Il suono del respiro e della preghiera

Tahmima Anam

Traduttore: A. Mantovani
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 aprile 2012
Pagine: 312 p., Brossura
  • EAN: 9788811682288
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Descrizione

Bangladesh, 1984. Maya preme il viso contro il finestrino del vecchio treno sbuffante. Il binario della stazione di Dacca è invaso dalle urla dei ragazzini che vendono bibite fresche. Sono passati anni dalla fine della guerra d'indipendenza dal Pakistan. Anni in cui Maya ha lottato per la sua terra, salvando centinaia di vite in un piccolo ospedale di campagna. Adesso il paese è dominato da una dittatura e la parola d'ordine è dimenticare: tutti fingono che niente sia successo e che il sangue di migliaia di vittime innocenti non ha impregnato la polvere delle strade. Eppure Maya non riesce a togliersi dalla mente l'odore della rabbia e dei libri incendiati. Ma ora che sua cognata è morta è venuto il momento di tornare nella casa della sua infanzia. È il suo posto anche se tutto è diverso. Sohail, suo fratello, è un estraneo per lei. Ha bruciato tutti i suoi libri tranne il Corano, è diventato un fanatico e ha iniziato a predicare, seguito da folle di credenti che lo venerano come un musulmano esemplare. Ma dietro le sbarre della prigione spirituale che suo fratello ha costruito nella loro casa, Maya vede risplendere due tristi occhi grigi. Sono quelli del piccolo Zaid, figlio di Sohail, che cresce abbandonato a se stesso, privo di cure, amore e di qualsiasi tipo di educazione, proibiti dal fanatismo religioso del padre. Per salvarlo, Maya deve trovare la forza di ribellarsi e tornare a lottare per una libertà che adesso sembra solo un ricordo troppo lontano.

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    Clara Piccirillo

    05/07/2016 23:33:50

    Libro molto bello e interessante e che affronta tanti temi importanti. Io non sapevo molto sulla guerra Bangladesh-Pakistan, con questo libro ho capito varie cose, sia degli aspetti politici che di quelli umani (come per esemio il dramma delle donne violentate, alcune delle quali hanno poi abortito). La cosa più profonda è comunque il legame fra i due fratelli Maya e Sohail, e di come questo cambi in seguito alla guerra e all'avvicinamento di Sohail alla religione. Il finale relativamente "ottimista" vuole farci sperare in una riconciliazione, ma onestamente non so quanto realistico sia. Comunque un libro che certamente vale la pena di leggere.

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    elisabetta

    29/12/2015 17:23:18

    Raramente torno così presto sul libro di uno scrittore/scrittrice che ho apprezzato di recente. Questo è un atteggiamento che riservo soltanto a pochi eletti, ma con la Anam non ho potuto farne a meno. Ho letto il suo primo romanzo poche settimane fa e mi è rimasto nel cuore. Più ci penso, più lo trovo bello; è come se le emozioni si fossero sedimentate poco per volta, maturando a distanza di tempo. Ho subito abbandonato 'L'amica geniale', per dedicarmi a 'Il suono del respiro e della preghiera' e so di non aver sbagliato. Lo stile è pacato, introspettivo e descrittivo allo stesso tempo, i personaggi sono molto umani, controversi. Al centro del racconto questa volta il rapporto tra la sorella, Maya, e il fratello, Sohail, che la guerra e un peccato inconfessabile hanno allontanato, con grande dolore per entrambi. Molto risalto è dato all'aspetto religioso nelle sue sfaccettature più estreme, il fondamentalismo inteso come unico baluardo contro la paura di perdersi per sprofondare in un abisso senza ritorno. Al Libro Sohail, essere 'per metà uomo e per metà spirito', si apre perché riesce a farlo sentire buono nel momento più buio della sua vita, Maya invece, in virtù della sua maggiore concretezza, proverà sempre un certo sospetto nei confronti di una fede tanto totalizzante da cambiare l'essenza della persona che, oltre alla madre, ha amato di più nel corso della propria vita. Un libro complesso che fa riflettere, seppur con la massima delicatezza, su temi tanto attuali quanto il fondamentalismo religioso, il difficile ruolo femminile in paesi a noi molto lontani per tradizioni e mentalità, i difficili equilibri familiari e l'impossibilità di conciliare una fede di tale portata con l'amore per la famiglia. Bravissima questa scrittrice anche con il suo secondo romanzo che, come già detto, raccomando a chi ama la scrittura e le tematiche affrontate da il più conosciuto e apprezzato Hosseini.

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    Teta

    09/02/2014 08:24:59

    Troppi argomenti, troppe trame. Nessuno è approfondito e trattato in modo esaustivo. Sia la storia del paese che le storie personali non lasciano segni indelebili.

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    paolo

    27/10/2011 12:31:06

    Seguito del precedente "i giorni dell'amore e della guerra", narra le vicende degli stessi protagonisti dopo la fine della guerra di indipendenza del Bangladesh. Non ho apprezzato i continui passaggi di tempo dal 1971 al 1984. Se si fosse data continuità alla storia sarebbe stato sicuramente più avvincente. Meglio il primo.

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    giorgio g

    30/08/2011 14:57:11

    Forse l'Autrice ha voluto mettere insieme troppi argomenti: la guerra di secessione del Bangla Desh dall'unione con il Pakistan con il suo carico di lutti, di miserie e di conseguenze sui combattenti, le aberrazioni del fondamentalismo islamico, le istanze femminili di parità con gli uomini che, anche in una società arretrata come quella bengalese, cominciano ad affiorare. Tutto ciò ha nuociuto alla fluidità del racconto; a ciò si aggiunga la scelta, non del tutto indovinata, di spezzare la narrazione su più piani temporali intersecantisi che non rende agevole la lettura. I protagonisti: Maya, il fanatico Sohail, il piccolo Zahid, la saggia "ammoo" sono ben delineati e questo è un pregio del libro, ma in definitiva la sua lettura mi ha lasciato un fondo di insoddisfazione.

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    elda

    27/08/2011 16:03:24

    Ambientato in Bangladesh, è un romanzo che tratta diversi temi: la guerra, il fanatismo religioso, la famiglia, l'amore, la situazione di vulnerabilità di donne e bambini... La forma è scorrevole, la trama interessante, l'impianto narrativo discretamente strutturato.

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    silvia

    01/06/2011 13:31:08

    Ieri notte ho tirato le tre per finirlo. Una storia indimenticabile, raccontata senza sbavature,semplicemente. Un libro che ci racconta di un paese di cui conosciamo pochissimo e di cui poco si parla e degli orrori della guerra, che ovunque e da chiunque sia combattuta, non lascia mai vincitori ma solo vinti.

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