Editore: Rizzoli
Collana: Vintage
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 300 p., Brossura
  • EAN: 9788817080729
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    Laura P

    14/12/2017 20:45:43

    Libro bellissimo. Ho letto per la rima volta Vassalli quando ero giovane, La chimera e tanti altri. Questo é bello come gli altri. Pieno di storia e di storie, intriso allo stesso tempo di realtà ma allo stesso un bel romanzo. Bellissimo. lo consiglio vivamente anche perché ripercorre un pezzo di storia antica importante, e credo, poco conosciuta.

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    AdrianaT.

    23/07/2016 11:57:28

    Mi aspettavo più 'cimbritudine' e meno 'romanitudine'. In fin dei conti dei Romani si sa anche quanti peli avevano sul petto e dei Cimbri praticamente nulla. Era una buona occasione per approfondire, soprattutto da Asiago in poi, pazienza. Qualche nozione interessante, ma tutto sommato una narrazione un po' frammentata, se non caotica. Non imperdibile.

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    Claudio

    14/07/2016 08:20:59

    In una zona ancora sconosciuta, ma che Vassalli colloca fra Vercelli e Novara, nel 101 a.C. si svolse una grande battaglia che salvò Roma dai Cimbri. Questi erano un popolo germanico proveniente dal nord Europa che per anni aveva combattuto e vinto un po' dappertutto, finché fu sconfitto dalle legioni di Mario. Vassalli unisce qualche spunto storico a personaggi e eventi romanzati.

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    sandro landonio

    07/07/2016 00:17:16

    Stimo Vassalli per la meticolosa ricerca storica che pone come sfondo alla sua narrativa. Ammiro la sua capacità di far immergere il lettore fin dalle prime righe nella vicenda narrata, ma non ho trovato un valore letterario sufficiente in Terre Selvagge a dare il massimo dei voti. Meno guerresche, ma le vicende della Chimera mi hanno intrigato di più.

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    landonio sandro

    29/06/2016 00:39:15

    Se a qualcuno capiterà di leggere il libro subito dopo aver visitato il Museo Leone non potrà non notare come i Campi Raudii descritti nel libro non fossero poi così brulli e incolti, visto che i notabili locali mettevano pietre di confine con iscrizioni in due lingue (latino e celta), doveva esserci un certo livello di coltivazioni dei campi. Da qui a giudicare in parte l'opera più come letteratura che come divulgazione storica il passo, personalmente, é stato breve. E come tale il risultato non é esaltante, ammiro la capacità coinvolgente della scrittura di Vassalli e stimo il lavoro di preparazione svolto, ma anche per me "La chimera" era di un livello superiore.

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    Guido Giordano

    06/03/2015 12:40:21

    Sono un estimatore dell'autore ma mi dispiace dover dire che da Vassalli ci si può e deve attendere di più. Ha confezionato un romanzo che, a parte il merito di aver fatto luce su un fatto storico decisivo per le sorti di Roma (e per cui attribuisco un punto in più del minimo), sembra scritto per ottemperare a qualche vincolo editoriale, di malavoglia. L'intento didascalico è fin troppo evidente e continuamente rimarcato (quante volte ripete che la vicenda avviene seicentocinquantadue anni dalla fondazione di Roma?); la storia d'amore che si innesta sui fatti storici è troppo prevedibile; i personaggi non hanno spessore; un uso inconsueto della punteggiatura ingolfa la lettura invece di renderla più scorrevole. Insomma, per il mio metro di paragone: la chimera sta a terre selvagge come il barolo sta al tavernello.

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    jane

    28/12/2014 17:00:46

    Rispetto a "Un infinito numero" è più lineare e meno inquietante, l' ambientazione storica ancor più lontana, il 101a.C., l' anno in cui C.Mario annientò i Cimbri ai Campi Raudii. Grande storia e piccola storia si intersecano, ricostruite dalla potente immaginazione di Vassalli sullo sfondo della sua terra secondo l' alternarsi delle stagioni. L'ironia e la levità danno origine a una specie di favola che Vassalli ci racconta perché questo è il suo dono: saper raccontare storie dove passato e futuro si toccano, profondità e leggerezza misteriosamente si fondono .

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    Francesca

    26/11/2014 17:21:27

    Romanzo che conferma le abilità narrative di Sebastiano Vassalli:leggendo i suoi romanzi si viene catapultati nelle realtà antiche che racconta,utilizzando un linguaggio chiaro,pulito e mai banale. Devo tuttavia fare una critica all'editore per quanto riguarda l'uso della punteggiatura,spesso a mio avviso non corretta e che provocava una lettura non lineare (parlo ad esempio del frequente utilizzo dei due punti al posto della virgola).

