E le stelle stanno a guardare

A. Joseph Cronin

Traduttore: C. Coardi
Editore: Bompiani
Edizione: 8
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
In commercio dal: 17 ottobre 2001
Pagine: 550 p.
  • EAN: 9788845249846
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Recensioni dei clienti

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    Silvia

    28/02/2017 15:35:15

    Ho trovato questo libro nella libreria di mio papà e mi sono incuriosita dal titolo, poi quando l'ho letto me ne sono innamorata. Storia affascinante, misto tra avventura, famiglia, amore, successo... Da leggere almeno una volta nella vita, ti lascia una felicità nel cuore immensa.

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    manus78

    01/03/2016 14:42:51

    Romanzo realistico,che non lascia nulla alle "gentilezze", ispirato,evidentemente ,a vite e situazioni vere. Puntiglioso ma mai prolisso nelle descrizioni,i personaggi sono profondamente delineati anche se non privi di spigolosità dovute agli ostacoli dell'esistenza. Spiego il perchè non ho dato il voto massimo:la traduzione desueta che non è mai stata svecchiata (forse) dalla prima edizione. Esempio:chi userebbe oggigiorno i termini "giuoco" o "recare seco"? E poi : ormai non si traducono più da decenni i nomi in italiano da un'altra lingua... Comunque,senza dubbi "E le stelle stanno a guardare" è un autentico capolavoro che merita lo sforzo di essere letto anche se in questa edizione che risente degli anni.

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    Elisabetta

    13/07/2015 09:18:11

    Cronin è da tempo uno dei miei scrittori preferiti. 'E le stelle stanno a guardare' è un libro intenso, in grado di suscitare emozioni molto forti non soltanto per la storia in sé,sicuramente molto triste, ma soprattutto per le scelte stilistiche, il linguaggio ricco, minuzioso tuttavia mai prolisso. I sentimenti non sono mai soltanto sfiorati ma profondamente analizzati, il pathos di alcune scene è devastante, il capitolo dell'inondazione tragico eppure di una delicatezza ineguagliabile. Cronin era uno scrittore di rara intensità, mai brutale, mai freddo neppure nell'affrontare i temi più delicati. Io lo leggo in inglese ma ho acquistato questo libro nella speranza di poterlo condividere con mio marito. Mai come in questo caso sono stata tanto delusa e,oserei dire, offesa. Non ho trovato Cronin in questa versione italiana, non nei pochi capitoli che sono riuscita a leggere prima di chiudere il libro definitivamente. Il linguaggio è stringato, ridotto all'osso. Questo sì, risulta un romanzo crudo, ma privo di pathos, impersonale. Questo non è Cronin e non dite che lui scriveva così, perché non avete idea di quanto siate lontani dalla verità. Se ne avete il tempo, leggetelo in inglese e ne resterete estasiati! Elisabetta

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    ales

    14/01/2015 08:58:50

    Un libro bellissimo carico di speranze ma ancor più di dure realtà. La vita è rappresentata per ciò che è veramente e Cronin cancella completamente lo stereotipo del lieto fine. Coraggioso e audace egli riesce a creare un romanzo di alto livello.

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    Clara

    04/12/2014 15:38:05

    A volte non esiste un lieto fine. Soprattutto se i protagonisti della storia si trovano in Galles a cavallo tra le due guerre mondiali, lavorano in miniera e sono governati da politici corrotti e affaristi. Mr. Cronin questo lo sapeva bene e così ci ha regalato uno dei più bei capolavori della letteratura mondiale.

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    chiara

    05/07/2014 18:27:19

    Romanzo assolutamente immenso. I personaggi sono tratteggiati con un dettaglio quasi maniacale, ricchissimi di sfaccettature, e soprattutto, cosa che manca a tanti libercoli contemporanei, sono intessuti profondamente di relazioni gli uni con gli altri, tanto che, i tre grandi plot, quello di Davide, di Joe, e di Arturo, fluiscono con una naturalezza sconcertante , così diversi, eppure così uniti. E che dire dell'ultima parte, quella dove viene tratteggiata la carriera politica di Davide? Le meschinità, i vizi e le corruzione dei politici?potrebbe benissimo essere stata scritta ai nostri giorni. Impressionante poi, dal punto di vista dell'arco di trasformazione del personaggio, la parabola di Arturo. Magistrali gli intrecci delle storie dei personaggi minori, tali solo sulla carta. Grazie, A.J. Cronin.

