Editore: Einaudi
Anno edizione: 2018
Pagine: 176 p., Brossura
  • EAN: 9788806237462

46° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Descrizione
Sono veloci, affamati, scivolano nel mondo con candore sfacciato. E devono rimanere sempre in movimento: se smettono di muoversi, muoiono. Sono i ragazzi di inizio millennio, sono gli squali.

«Anche restando qui. Devi muoverti. Se stai fermo muori».
«Come gli squali» esclamò Anna di colpo «Certe specie devono nuotare senza sosta per non soffocare o per non cadere sul fondo del mare».
Squali, ecco cosa eravamo, ecco cosa dovevamo essere.


L'estate della maturità. L'estate in cui puoi fare quello che ti pare. L'attendi, la sogni, la organizzi, e può succedere che all'ultimo momento salti tutto. Perché l'estate della maturità è anche quella in cui la vita sta per diventare tua e basta. Devi scegliere da solo e, per la prima volta, conosci la paura del futuro. Max frequenta l'ultimo anno di liceo in una cittadina della provincia veneta; è uno come tanti, bravo con i computer. Filippo, Anna, Beatrice e Andrea sono i suoi amici di sempre: con loro ha diviso ogni istante fin dall'asilo e con loro ha progettato di trascorrere i mesi che precedono l'inizio dell'università. Ma un semplice algoritmo, creato nella sua cameretta da figlio unico, gli stravolge in un attimo l'esistenza: invece che in giro per l'Europa a sentire concerti si ritrova a Roma a lavorare in un incubatore di start-up. In poche settimane il vecchio Max non c'è piú. Il mondo in cui è cresciuto si sgretola sotto i suoi occhi mentre lui cerca disperatamente di conservarne frammenti. Cambiano le aspirazioni, le compagnie, si modificano i rapporti con i genitori; l'amore si presenta in maniera inaspettata. Tutto troppo rapido, tutto troppo presto. Forse è meglio rallentare. A patto di non fermarsi.

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Recensioni dei clienti

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    Niccolò

    25/11/2018 16:40:23

    Il bis è il banco di prova di tutti gli scrittori: è il criterio di demarcazione che separa gli autori di successi commerciali (ancor prima che editoriali) dalle personalità di spessore. Mazzariol aveva fatto colpo con uno stile semplice, delicato, quasi innocente per narrare una storia tutt'altro che leggera; egli aveva 'lucrezianamente' cosparso di miele l'orlo del vaso contenente l'amaro assenzio, conquistando un vastissimo range di lettori, dai ragazzi che leggevano la storia divertente (i 'lettori semplici', li chiamerebbe Manzoni), ai genitori che coglievano un senso ben più profondo dal racconto di quel legame speciale (i manzoniani 'lettori problematici'). 'Mio fratello rincorre i dinosauri' colpiva per questo, per la maniera quasi commovente con cui un adolescente aveva il coraggio di trasformare un dramma familiare in un'avventura rocambolesca, quasi surreale. Il secondo di Mazzariol invece manca totalmente di questo: manca dello spessore del contenuto. Una storiella scialba, quotidiana, raccontata con uno stile semplice, che questa volta non addolcisce, ma stereotipizza. Questa volta la semplicità si adatta, si conforma a un contenuto altrettanto semplice, al limite col banale. La storiella di un ragazzo travolto dal vortice della tecnologia, della frenesia e dal mito del successo non si arricchisce del 'quid' che trasforma un romanzetto scolastico, quasi dilettantistico in un racconto del calibro di Einaudi. Il rischio che Mazzariol correva era trasformare il genuino in banale, il quotidiano in superficiale e la descrizione in stereotipo. Se il linguaggio quotidiano nel primo smorzava, qui alcune descrizioni dei momenti più intimi abbassano fin quasi allo squallore un racconto che vuole fingersi genuino, ma che finisce per risultare artificioso nella sua forzata conformità e insipida convenzionalità. Cavalcando l'onda del successo, Mazzariol delude malamente le aspettative di un pubblico con un raccontino non sui teenager, ma piuttosto da teenager.

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    Marilú

    13/11/2018 08:44:09

    Un tuffo nel mondo dei laureandi , uno stile di scrittura semplice e scorrevole ma mi aspettavo tutt’altro : non rappresenta questa generazione ma il momento delle decisioni da maggiorenni , i pensieri , le paure. Faccio fatica a pensare che da trent’anni a oggi l ‘unica differenza sia la disponibilità di ogni tipo di tecnologia , o almeno questa è l’idea . ‘Semplice ,scorrevole e leggero’ hanno scritto del suo primo libro Mio fratello rincorre i dinosauri e adesso mi ritrovo a dover scrivere la stessa cosa anche se ora l’ argomento trattato non è così delicato come la volta scorsa e avrei preferito un po’ di approfondimento psicologico e analisi del contesto.

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Chi sono Gli squali? Sono i ragazzi del nuovo millennio che devono imparare a nuotare nel mare magnum dei nostri tempi, senza mai stare fermi, altrimenti rischiano di essere schiacciati. Lo si evince dalla quarta di copertina, ma non è tutto. La definizione “squali” fa riferimento anche alla voglia di conoscenza e di crescita dei giovani, affamati e desiderosi di affermarsi in una società dove il pesce più grande mangia quello più piccolo. Per questo motivo vogliono imporsi come il dominatore degli oceani che divora le prede, in senso letterario, la vita.

Max è uno squalo. Chiuso nella sua cameretta e incerto su cosa farà da grande, decide di progettare un’app di orientamento all’università. Un software capace di scegliere per lui, che in poco tempo lo porterà a Roma, a lavorare in un incubatore di start-up. Allontanarsi dal piccolo paese di provincia dove vive, per trasferirsi nella metropoli sembra a Max un magnifico modo di crescere e fare nuove esperienze. Il problema è che si trova a dover fare i conti con una realtà più grande di lui, dove non conduce più la vita del ragazzino, ma quella dell’adulto, con problemi, pressioni e stress. Inizia così a capire che se crescere non è semplice, è ancora più difficile farlo senza gli amici di sempre, o senza l’appoggio dei genitori.

Max rappresenta a tutto tondo i giovani d’oggi. Chi nasce in provincia pensa sempre di dover lasciare il paese per cercare qualcosa di meglio e, spesso, sbaglia. Non si pensa mai che la felicità possa essere racchiusa nelle cose semplici, negli affetti o nei divertimenti con gli amici. Avere diciannove anni spaventa, ma è uno dei momenti migliori perché si è squali e si ha sete di conoscenza.

Gli squali è un romanzo di formazione. Una storia scritta linearmente e in maniera leggera, che pone l’accento su tutte le tematiche della post adolescenza. Giacomo Mazzariol riesce ad attuare una mimesi completa tra scrittore e protagonista. Ciò che viene descritto è un’istantanea della società attuale: piena di dubbi, aspettative e desideri. La trama è genuina, cattura la vita quotidiana, le amicizie, i primi amori e i primi problemi. Il lettore ideale è un giovane a cui viene fatta la consueta domanda: “Cosa vuoi fare da grande?”, o un genitore pronto a immedesimarsi nel figlio che deve compiere la “grande scelta”.

Recensione di Martina Armone