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Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 128 p., Brossura
  • EAN: 9788806210366
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Recensioni dei clienti

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    Mara

    03/11/2014 20.23.54

    Un po' discontinuo. Ho trovato più intensi i racconti ambientati negli anni Quaranta e nel dopoguerra: quello di Santino, promosso capofamiglia alla morte del padre maresciallo, e quello dei ragazzini che progettano un'improbabile fuga in America, variamente puniti o al contrario consolati - con la bici o un vestito nuovo - dai rispettivi genitori. Più "ombelicali" i racconti contemporanei, con adolescenti alle prese con turbe psichiche di poco spessore. Il titolo si capisce poco, perché quasi sempre l'essere primogenito o figlio unico non c'entra proprio niente.

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    Luca Martini

    01/07/2007 20.48.28

    Dotati di una buona espressività narrativa, i racconti di Piccolo colpiscono per la fluidità e la capacità di riportare a galla situazioni passate, tipiche della adolescenza, senza tralasciare problematiche sociali e ambientali. I racconti di Piccolo sono discontinui, alcuni possono essere considerati davvero riusciti e perfetti nella loro semplicità (su tutti "La maglia numero 11" e "Santino"), altri di buona fattura ("Quando il dito indica la luna), la maggioranza, invece, di discreta routine. A volte sembra che l'autore non abbia molto da raccontare, e cerchi di sopperire alla mancanza di storia con la sua indubbia capacità narrativa. Insomma, Piccolo sa scrivere, ha un stuo stile, semplice e arguto, ma non sempre le storie che racconta sono all'altezza. Credo, però, che sia un autore da seguire attentamente e che in futuro Piccolo possa regalarci prove migliori, di ottimo livello.

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    Nicola Sartorello

    02/03/2002 17.24.36

    Alcuni racconti fanno gridare al miracolo (La maglia numero undici, Quando il dito indica la luna), tanta è la finezza con cui l'autore raccoglie ed interpreta i suoi personaggi e le loro sensazioni. Gli altri racconti, per quanto abbastanza interessanti, non superano tuttavia il fattore noia generato dall'eccessiva prolissità della narrazione, dalla descrizione inutile e ripetitiva di stati d'animo e situazioni vissute. Nel suo complesso, snervante come una lunga permanenza in spiaggia sotto il sole estivo.

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