocchi, scarabocchi! Eh, mister Gibbon?”. Questa è la famosa battuta, a metà fra l’amabilità e l’ironia, con cui il duca di Gloucester apostrofò il secondo tomo della memorabile Storia della decadenza e caduta dell’Impero Romano di Edward Gibbon, una pioneristica ricerca che diede avvio allo studio moderno della storia romana nel mondo anglosassone.

SPQR di Mary Beard, accademica di fama mondiale, è soltanto l’ultimo tassello di questa prestigiosa tradizione storiografica. Ma gli intenti non sono certo quelli eruditi e monumentali del suo illustre predecessore. L’opera della Beard non si rivolge agli accademici e non ha alcuna pretesa di essere portavoce di nuove scoperte o teorie rivoluzionarie. Il suo tentativo è quello di accostarsi ad un tema classico (il più classico di tutti probabilmente) come quello della storia dell’Urbe, ma con un linguaggio nuovo e con priorità ed obiettivi differenti.
Quest’opera dunque è il suo contributo a ciò che ritiene più importante dello studio di Roma, quel continuo work in progress che l’ha tenuta impegnata sul campo per oltre cinquant’anni. Il linguaggio però è fresco, dinamico, semplificato. L’autrice esamina lo sviluppo e l’ascesa della Città eterna, nonché i fattori che le hanno permesso di mantenere a lungo una posizione di egemonia su tre continenti. Tutto questo però senza divagare in mere leziosità manualistiche e senza addentrarsi nelle dispute tecniche. Si ha la sensazione per questo che l’opera sia più il frutto della sua volontà di confrontarsi con un pubblico generalista sulle sue impressioni personali ed intime con il suo campo di studi, abbandonandosi ad una interpretazione strettamente personale.
Ciò giustificherebbe la scelta originale ed unica di voler terminare la propria “storia romana” con la Constitutio Antoniana di Caracalla nel 212 d.C., la quale garantì piena cittadinanza ad ogni libero abitante dell’Impero, portando a compimento per la Beard quel processo di estensione di diritti e di privilegi cominciato mille anni prima. C’è una sorta di rifiuto e di negazione del basso impero e a quel declino tanto caro a Gibbon. Questa impostazione è certamente innovativa ma è scarsamente giustificabile, soprattutto dal punto di vista puramente storico perché non rappresenta una cesura epocale. L’Impero, a dirla tutta, non basandosi su una costituzione vera e propria ma su strutture istituzionali consuetudinarie è vittima in questo caso della passione filo repubblicana che emerge tiepidamente nelle pagine dell’opera. Apprezzabile è invece l’altra scelta coraggiosa di iniziare l’analisi storica 600 anni dopo la fondazione dell’Urbe, ai tempi della congiura di Catilina e della massima esaltazione di ciò che intendiamo per SPQR, ovvero il “Senato ed il Popolo romano”, le due fonti principali dell’autorità politica e del legittimo potere dello Stato. Non solo. I fatti del 63 a.C. rappresentano anche la massima retorica politica su cui i cittadini romani non hanno mai smesso di discutere, ma anche su cui il mondo occidentale odierno si interroga ancora. Questo rappresenta il vero cuore dell’opera della Beard: le parole pronunciate da Cicerone esprimono questioni che ci preoccupano ancora oggi.

È legittimo uccidere dei “terroristi” violando le procedure ordinarie? Fino a che punto si possono sacrificare i diritti civili in nome della sicurezza nazionale? Questa comparazione tra passato e presente, questa linea di modernità delle tematiche costante è il pregio più grande di SPQR e gli permette di raggiungere con successo l’obiettivo iniziale, con buona pace di Gibbon e dei suoi scarabocchi.


Indice

Prologo. La storia di Roma

I. L'ora di gloria di Cicerone
- SPQR: 63 a.C. - Cicerone contro Catilina - In Senato - Trionfo e umiliazione - Scrivere la storia - L'altra versione della storia - Il nostro Catilina?