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    Stelle

    08/11/2013 22:33:36

    È quando leggi un classico che capisci la differenza tra un classico e un libro che non lo diventerà mai. Lo so, sto scoprendo l'acqua calda, ma ogni volta è bello scoprirla. Sto parlando di Cronin, 'E le stelle stanno a guardare', nella sebbene non aggiornata ancora grandiosa traduzione di Carlo Coardi del 1936, la cui prosa altissima, il cui l'italiano di spessore riporta a quello dei migliori romanzi storici del compianto Giuseppe Pederiali. Un grande romanzo, un grande lavoro - e di scrittura e di traduzione - che traccia vite e personalità attualissime, seppure nella contestualizzazione delle miniere a noi (fortunatamente) lontane come spazio e come tempo; che traccia destini circolari dove il bene lotta contro il male e la cattiveria e i soprusi e la furbizia, e perde. Perché la vita dura, la povertà non sono una fiaba, ieri come oggi e come sempre. Ma la sconfitta, in queste pagine, non lascia l'amaro in bocca, anzi sembra che rafforzi i personaggi e il lettore stesso. E le stelle, che genialmente appaiono solo nell'ultima frase del libro, immote, mute, impotenti, ne ricevono i sospiri.

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    marisa

    20/07/2013 08:09:16

    Un Romanzo stupendo, che non ho letto tutto in un fiato, ma assaporandolo pagina per pagina; ho conosciuto tutti i suoi personaggi, così diversi tra loro e così affascinanti, ciascuno a suo modo: nell'insieme sembrano rappresentare in modo incredibilmente realistico ed attuale, l'intera gamma di sfaccettature che caratterizza il genere umano, in positivo e in negativo. Lo consiglio a tutti, se fossi un'insegnante lo farei leggere ai miei studenti... e sono contenta di aver chiamato mio Davide.

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    Antonella

    24/07/2012 17:23:54

    Libro bello. Attualissimo nel descrivere l'ascesa al potere senza meriti e senza scrupoli. Coinvolgente nella descrizione della vita dei minatori, e superbo nella descrizione dei caratteri. Purtroppo però, come già detto da altri lettori, è inqualificabile la traduzione. Leggo sovente classici di ottocento e novecento in traduzione dall'inglese ma non mi è mai capitato di trovare una traduzione così terribile: sin dalle prime pagine ero tentata di buttare via il libro. Poi l'anima di Cronin ha avuto il sopravvento e sono riuscita ad andare avanti. Urge una nuova traduzione del libro!

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    Filippo

    09/05/2012 12:53:03

    Mai come in questo momento bisognerebbe leggere il meraviglioso romanzo di Cronin. Ingiustizia, sopraffazione, avidità e ciniscmo spregiudicato caratterizzano l'essenza di un capitalismo dal volto disumano e crudele, insensibile innanzi a qualsiasi tipo di sofferenza e programmato a seguire imperterrito il proprio corso che non conduce alla salvezza bensì al declino di ogni speranza. Un magnifico affresco della storia dei primi del novecento che lentamente ritorna a mostrarci, a distanza di quasi un secolo, il suo volto opaco e tenebroso.

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    Silvia

    28/01/2009 08:18:32

    Scritto magistralmente. Non gli trovo alcun difetto, soltanto pregi. La pecca e' semmai della Bompiani: sono d'accordo con i lettori che mi hanno preceduta: la traduzione va aggiornata, assolutamente.

