Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 309 p., Brossura
  • EAN: 9788845929014
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Descrizione
"È un'opera di forte impianto avventuroso, un largo affresco storico, una palpitante storia d'amore. Il che basterebbe ad assicurargli l'interesse dei lettori un po' semplici, ma rendendolo sospetto di kitsch agli occhi dei critici più esigenti. Invece avviene un piccolo prodigio. Questa storia di una disfatta militare che è anche la fine di un impero (sul fronte balcanico, durante la prima guerra mondiale, le diverse etnie dell'impero asburgico sono già in lacerante tensione centrifuga), questa romantica sonata in cui la passione amorosa ha il dolce strazio del Tristano, perdono sensazionalismo grazie ad alcune caratteristiche capaci di galvanizzare: ...l'epos (un epos che, pur nella cornice di una guerra novecentesca, ha un respiro quasi arcaico), la fiaba (che come tutte le fiabe che si rispettino è mista di candore e malizia, di dolcezza e di crudeltà), la passione (passione per una donna, ma anche per l'avventura, il rischio, la cavalleria, la patria, la bellezza insidiata del mondo). Infine il lutto, questo padre della tragedia ma anche della catarsi. In questo caso, il lutto per un mondo intero che sparisce." (Italo Alighiero Chiusano)

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    Lapo

    05/09/2018 12:01:41

    Fra tutti i romanzi dello scrittore viennese, “Lo stendardo” è quello in cui si ritrovano le maggiori affinità con “La marcia di Radetzky” di Joseph Roth, per le ambientazioni marziali e per le atmosfere che preannunciano la dissoluzione dell’Impero austro ungarico. Lernet-Holenia, con la narrazione in prima persona di un sottufficiale baldanzoso ai limiti dell’arroganza, esibisce una prosa incisiva e a volte tagliente tramite la quale delinea con crudo realismo lo sfaldamento dell’esercito asburgico; e nell’alfiere Menis descrive il graduale stemperarsi della spavalderia a cui subentra l’amarezza e la disillusione per la disfatta, elementi che comunque non gli fanno rinnegare l’orgoglio di soldato. Alla fine del libro il lettore potrà tornare alle prime pagine che avrà modo di comprendere a fondo. Grande romanzo denso, intenso e dolente, un’opera decisamente al di sopra degli altri lavori di Lernet-Holenia.

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    Emilio Berra

    09/01/2018 12:48:31

    Libro bellissimo. Accostabile a "La marcia di Radetzky" di J. Roth, è tra i più significativi testi sulla finis Austriae : indubbiamente capolavori di quella narrativa mitteleuropea così ricca di fascino. Lo stendardo con l'aquila bicipide, simbolo del mito asburgico, è una presenza costante in tutto il suo valore simbolico. La guerra e l'amore sono protagonisti, ma la figura in primo piano è Menis, graduato viennese, che tornato dal campo di battaglia (novembre 1918) è dolorosamente trasformato dall'esperienza vissuta ; ormai, la guerra, se la porta dentro. Un finale sontuoso e lapidario. Indimenticabile. Grandissima letteratura!

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