Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Pagine: 119 p., Brossura
  • EAN: 9788806180645
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Il nuovo romanzo di Simona Vinci affronta di petto un tema cruciale: l'amore la sua realtà e il suo destino. La narrazione scorre intensa e avvincente anche se traspare un'impressione di fatica di una certa opacità. La storia ha un andamento analitico problematico ma sono rari i momenti di grazia di leggerezza. Eppure quello che una Lei senza nome racconta è un amore vero profondo come mai le era accaduto di conoscere prima per un uomo che la ricambia. Ma la felicità che esso regala ai due amanti raramente trapassa nella scrittura. Forse il racconto è troppo elaborato ed esplicito nel perseguire con rigore implacabile un teorema: vale a dire che nessun amore regge alla prova dei fatti agli agguati della realtà.

In forma di una lunga lettera indirizzata a Lui Lei quando l'amore è finito racconta quanto lo ha amato come è stata coinvolta senza riserve anima e corpo in un amore profondo assoluto. C'è una pagina stupenda in cui racconta come da donna innamorata si prepara all'amore. Si predispone liscia e profuma ogni parte del corpo ogni piega della sua intimità per un dono totale di sé che la rende felice. Questa è la parte più ispirata del breve racconto quella in cui come una rabdomante Vinci riesce a esprimere quel quid ineffabile quel fuoco irradiatore che è la sostanza dell'amore.

Il racconto ha una forte valenza simbolica. Gli incontri dei due amanti avvengono nella stanza 411 di un albergo romano posto vicino al Pantheon. E l'antico tempio viene descritto e visitato dalla donna con un'attenzione quasi ossessiva e perciò nel suo idoleggiamento dell'amore perfetto esso non può non rivestire una funzione essenziale paradigmatica. Ma paradigmatica di che cosa? Il Pantheon è un sacrario di tombe illustri. La narratrice vuol forse dirci che anche l'amore è un ricettacolo di riti sacri e antichi che più che nella vita reale ha la sua dimora nel sogno nell'eternità forse nella morte?

A un certo punto del romanzo avvertiamo come una frattura. è quando i due amanti ambiscono a diventare una coppia un Noi che tutto si guasta. “Il punto era il controllo. Era scattata tra noi quella trappola micidiale che presto o tardi scatta in tutte le coppie: il tentativo di fondersi di annullarsi l'uno nell'altra”. Ora Lui le sembra un'altra persona un macho che fa l'amore senza tenerezza che la possiede come possedeva le prostitute che pagava. Nel loro rapporto ora s'insinua il problema del denaro che diventa devastante motivo di incomprensioni e di angoscia.

L'amore ora non c'è più anzi si è trasformato in odio quell'odio che gli amanti provano davanti alla persona in cui non riconoscono più l'essere amato di un tempo. “No il Noi amore mio non è mai stato mai esistito. Non esiste un Noi solo un Me + Te”.

Se fossero riusciti a evitare l'inganno della fusione la loro relazione aveva tutte le carte in regola per renderli felici. Questa è l'amara conclusione a cui arriva la protagonista. Ma – aggiunge – forse ogni vero amore anela alla fusione come per una forza irresistibile una calamita che non può fare a meno di spingere due persone a diventare una sola. Questo ha ucciso il loro amore. E questo è un destino a cui nessuno può sfuggire?

“Penso a quello che ci siamo lasciati scivolare di mano. Come tutti gli avari avremmo voluto di più poi di più e ancora di più abbiamo voluto così tanto che il tanto si è trasformato in troppo e siamo rimasti a mani vuote”.

“Questa storia è già finita.

Ti ho amato più di quanto abbia mai amato chiunque ti ho amato più di tutto.

Ho amato un uomo che non esiste.

L'altro che tutti aspettiamo da sempre e che non può arrivare”.


Leandro Piantini

Recensioni dei clienti

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    maria

    03/09/2012 08:59:22

    Vorrei dire innanzitutto che questo è un libro coraggioso tant'è che si è fatta dei nemici la nostra Simona Vinci- tra i maschi che dicono ''queste donne che vivono alla perenne ricerca di un uomo hanno rotto'' (non era alla perenne ricerca, raccontava un aspetto della sua vita, gli uomini non sono forse alla perenne ricerca di una donna? anche se la devono pagare?) e tra le donne, che non volendosi riconoscere dicono che la scrittrice non dice nulla. Quando invece dice le cose cosi come stanno: che ahimè le donne troppo spesso dicono ''usami'' e diventano serve, mentre lui sta stravaccato a bere e a guardare la tv- malinteso che fa loro molto comodo Racconta della lontananza degli uomini, del servilismo delle donne, di quanto male è impostato il matrimonio nella nostra società, di quanta poca autostima abbiano le donne Malgrado questo coraggio le do solo tre per due motivi : ci sono troppe pagine inutili, e non ho apprezzato il linguaggio spesso crudo, sembra un libro dalla parte delle donne, perchè allora attinge al vocabolario volgare maschile? se secondo lei anche questa è libertà, rispondo che la libertà è proprio fare a meno di questi termini che ci sono stati sempre imposti cosi come c'è sempre stato imposto il potere maschile. Differenziarsi in meglio se tanto questa realtà ci fa star male. Stanza 411 mi ha lasciato un retro gusto di malinconia. E' vero gli amori piu grandi finiscono brutalizzati dalla quotidianità, e non è sempre colpa nostra.

