Il tempo che ci rimane

The Time That Remains

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Titolo originale: The Time That Remains
Regia: Elia Suleiman
Paese: Francia; Palestina
Anno: 2009
Supporto: DVD
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€ 9,99

Punti Premium: 10

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Quattro episodi raccontano la vita di una famiglia palestinese dal 1948 ad oggi. Su ognuno vigila lo sguardo stralunato e surreale del protagonista-regista, novello Buster Keaton che assiste imperturbabile alle scene più comicamente tragiche e grottesche. Ne scaturisce un indimenticabile ritratto della vita quotidiana di un popolo che in un modo e nell'altro continua a resistere, cercando di condurre una vita normale e felice pur dovendo destreggiarsi tra scontri a fuoco e carri armati che sono diventati ormai parte dell'arredo urbano, al pari di cassonetti e panchine. Una storia semiautobiografica ispirata a ricordi personali, ai racconti del padre del regista, che partecipò alla prima resistenza, e alle lettere della madre.
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  • Produzione: BiM, 2010
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 105 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Originale (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area0
  • Contenuti: trailers
  • Elia Suleiman Cover

    Regista israeliano. Dopo il documentario d’esordio Introduction to the End of an Argument (Introduzione alla fine di un argomento, 1990), che affronta in chiave parodistica la storia della politica mediorientale, e alcuni lungometraggi, vince con Intervento divino (2002) il Premio della giuria a Cannes. Attraverso la storia d’amore tra una giornalista palestinese e un giovane di Nazareth che si incontrano in auto presso un posto di blocco, il conflitto israeliano-palestinese è affrontato in chiave di commedia, rifacendosi alla comicità di J. Tati e B. Keaton (di cui il regista – qui anche interprete – riprende l’imperturbabilità della mimica facciale). Approfondisci
  • Elia Suleiman Cover

    Regista israeliano. Dopo il documentario d’esordio Introduction to the End of an Argument (Introduzione alla fine di un argomento, 1990), che affronta in chiave parodistica la storia della politica mediorientale, e alcuni lungometraggi, vince con Intervento divino (2002) il Premio della giuria a Cannes. Attraverso la storia d’amore tra una giornalista palestinese e un giovane di Nazareth che si incontrano in auto presso un posto di blocco, il conflitto israeliano-palestinese è affrontato in chiave di commedia, rifacendosi alla comicità di J. Tati e B. Keaton (di cui il regista – qui anche interprete – riprende l’imperturbabilità della mimica facciale). Approfondisci
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