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Mario Pisani

Editore: Dedalo
Anno edizione: 1989
Pagine: 168 p. , ill.
  • EAN: 9788822004109

scheda di Vignozzi, A., L'Indice 1991, n. 9

La ricerca architettonica è davvero impegnata (come sembrano dimostrare le esperienze dei suoi esponenti più autorevoli) nella definizione di un patrimonio di regole condivisibili per la costruzione dell'identità dell'ambiente costruito contemporaneo, oppure ciascun progettista, incurante di ciò che gli accade dintorno, persegue esclusivamente la propria affermazione personale? Sposando disinvoltamente quest'ultima tesi - tanto preoccupante quanto, fortunatamente, circoscritta entro limitati e ben identificabili gruppi culturali - questo stimolante opuscolo rinuncia a fornire un qualsivoglia inquadramento critico delle tendenze in atto, limitandosi a proporre un'eterogenea miscellanea di diciannove ritratti, fra il biografico e l'aneddotico, di architetti contemporanei di diseguale valore, con l'inevitabile inconveniente di giustapporre Bogdanovic all'inclito Botta e di tralasciare personaggi di indiscusso prestigio a beneficio di mezze figure. Gradevole nel ritmo e per i richiami alla cultura extradisciplinare, il testo, di chiaro stampo giornalistico, pare nel complesso discostarsi dalle ambizioni implicite nel titolo, vuoi per la relativa superficialità dei contributi esegetici - prevalentemente desunti da altri autori e talora improntati a valutazioni di parte -, vuoi per la presenza di disattenzioni di varia natura, in stridente contrasto con la ricercatezza delle metafore e la cura meticolosa delle insistite citazioni.

La filosofia che permea "Tendenze nell'architettura degli anni '90" ragiona sulla constatazione che non esista la possibilità di tracciare la storia contemporanea di questa disciplina. è possibile invece scrivere, ed in questo tentativo l'autore si misura, una serie di micro-storie, di ritratti, di rapidi profili, di impressioni e sensazioni sulle opere. Il tutto, unito insieme, offre un panorama molto frastagliato, che spazia dal Giappone agli Stati Uniti, fino ai vari paesi europei e testimonia il manifestarsi dell'architettura dei nostri anni. A coloro che si ostinano a rintracciare vivai da aggregare per porre sopra i prodotti l'etichetta con indicato il nome di una tendenza o di una scuola si paventa l'idea che stiano compiendo un'impresa vana, similea quella del mitico Sisifo. Non si indaga quindi su ciò che unisce Rossi a Maki, Venturi a Stirling, Nouvel a Botta, Portoghesi a Gerhy, Isozaki a Venezia, Calatrava a Foster essendo consapevoli che son terminati e son fuori produzione i collanti che tengono uniti i progettisti e che ognuno si pone in mare aperto cercando la propria rotta, fidandosi unicamente della sensibilità personale, del proprio sapere e delle conoscenze. Si propongono quindi all'attenzione i frammenti, gli spezzoni, i segmenti più diversi che nascono come risposta al bisogno di comporre in un'epoca segnata dalla fine dei dogmi, sapendo che da questo magma sorgerà l'architettura degli anni '90. Alla introduzione di Paolo Portoghesi spetta il compito di rintracciare, nel magma, i filirossi che per forza estrinseca e contesto sociale hanno le caratteristiche per durare oltre la fine del secolo e superare il secondo millennio.