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    ALESSANDRA

    27/06/2011 16:01:44

    letto tanto tempo fa...ma ho ancora il bel ricordo di questa veloce scorrevole lettura. una poesia, a volte un grido.. non un libro qualunque. il giudizio di un libro, comunque, spesso dipende anche dai nostri stati d'animo.

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    alex

    04/06/2009 10:14:34

    L'ho letto ieri sera, tutto d'un fiato perchè in effetti è molto corto. Non lo definirei un romanzo, assomiglia di più ad una lunga poesia, non c'è granchè trama ma più che altro riflessioni, delle quali mi sono piaciute soprattutto quelle sulle prostitute e quelle sulle casalinghe. Come giudizio generale non saprei, non credo sia il mio genere, quindi voto medio.

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    Dema

    11/11/2007 21:08:07

    L'amore passa, l'arte è per sempre....Grande la Vinci...Alla fine tutti amiamo una persona che non conosciamo altrimenti....saremmo tutti single!!!!

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    Jo

    15/05/2007 16:42:09

    Non ho ancora letto il libro, ma da quello che ho potuto leggere dalla recenzione, mi sono rivista in quella donna..in quella situazione; solo che la stanza nella mia vita era la n°110, sempre a roma, ma dalla finestra vedevo Porta Pinciana. Ho amato un uomo che non esisteva. L'uomo che tutte aspettiamo da sempre e che non può arrivare”.

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    patty

    10/02/2007 11:26:09

    ho letto il libro stanotte, non conoscevo nulla dell'autrice. Mi piace così, prendere fisicamente possesso dei libri sugli scaffali nelle librerie, farli miei. senza che abbiano già una storia. Ed è successo con questo libro. Quella storia è diventata la mia, folgorante per certe somiglianze e situazioni, in uno stile che vuole spogliarsi di ogni "femminilità" di genus e diventare volutamente impersonale, per allungare l'ombra e la luce della storia, su tutti. Sono pagine di sé, che però sono state o saranno un pò anche le mie, e le tue, o le vostre.

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    Angela

    05/02/2007 15:59:17

    Una lettera, una sorta di una lunga confessione. Una storia d’amore che attraversa stanze vuote. partendo dalla stanza 411, appunto. Dove vi porterà non posso di certo dirvelo, ma, come dice la stessa autrice, "Gli inizi raccontano già tutto, a saperli, e volerli, guardare". Interessante e intrigante lo stile di questa autrice, che non conoscevo. Fatto di frasi brevi, di capitoli veloci, di verità taglienti, di pensieri dilanianti; a volte anche ironico se pur sempre accompagnato da un velo di cinismo e amarezza. Questo Stanza 411 forse vi irriterà, forse vi disturberà, ma forse vi ricorderà una delle stanze 411 della vostra vita. Angela.

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    Argante72

    20/11/2006 13:07:52

    Un brutto libro, un esercizio di sentimentalismo noiossissimo. Queste donne sempre turbate dall'amore, e che pare non vivano altro che per trovare un uomo, ci hanno davvero rotto. La Vinci crede di salvare l'insalvabile mettendo qua e là qualche parola forte tentando di passare per realista e moderna. Che strazio! Certo che se questi sono i migliori scrittori italiani, allora è proprio vero che la nostra letteratura (insieme a tutto il resto) è definitivamente MORTA.

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    Ape Regina

    06/11/2006 11:17:41

    Non mi è piaciuto. Credevo fosse un romanzo totalmente diverso. Le vicende sono scollegate tra loro, continui flashback e ritorni al presente, linguaggio poco scorrevole e alcuni capitoli inutili. Mi ha davvero deluso.

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    Isabella

    31/10/2006 17:23:30

    A me è piaciuto tanto, forse perchè in molti aspetti sembrava descrivesse la mia storia. L'amore quando delude lascia sempre l'amaro in bocca e Simona questo lo ha fatto capire benissimo. Quando ho terminato il libro sono stata male, ho provato tanta tristezza.

