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Curatore: R. Romano
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1990
Pagine: XXXVI-295 p. , ill.
  • EAN: 9788806122256

scheda di Martini, F., L'Indice 1992, n. 5

L'economia dell'Italia nell'età moderna è stata oggetto di molteplici letture, in particolare le controversie hanno riguardato le cause ed il significato dell'involuzione che si verificò nel secolo XVII, nella quale gli studiosi hanno di volta in volta visto le conseguenze della frammentazione politica, gli effetti del declino dell'area del Mediterraneo, i segni di una difficile transizione dal feudalesimo al capitalismo. Maurice Aymard, nel lungo saggio introduttivo che occupa tutta là prima parte del volume secondo, sostiene la tesi di una rivoluzione commerciale e manifatturiera iniziata prestissimo ed entrata in crisi nel Seicento, a causa delle proprie contraddizioni. In nessun modo, secondo lo storico francese, si può parlare di regresso generalizzato o interpretare i fenomeni della caduta degli indicatori economici e del ritorno di interesse per la terra e l'agricoltura quali segnali della restaurazione dell'ordine precedente. Di un vero e proprio reimpianto della feudalità e di un prolungato ristagno argomenta invece Ruggiero Romano, tracciando le linee di sintesi degli interventi che si succedono nella seconda parte del volume.
L'ampiezza della discussione sulla situazione economica degli stati preunitari consente di meglio comprendere, valutandole in un'ottica di lungo periodo, le successive tappe della transizione dell'Italia unificata al capitalismo industriale e della sua integrazione nel centro del meccanismo economico mondiale, che costituiscono l'oggetto della trattazione nel volume terzo. Qui Alain Dewerpe esamina il primo cinquantennio post-unificazione individuando nell'ultimo ventennio del secolo scorso il punto di svolta che segna il passaggio dal vecchio regime di accumulazione ad un nuovo sistema di regolazione economica. Giulio Sapelli ripercorre, collocandole nel contesto internazionale, le vicende che vanno dalla creazione, nell'intermezzo fra le due guerre, delle particolari istituzioni del capitalismo italiano alla rapida crescita del secondo dopoguerra (con il definitivo tramonto del mondo rurale) fino ai problemi della società neoindustriale dei giorni nostri. Una serie di contributi specifici su energia, fattori della produzione e della distribuzione, consumi, città e campagna, emigrazione, funzione delle stato completano il quadro delle trasformazioni subite dall'economia nel periodo in questione.
La varietà dei contributi e dei punti di vista, oltre chi la considerazione delle più recenti riletture critiche delle impostazioni storiografiche tradizionali fanno di questi due volumi utili strumenti per la valutazione di una vicenda - quella dello sviluppo economico italiano - troppo spesso vittima di interpretazioni strettamente ispirate dalle esigenze e dai problemi della società in cui venivano formulate.