Terre alte. Il libro della montagna

Carlo Grande

Anno edizione: 2008
In commercio dal: 24 aprile 2008
Pagine: 222 p., Brossura
  • EAN: 9788879289627
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Descrizione
"Poesia, entusiasmo e adrenalina": è questa la montagna raccontata da Carlo Grande. È lo scenario della Sainte-Victoire che rapisce Cézanne, o la luce dolce sulle vigne descritta da Pavese. È un possibile antidoto al rituale moderno della velocità, "un silenzio di voci che bisbigliano" e che svelano una natura archetipica e indicibile. Ma sono anche i luoghi di una fatica quotidiana e paziente che si perde nel tempo, forre oscure e minacciose come le Forche Caudine o la gola di Roncisvalle, vette himalayane che attirano l'uomo nella "zona della morte". Sono le montagne da sempre teatro di lotte e invasioni: da Annibale che varcò le Alpi allo sterminio dei catari, fino alla Resistenza ai nazifascismi e alla pacifica opposizione alle mostruose gallerie della TAV. In un sottile gioco tra parola e allusione, scrittura e immaginazione, Grande ci prende per mano e, in compagnia di Herzog, Buzzati, Thoreau, Mann, Rigoni Stern, ci invita a riscoprire il gusto dell'andare a piedi e del "salire", accettandone i rischi e le avventure: "Per non cancellare il proprio paesaggio interiore e perdere così la gioia di vivere".

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Recensioni dei clienti

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    lorena

    16/11/2014 14:59:47

    Mi è piaciuto il titolo... mi sono ritrovata in quel 'taglio' dato dall'autore all'argomento. É il libro che dono agli amici, quelli veri...

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    margherita bertella

    11/09/2013 17:48:00

    ho apprezzato di questo libro la qualità della scrittura, la bellezza delle citazioni molteplici, e l'approccio al camminare come ricerca del sé, della propria dimensione interiore

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    AndreaN

    05/03/2009 23:23:55

    Abitando in una delle Valli menzionate in questo bellissimo libro, mi sono ritorvato a rivivere le tante camminate fatte sulle mie montagne. Un libro poetico, a volte commovente, scritto da chi la montagna la ama davvero. Da leggere assolutamente. ...La montagana è morta, viva la montagna!

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    Livia T.

    10/06/2008 09:37:53

    Nonostante la montagna non sia il mio argomento preferito, ho letto il libro che mi ha passato il mio compagno dicendo che avrei trovato pane anche per i miei denti.Ebbene sì, è ricco di spunti narrativi e riflessioni. L'autore cita molti scrittori, storici,poeti,ecc..sicuramente stimola l'approfondimento e la lettura di altri testi. Quindi, anche se non riesco a condividere le emozioni di un'ascesa alla vetta perchè non sono una gran camminatrice, mi sono deliziata delle belle descrizioni e del significato profondo che ne da l'autore. Piacevole lettura con risvolti poetici.

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    MASSIMILIANO

    05/06/2008 10:20:54

    Per un figlio di immigrati veneti amante della montagna e delle camminate avvicinarsi al libro ‘Terre Alte ’ e’ stato motivo di interesse e curiosita ’ . Alla fine della lettura ho avuto delle sensazioni molto piu’ profonde che si legano a ricordi , riflessioni e sogni . Mentre sfogliavo alcune pagine mi e’ balzato in mente un giorno di Agosto quando salendo la vetta del Rocciamelone subito dopo il rifugio Ca’ d’Asti trovo una nonnina 90 enne sola in mezzo a venti centimetri di neve caduti nella notte che rendevano piu’ dura e pericolosa la salita . Chiesi se voleva essere aiutata , acconsenti’ , alla fine mi ringrazio’ e mi disse ‘ dedico la salita a mio marito che non c’e’ piu’ ‘ , lassu’ la Madonna ci guardava con le braccia aperte ….. Ho rivisto la signora che ho trovato al Colle del Lis la quale saputo che provenivo da Val della Torre passando dal Colle della Portia mi racconto’ la sua esperienze di partigiana che per prendere il pane faceva la stessa traversata rischiando la vita . La montagna e’ il simbolo della liberta’ e’ l’ultimo baluardo umile e silenzioso prima della societa’ moderna . La speranza che i suoi valori e la dignita’ delle persone che la popolano rimangano intatti e’ piu’ che legittimo . Il sogno di avere una societa’ moderna su misura d’uomo percorrendo i sentieri montani diventa profondo pero’ purtroppo si scontra con il ritorno in citta’ dove la velocita’ , lo stress e le ore dedicate al lavoro ci distolgono dal pensare a noi stessi , agli altri e soprattutto al buon Dio che ci ha donato tutto quello che ci circonda . ‘Terre alte’ in una parola e’ un ‘ bijou ‘

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    Franco

    22/05/2008 08:52:22

    Io frequento abitualmente le "terre alte", conosco la fatica, il sudore, la soddisfazione e l'incanto dei silenzi e della solitudine , ma non mi ero mai soffermato a considerare questa pratica sportiva come una metafora della vita. Ho trovato "Terre Alte" alla libreria della montagna tra tanti altri libri del genere, ma leggendolo credo di aver ampliato le mie percezioni riuscendo a vivere in modo diverso e sicuramente più completo la mia passione per le ascese ( ma anche discese)in montagna. Grazie a Carlo Grande che ha saputo trovare un'ottica diversa e del tutto originale per approfondire queste tematiche. Un libro da leggere, "meditate alpinisti, meditate" !!

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    Carla

    19/05/2008 10:25:52

    E' fuorviante immaginare che questo libro sia solo un resoconto di imprese alpinistiche o una raccolta di racconti ispirati alla vita in montagna,anche se esso è giustamente punteggiato da ricordi personali, citazioni e riferimenti storici. Più che altro è un viaggio nello spirito attraverso riflessioni, metafore e allusioni. Il percorso, talvolta accidentato, attraverso valli, forre, crinali e vette, è il viaggio della nostra vita con i suoi problemi esistenziali, con gli entusiasmi, i condizionamenti e le speranze. L'autore, perfettamente in sintonia con la montagna, si identifica in essa, la vive intensamente, riflette sul bene, sul male, sulla sofferenza e sulle soddisfazioni, trasportando tutto su un terreno più intimo. Ecco perchè, giustamente, come dice Mary nel suo commento, talvolta si resta rapiti a pensare, ci si sofferma sulle parole e si viene presi dalla poesia e dall'estatico trasporto che trapelano da questi scritti. Anche io ho impiegato più tempo a leggerlo proprio per la densità e lo spessore dei contenuti sui quali è giusto soffermarsi anche se lo stile è chiaro e scorrevole. Chi ha letto i precedenti libri di C. Grande sa che il suo amore per la montagna e l'ambiente è sincero e indiscutibile, così come la sua profondità di pensiero nel riflettere sulle umane emozioni e sui percorsi della mente. Sicuramente "un piccolo, grande libro"!

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    Mary

    15/05/2008 10:54:41

    E' sera tardi sto leggendo il tuo libro, ma ogni frase mi incatena, mi chiede di essere riletta lentamente, di chiudere per un attimo il libro e gli occhi. Vedo le montagne, così vicine, e una dolce, calma solitudine. Vedo il caos che mi avvolge ogni giorno e assaporo dentro la mente questo grande silenzio che trapela dalle pagine. Di questo passo non lo finirò mai, o almeno è quello che spero, altrimenti mi toccherà chiuderlo e lasciarlo.

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