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    max

    06/09/2006 15:18:13

    Simona Vinci è a mio parere la migliore scrittrice italiana della sua generazione. Nella Stanza 411 non c'è spazio per alcuna consolazione. Demolizione senza ricostruzione possibile. Se siete sentimentali il punto di vista dell'autrice potrebbe uccidervi, perchè l'amore è un movimento reale che non cambia lo stato di cose esistente.

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    Giorgia

    06/07/2006 16:17:36

    L'ennesimo ottimo romanzo di Simona Vinci, darei il medesimo voto anche ai suoi precedenti. Più che un romanzo è un universo di emozioni. La storia è un breve pretesto, analizzata in tutte le sue sfacettature con salti temporali, per farci entrare nell'animo umano, maschile e femminile. La scrittura è chiara e scorre rapida ma le parole vanno lette una per una, nessuna è in più. Peccato che finisca così in fretta!

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    Lorenza

    01/06/2006 12:48:17

    Un libro veramente deludente. Che peccato. Pensavo che parlare di corpo, di sentimenti, avesse portato questa scrittrice di cui tutti parlano tanto bene a scrivere un libro di quelli in cui ci si può rispecchiare. Di quelli in cui una donna può ritrovarsi. Mi è sembrato artificioso e poco autentico. Un'operazione editoriale, troppo breve, troppo simile a tanti altri libri e destinato a essere dimenticato in fretta.

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    Ghislaine

    01/06/2006 12:25:38

    ..sono una donna di 39 anni che legge e scrive dalla più tenera età ... Questo libro l'avrei potuto scrivere io, talmente era dentro di me, ..ho letto una recensione qui sopra di qualcuno che diceva non esserci passione nelle parole della Vinci,..credo che ognuno di noi abbia la sua passionalità e perciò non dirò quel che penso, ma posso assicurarvi che quella donna e quell'uomo in quella stanza eravamo io e lui,..come non rimanere sconvolti dalle parole nude crude e così vere, come restare indifferenti alla descrizione passionale, sessuale, anche volgare nella sua nuda realtà, di un rapporto di coppia che non può essere chiamato così ma che lo è forse nel modo più completo. Questo libro non è leggero, per nulla, solo chi ha vissuto o vive in sè la profondità di una grande passione, di un grande amore, credo possa capirlo, lo struggimento dell'innafferrabile e incontenibile passione per un UOMO vissuta da una DONNA.

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    alessandra

    27/04/2006 11:33:49

    chi ama o ha amato non può non riconoscersi in alcuni passaggi, non risentire l'eco di alcune sensazioni descritte dall'autrice, secondo me descritte bene, semplicemente e senza giri di parole, perchè che se ne dica e per quanto lo si infiocchetti, l'amore è pura fisicità mischiata con il senso del perfetto che ti fa sentire e con la paura di non sentirlo più, prima o poi..speriamo poi, speriamo mai..l'ho finito e poi subito riletto. Lo rileggerò, Ale

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    Laura

    12/04/2006 12:03:47

    Credo che il libro di Simona Vinci sia molto bello. Introspettivo. Ho dovuto interrompere la lettura più d'una volta per lasciare il tempo alla mente di riflettere. Ho sentito il suo cuore e il dolore che ha provato. Brava.

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    Katia

    03/04/2006 14:08:08

    Non ho capito se vuole essere un esercizio di scrittura oppure si tratta di una confessione privata e poco interessante per chiunque altro al di fuori dell'autrice. Pessimo.

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    Paolo

    30/03/2006 12:25:02

    E' un romanzo breve quello di Simona Vinci ma lascia il segno. Perchè parla di una storia d'amore portandoci dentro a tutte le sue sfumature con un linguaggio sorprendente, mai banale ma prezioso. Scrittura rarefatta ma densa di sensazioni che vengono fuori. Sembrano scritte sulla pelle, negli oggetti. E vengono fuori con un ritmo che è musicale, talvolta lento, dolce qualche volta veloce quando il dolore, la sofferenza sembra il sentimento appeso al muschio in un mare di emozioni.

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    Mimma

    18/03/2006 12:47:11

    Spinto da librai senza vera passione e da giornalisti accomodanti, il libro di Simona Vinci è una lista della spesa dell'amore e dei sentimenti, è vuoto, manca di tutto quello che potrebbe fare un buon romanzo. La copertina da soft porno costituisce il tocco finale.

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    FRANCESCO MARZARI

    15/03/2006 08:35:20

    E' banale e, certo a qualcuno piacerà, cerebrale. Potrà piacere, e molto, a chi non conosce l'Amore vero. A chi sa solo amare l'idea di Amore e si nasconde, una vita intera, dietro pseudo intellettualismi. L'Amore conosce una Passione che questo libro, semplicemente, ignora.

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