II. In principio
- Cicerone e Romolo - Assassinio - Il ratto delle sabine - Fratello contro fratello, nuovi arrivati e antichi cittadini - Storia e mito - Enea e altro ancora - Archeologia di Roma arcaica - L'anello mancante

III. I re di Roma
- Inciso nella pietra - Re o capi? - Storie di fondazione: religione, tempo e politica - Re etruschi? - Archeologia, tirannia... e stupro - La nascita della libera repubblica romana

IV. Il grande balzo in avanti
- Due secoli di mutamenti: dai Tarquini a Scipione Barbato - Il mondo delle Dodici Tavole - Il conflitto delle classi - Il mondo esterno: Veio e Roma - I romani contro Alessandro Magno - Espansione, soldati e cittadini - Cause e spiegazioni

V. Un mondo più vasto
- I discendenti di Scipione Barbato - Conquiste e conseguenze delle conquiste - Canne e il volto sfuggente delle battaglie antiche - Polibio e la politica romana - Un impero fondato sull'obbedienza - L'impatto dell'impero - Come essere un romano

VI. Una nuova politica
- Distruzione - L'eredità di Romolo e Remo? - Tiberio Gracco - Gaio Gracco - Cittadini e alleati in guerra - Silla e Spartaco - Vite comuni

VII. Dall'impero agli imperatori
- Cicerone contro Verre - Governatori e governati - Senatori nel mirino - Roma in vendita - Pompeo il Grande - Il primo imperatore - La Banda dei Tre - Il dado è tratto - Le idi di Marzo

VIII. Il fronte interno
- Pubblico e privato - L'altra faccia della guerra civile - Mariti e mogli - Nascita, morte e lutto - L'importanza del denaro - Proprietà umane - Verso una nuova storia, di imperatori

IX. Le trasformazioni di Augusto
- L'erede di Cesare - Il volto della guerra civile - Vincitori e vinti - L'enigma di Augusto - Res Gestae - Politica di potenza - Problemi di successione - Augusto è morto. Lunga vita ad Augusto!

X. Quattordici imperatori
- Gli uomini sul trono - Che cosa andò storto con Gaio? - Buoni imperatori e cattivi imperatori - Cambiamenti al vertice - La successione - I senatori - Oh car, forse sto per diventare un dio...

XI. Privilegiati e svantaggiati
- Ricchi e poveri - Livelli di povertà - Il mondo del lavoro - Cultura da taverna - Furti, imbrogli ed espedienti - Rondini e serpenti

XII. Roma fuori Roma
- La provincia di Plinio - I confini dell'impero - La gestione dell'impero - Romanizzazione e resistenza - Libero movimento - Dove hanno fatto il deserto, dicono d'aver portato la pace - Il problema dei cristiani - Cittadini - Gaio Giulio Zoilo

Epilogo. Il primo millennio romano
- Per concludere

Cronologia
Ulteriori letture
Fonti iconografiche
Ringraziamenti
Indice dei nomi

Recensioni dei clienti

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    Giorgio Marchetti

    29/08/2016 09.08.39

    E' spesso comune leggere testi di storia antica alla ricerca di quel di più che normalmente non danno tante precise ma aride esposizioni di fatti rigorosamente concatenati da una pur attenta esposizione. L'autrice in questo caso sa avvincere il lettore poichè, accanto ad un approccio "cronologico" innovativo (si parte dalla sedutà in senato del 63 A.C. in cui Cicerone denuncia per la prima volta Catilina,e si retrocede per poi avanzare)emerge subito il carattere "antropologico" della ricerca mirante a comprendere i fatti dall'interno. In questo senso il libro è una vera miniera di idee che appassionano e aprono a punti di vista inpensati. Non manca neanche il coraggio di mantenersi al di fuori dei punti di vista tradizionali (rivalutazione parziale di figure storiche controverse e posizioni strutturali interessanti sugli imperatori nel loro complesso). In definitiva una lettura da consigliare a coloro che sono interessati all'argomento e cercano testi innovativi.

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