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La strana disfatta dell'urbanistica pubblica

Sergio Brenna

Editore: Maggioli Editore
Collana: Politecnica
Anno edizione: 2009
Tipo: Libro universitario
Pagine: 106 p.
  • EAN: 9788838743481
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Il libro traccia una ricostruzione ragionata della complessa articolazione dell'origine ed evoluzione della strumentazione urbanistica italiana, in un inedito schema logico-diacronico col quadro legislativo e giurisprudenziale che l'ha prodotta, per lo più in modo episodico ed incoerente. Vi si analizzano potenzialità e limiti della originaria Legge Urbanistica nazionale del 1942 (tutt'ora vigente), delle modifiche introdotte dalla Legge Ponte del 1967, delle legislazioni regionali susseguitesi tra il 1975 e il 1999 nel perseguimento di un progetto pubblico di assetto della città e del territorio e il suo sfaldamento nella deregolazione progressivamente diffusasi da metà degli Anni '90 con l'introduzione degli Accordi di Programma e dei Programmi Integrati di Intervento, che oggi attuano la maggior parte delle grandi trasformazioni urbane conseguenti al mutamento del ciclo economico-produttivo.Il capitolo sulle vicende milanesi del riutilizzo dell'area dell'ex Fiera di Milano e del Centro Direzionale illustra, anche attraverso calcoli dimostrativi, l'incongruenza di scelte insediative in cui l'effimera mondanità del protagonismo progettuale dell'immagine mediatica - affine al carattere della riconoscibilità del marchio aziendale o del logo pubblicitario - nel conquistare con un'aura di novità, modernità ed efficienza il consenso di pubbliche amministrazioni alla ricerca della facile affermazione, copre la mancanza di un' architettura della città, basata sulla cultura dei caratteri insediativi del contesto in cui si colloca l'intervento.BRENNA SERGIO (Milano, 1946)Docente di urbanistica alla Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano dal 1985, ha svolto studi e ricerche sul rapporto tra assetti metropolitani e organismi per l'innovazione produttiva in contesti tecnologicamente maturi, in particolare nell'area nord milanese. Su tali argomenti ha pubblicato Il ritorno al futuro della cité industrielle: dopo Ford, torniamo a Garnier (2000) e Fabbriche di futuro: innovazione tecnologica, innovazione sociale, innovazione tipo-logico-insediativa (2001), La Città. Architettura e politica (2003), De Finetti 1946-1952: l'urbanistica dilatata di un pubblico amministratore schumpeteriano (2004); Milano "dall'esterno e da lungi" (2006).E' stato consulente dell'Istituto Regionale di Ricerche (IRER) della Regione Lombardia, membro del Comitato Esecutivo del Parco Scientifico per le Tecnologie Ambientali (PSTA) di Sesto S.G. e membro della Giuria del Concorso internazionale di idee per il Parco Urbano Aree Falck di Sesto S.G.Dal 1994 al 1998 è stato assessore alla pianificazione del territorio del Comune di Rho (MI), in cui è insediata la Nuova Fiera di Milano (sull'area dell'ex-raffineria AGIP) e parte dell'ex Alfa Romeo di Arese, in corso di ridestinazione d'uso.Come consulente dell'Associazione Vivi e progetta un'altra Milano, ha elaborato un progetto alternativo a quello di Citylife per il riutilizzo dell'area dell'ex Fiera a Milano e, in ambito universitario, una strategia progettuale complessiva per le grandi aree industriali dismesse del nord-milanese (ex Falck di Sesto S.G., ex Autobianchi di Desio, ex Alfa Romeo di Arese).