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    Martina

    20/12/2008 15:17:08

    Cronin è un maestro nel tratteggiare i numerosi personaggi che popolano questa storia, facendoceli conoscere nelle loro meschinità quotidiane e riferendoci i loro pensieri più nascosti. Incollata alle pagine, mi sembrava di osservare lo svolgersi degli eventi dall'alto, in compagnia delle stelle... Non mi dilungo nel commentare questo capolavoro ma parlo dell'unica pecca del romanzo che già molti lettori hanno citato. L'unica cosa che sminuisce la grandezza di questo romanzo è la traduzione italiana: alcuni nomi propri sono tradotti in italiano ed altri no, alcune espressioni sono lasciate in inglese (?), i tempi verbali sembrano essere stati tradotti senza troppa attenzione. Inoltre chiunque conosca un pò di inglese si rende conto che ci sono errori nella traduzione di molte parole...un appello alla Bompiani: AGGIORNATE LA TRADUZIONE!

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    italo

    29/09/2008 08:54:37

    Ma come è possibile che la casa editrice non abbia provveduto negli anni a rivedere e correggere una traduzione indegna di tale capolavoro? Amo nominare quest'opera, un libro in "bianco e nero", nel senso che sprazzi di colore ce ne sono veramente pochi in una storia così vera,intensa,drammatica.Cronin riesce a farti entrare dentro il suo romanzo ( romanzo?? )e soprattutto non ti ci fà più uscire, perchè una volta finito rimane tutto dentro di te, e non puoi dimenticare una sola riga.Il capitolo poi della "fine" di Barras è secondo me un picco assoluto della letteratura mondiale. Impossibile non leggerlo.

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    Ginevrina

    11/07/2007 11:04:51

    Comincio con una critica, non sul libro ma sulla traduzione che è davvero mediocre. Il romanzo invece è al pari di ogni aspettativa. Crudo, reale, vero: ecco come potri definirlo in tre parole. Interessante l'analisi del periodo storico che interessa il primo novecento fino agli anni successivi alla prima grande guerra fatta attraverso gli occhi dei tanti personaggi, minuziosamente descritti e appartenenti ad ogni tipo di genere umano. Eppure non sono loro che fanno la storia, ma la storia si fa da sè, seguendo eventi che sembrano già scritti da sempre e ciclicamente si ripetono. Chi tenta di cambiare, di mutare quello che è il proprio destino, finisce per soccombere. La miniera è il direttore d'orchestra di tutti i personaggi, in qualche modo essa li respinge e li attrae ma nessuno resiste al suo richiamo. Chi tenta di allontanarsene verrà ingurgitato ancora una volta dalle sue scure gallerie. Bellissimo il parallelismo tra David e Joe, che per tutta la vita sembrano legati da un sottile filo; ma alla fine ci si rende conto che per David questo filo era una catena che lo ha condotto come l'altro desiderava. David il giusto, l'onesto soccombe ai tranelli di Joe, ricordandoci ancora una volta che la giustizia non è di questo mondo. Ma entrambi escono dalla miniera per nuove strade e vi ritorneranno, Joe da trionfatore e David da perdente. Notevole l'analisi della "massa", vista prima come un insieme di individui distinti e dopo come un'unità a sè stante capace di essere manipolata come se fosse un sol uomo. E Joe il populista non esita a farne una sua preda. Purtroppo i tempi cambiano ma l'animo umano rimane sempre lo stesso

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    Maria Francesca

    21/09/2005 15:23:46

    Dopo tanti anni di letture "matte e disperatissime" mi ritrovo tra le mani questo piccolo gioiello! L'arguzia, l'umanità, l'attenzione per le debolezze e le miserie umane fanno di Cronin un fine osservatore dell'animo umano.Che dire di più? Ah, peccato per la traduzione poco accurata...

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    ajraly

    20/09/2005 17:23:51

    Il crudo realismo dell'eterna lotta dell'uomo, impotente sognatore speranzoso, per la sopravvivenza. Ho sfogliato lentamente l'ultima pagina del libro, l'ho chiuso ed ho pianto. ...E le stelle indifferenti stavano a guardare... Un capolavoro.

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    ant

    14/12/2004 13:11:37

    La morale dei soldi contro quella delll'anima, purtroppo vince la prima e ci scappano i morti. Bel romanzo che comunque ci deve servire da insegnamento

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