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    Renzo Montagnoli

    05/09/2014 06:26:30

    Penso che non ci sia nulla di strano se uno scrittore impegnato come Sebastiano Vassalli abbia deciso di concedersi un divertissement, perché Terre selvagge sembra proprio il frutto di un'evasione, di un desiderio di scrivere un romanzo che non impegni più di tanto sia l'autore che il lettore. E in effetti tale l'ho trovato, piacevole, scorrevole, anche interessante storicamente, ma la sostanza di questo prodotto così ben confezionato è poca. Tanto per dare un'idea, siamo lontanissimi da opere come Marco e Mattio, oppure come Le due chiese. Che poi abbia deciso di narrarci di una battaglia accaduta più di duemila anni fa non ha particolare significato, se non quello di fare un po' di luce su un evento bellico dimenticato. Alle prese con questo scontro, di cui si è sempre saputo poco, per quanto nei secoli successivi parecchi storici romani ne abbiano scritto (basti pensare che non è certo nemmeno il luogo, anche se tuttavia quello indicato dall'autore appare più che probabile), Vassalli ha confezionato uno strano puzzle, a metà fra il saggio storico, accuratamente documentato, e il romanzo storico vero e proprio, terreno in cui si è concesso non poche evasioni, per lo più felicemente. In tal modo, però, vi sono parti più strettamente storiche e come tali, se non grevi, almeno non certo lievi, mentre altre, in cui l'idea creativa prende il sopravvento, sono senz'altro godibilissime. Quel che manca all'opera è lo spessore a cui di ha abituato Vassalli, ma va bene lo stesso, concediamogli pure questo divertissement, che peraltro sarà anche nostro. Da leggere, quindi.

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    roberto

    23/06/2014 14:02:50

    E' un romanzo che sembra scritto senza molto impegno, quasi come un divertissement alla Saramago. In ogni caso Vassalli resta un grande narratore ed e' meglio passare qualche ora su un suo libro piutttosto che su qualche "best seller" del momento.

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    Stefano

    06/06/2014 15:15:43

    Vassalli è un grande scrittore perché sa ancora raccontare delle storie che soltanto in apparenze sembrano lontane e poco interessanti (come in questo caso: la battaglia tra Romani e Cimbri) ma che in realtà sono storie grandi, storie che parlano di noi, parlano di quello che siamo forse sempre stati, di ciò che unisce e allontana gli uomini, dei luoghi dove viviamo. Sono storie che NON appartengono davvero al passato e ci aiutano semmai a vedere meglio ciò che abbiamo davanti agli occhi. Uno dei pochi grandi scrittori che ci sono oggi in Italia. Complimenti davvero per questo libro che non è inferiore alla famosa Chimera.

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    karenina

    12/05/2014 17:14:53

    "Terre selvagge" conferma ciò che ho sempre pensato:Vassalli è un grande narratore. Di gran lunga il migliore tra gli scrittori italiani contemporanei. La sua parola d'ordine sembra essere "sobrietà", qualità che caratterizza il suo stile e la sua lingua al tempo stesso classici e moderni, così come le sue storie parlano di epoche passate ma anche del presente, perchè alcune caratteristiche umane (italiane?) restano immutate nel tempo e, attraverso i secoli, arrivano fino a noi. L'uso della lingua è sapiente e sempre sorvegliato e sembra essere frutto di un paziente lavoro di sottrazione volto ad ottenere una lingua pulita ed essenziale, senza inutili orpelli. I libri di V. sono davvero cibo per la mente e il piacere che provo nel leggerli è paragonabile solo a quello che provo leggendo i classici. Quella di V. è letteratura di serie A e la sua opera s'inserisce a buon diritto nel solco della grande tradizione letteraria italiana e non solo. Consiglio per gli amanti dell'autore: chi non l'avesse ancora fatto, legga quel libro meraviglioso che è "Amore lontano".

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    Romano

    25/04/2014 12:02:56

    Semplice all'apparenza e profondo negli abisii della storia, ricco di valori antichi e proiettato nell'attualità, parla di antichi Romani e però anche di noi oggi: un romanzo per palati fini che non badano alle apparenze e che amano riflettere.

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    Orax

    14/04/2014 21:03:13

    Vassalli non abbisogna certo di presentazioni, un maestro della storia narrata, con semplicità, quasi umiltà se vogliamo, davanti a fatti molto più grandi di noi... uno stile molto particolare, tra cronaca e romanzo, in grado di far digerire la Storia anche a chi non la mastica abitualmente. Bello, davvero.

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