La tana del serpente bianco di Ken Russell - DVD

La tana del serpente bianco

The Lair of the White Worm

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Titolo originale: The Lair of the White Worm
Regia: Ken Russell
Paese: Gran Bretagna
Anno: 1988
Supporto: DVD
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Angus Flint, un archeologo scozzese, trova tra gli scavi delle rovine di un convento uno strano teschio. Casualmente verrà a sapere da lord James D'Ampton, erede delle terre vicino al tempio, dell'antica esistenza di un enorme serpente ucciso da un antenato del lord. Nei giorni seguenti la gente del villaggio inizia misteriosamente a scomparire e il teschio viene rubato dalla stanza dell'archeologo. Agnus e James scoprono che nell'antichità il serpente veniva venerato come un dio e probabilmente sopravvive intrappolato nella caverna nutrito da sacrifici umani.
  • Produzione: Eagle Pictures, 2016
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 93 min
  • Lingua audio: Inglese (Dolby Digital 2.0);Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Ken Russell Cover

    "Regista inglese. La bizzarria e l'eccesso sono i tratti distintivi del suo stile, mentre il modo di dirigere anarchico e teppistico fa sì che i film meno riusciti siano quasi più interessanti dei successi. Dopo aver diretto alcune pellicole di minor interesse conquista la notorietà con Donne in amore (1969), dall'omonimo romanzo di D.H. Lawrence. Il successo gli permette di realizzare una serie di biografie più o meno immaginarie, in cui genio e sregolatezza, bellezza e dannazione si combinano con risultati contrastanti. L'altra faccia dell'amore (1971) racconta gli ultimi anni di C?ajkovskij; La perdizione (1974) parla di G. Mahler in chiave anti-viscontiana, mentre gli eccessivi Lisztomania (1975) e Valentino (1977) creano nuove mitologie dopo aver distrutto l'iconografia classica del musicista... Approfondisci
  • Hugh Grant Cover

    Propr. H. John Mungo G., attore inglese. Figlio di un tappezziere, dopo aver studiato a Oxford recita in una piccola compagnia teatrale. Al cinema, dopo numerose piccole parti, J. Ivory gli affida il ruolo di Clive in Maurice (1987), per cui riceve a Venezia il premio come migliore attore. Lavora con R. Polanski (Luna di fiele, 1992) e ancora con Ivory (Quel che resta del giorno, 1993), ma la vera notorietà arriva con la commedia di M. Newell Quattro matrimoni e un funerale (1994), che gli vale la candidatura all’Oscar. Un anno dopo fornisce una convincente caratterizzazione del giovane e timido gentleman di campagna nell’eccellente trascrizione di A. Lee di Ragione e sentimento, dal romanzo di J. Austen. Divenuto celebre come il «Cary Grant degli anni ’80» per i suoi modi eleganti e la faccia... Approfondisci
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