Il tempo dei lupi. Storia e luoghi di un animale favoloso - Riccardo Rao - ebook

Il tempo dei lupi. Storia e luoghi di un animale favoloso

Riccardo Rao

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Editore: UTET
Testo in italiano
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Dimensioni: 1,55 MB
Pagine della versione a stampa: 256 p.
  • EAN: 9788851167301
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I lupi stanno tornando. Negli ultimi anni la loro popolazione in tutta Europa è aumentata in modo esponenziale. In Italia è più che decuplicata superando i duemila esemplari. Sempre più spesso vengono avvistati intorno ai centri abitati, nei pascoli, al limitare del bosco. Insieme alle tracce riemergono paure antiche, mai placate del tutto. Nemico da perseguitare, incarnazione del male, pericolo per raccolti e greggi: man mano che avanzava l’urbanizzazione e le foreste lasciavano spazio ai campi, i lupi sono stati cacciati, dagli eserciti o dagli stessi contadini, spesso dietro compenso delle istituzioni pubbliche. Si conta che solo in Francia nel 1797 furono uccisi oltre cinquemila lupi. Massacri simili furono perpetrati in Germania, Inghilterra, Italia. Una strage alimentata da un timore ancestrale che dal Medioevo giunge fino al presente. Dalla donna delle Asturie capace di comandare branchi di lupi nel Seicento, al ragazzo tedesco allevato dai lupi nel Trecento, fino alla celebre storia della bambina con il cappuccetto rosso che attorno all’anno Mille viene ghermita da un lupo e condotta nel cuore della foresta, Riccardo Rao ci guida attraverso documenti storici e leggende fino ai giorni nostri, ai macabri ritrovamenti di lupi impiccati nei boschi italiani. In un percorso fra storia, letteratura, psicologia e biologia, Rao ricostruisce come la superstizione popolare, la cultura dotta degli uomini di chiesa, ma anche le grandi trasformazioni dell’ambiente abbiano creato il mito del lupo europeo. Un mito mai così attuale. «Uno straordinario viaggio da san Francesco a Cappuccetto Rosso, per scoprire il ruolo del lupo nel nostro inconscio.» - Alessandro Barbero
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    Mario

    27/12/2019 09:32:21

    Utile soprattutto per raccogliere notizie da controllare poi e integrare. Da questo punto di vista, buona idea. Tuttavia il testo è poco organizzato, fornisce notizie sparse, attacca continuamente la superstizione medievale e la religiosità degli uomini medievali in modo un po' sconcertante per uno storico del Medioevo (dovrebbe sapere cosa significa "stroricizzare") ma soprattutto manca di note, apparati, riferimenti precisi (si citano autori come Salimbene, Tommaso da Celano e tanti altri senza una nota). In definitiva, un testo introduttivo, giusto per ambientarsi nel tema. Ma non un testo di riferimento: il minimo "sindacale", direi.

  • User Icon

    01/03/2019 17:28:19

    Testo confusionario e contraddittorio: es. il Lupo è stato antropofago perché "le fonti registrano casi di antropofagia" ma anche no perché non sono che "accumulo di numeri"; anzi, non lo è perché "non si deve scordare che una caratteristica del lupo è la pedofagia"; però in fondo non è "un grande pericolo per gli uomini, neppure per un fanciullo di dieci anni che cerchi di difendersi (!)"; la stagione in cui è piú pericoloso è l'inverno perché mancano le prede (!) (invece è la migliore, per le tante prede uccise anche da fame e freddo, e il Lupo è generalista e opportunista); però, no, è l'estate, quando si verifica il piú gran numero di attacchi all'uomo; anzi, no!, "soprattutto d'estate non costituiscono un gran pericolo per gli uomini" perché "le campagne sono ricche di selvaggina e di frutti (!?)". Peccato che dai carboidrati, frutti inclusi, i lupi non ricavino che l'1% del proprio fabbisogno (Bosch et al., 2015). Poi afferma che, "nei secoli passati, se affamato è stato anche capace di aggredire gli umani più deboli, i bambini soprattutto" ma basta rivolgersi a testi davvero documentati come "L'uomo e la bestia antropofaga" di M. Comincini per apprendere che il 48% delle vittime divorate dai lupi antropofagi nel dipartimento francese di Eur et Loir tra il 1580 e il 1789 prese "a titolo di esempio" erano adulti sopra i 16 anni, di cui il 64% di sesso maschile. Non proprio inermi e indifesi, quindi. Sulla pedofagia, poi, l'autore confonde ancor piú le idee gettando nella mischia anche il cane domestico "pensiamo ai casi di attacchi di cani a infanti che riempiono le cronache dei giornali!", commenta enfatico, ignorando che quelli dei cani non sono affatto predatorî perché non si concludono mai con la consumazione della vittima. Ci sarebbe molto altro da dire, ma per motivi di spazio si può solo aggiungere che chi volesse apprendere davvero elementi utili alla conoscenza della specie Canis lupus dovrebbe orientarsi su ben altri testi che per fortuna non mancano.

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    Marco

    14/11/2018 08:18:54

    Saggio sulla natura dei lupi, racconta le varie sfaccettature di come questa creatura viene vista nella società, nei testi, nei romanzi.

  • Riccardo Rao Cover

    Riccardo Rao insegna storia medievale all’Università di Bergamo ed è membro dei comitati editoriali di alcune riviste di settore, come “Reti Medievali” e “Mémoire des Princes Angevins”. Il suo I paesaggi medievali (Carocci, 2015) ha vinto il premio Italia Medievale 2015, sezione Libri ed editoria, e il premio CNR per la divulgazione scientifica, sezione Scienze dell’uomo. Tra i suoi altri titoli ricordiamo Il tempo dei lupi. Storia e luoghi di un animale favoloso (UTET, 2018). Approfondisci
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