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Jeremy Rifkin

Traduttore: P. Canton
Editore: Mondadori
Collana: Saggi
Anno edizione: 2011
Pagine: 329 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804614203

A meno che non abbiate dedicato gli ultimi dieci anni della vostra vita a un duro eremitaggio lontani dalla società moderna, dovreste essere stati bombardati da contrastanti notizie sulla fine dei combustibili fossili. Le cose stanno così: centocinquanta anni fa gli esseri umani hanno costruito un’intera civiltà sulla riesumazione dei depositi del Carbonifero, materiale biologico in decomposizione. In breve l’economia mondiale dell’ultimo secolo ha cominciato a gravitare intorno a una risorsa tossica, esauribile e di difficile estrazione: il petrolio.
Proseguendo il discorso di Economia all’idrogeno, Jeremy Rifkin, economista e saggista di fama mondiale, pone le basi teoriche per una indispensabile Terza rivoluzione industriale, l’era del post-carbonio. Una rivoluzione capace di abbattere il circolo di impoverimento energetico in cui ci ha precipitati l’oro nero e il suo criminale sfruttamento. Anche le centrali nucleari sembrano un’ipotesi paleolitica, perché il nostro pianeta è già alimentato da un immenso reattore nucleare in perenne attività: il sole. Ma c'è anche l'idrogeno, il vento e la forza geotermica. L’idea di Rifkin è quella di trasformare la rete elettrica di ogni continente in una inter-rete per la condivisione di energia, proprio come internet. Futuribile? L’utente diventa produttore e consumatore del proprio fabbisogno e di quello altrui. E se esiste un modo per condividere musica, filmati e informazioni, allora può esisterne uno per condividere elettricità. Vuol dire energia per tutti. E per molti è impensabile, perché bisognerebbe rompere la gerarchia. Infatti, per alcuni si chiama rivoluzione, per altri suona come una catastrofe. Perché c’è bisogno di smantellare i poteri dominanti del pianeta, detronizzare i signori della guerra e quelli del petrolio. Un’equa distribuzione dell’energia risolleverebbe i problemi di molti paesi poveri in via di sviluppo, e per chi ha voglia di arricchirsi alle spalle degli altri questa operazione diventa inaccettabile.
L'autore, attivista intelligente e sensibile ai fragili fenomeni economici e ambientali, continua la sua battaglia per l’idrogeno, ritenendolo il miglior sostituto propellente del petrolio. E accusa gli stati, colpevoli di non aver avuto voglia di pensare al futuro del pianeta. Se la prende anche con Obama, pieno di buone intenzioni ma con poco coraggio per metterle in atto. E scrive anche dell’Italia, della richiesta di Alemanno per la creazione di un ‘master plan’ che in quarant’anni riesca a fare di Roma una città energeticamente sostenibile e auto sostenuta. Il piano di sviluppo economico trasformerebbe la regione in “uno spazio sociale, economico e politico integrato, incluso in una comunità biosferica condivisa”. Il sindaco sarebbe convinto di questo cambiamento. Fantascienza? Quando aprirete questo saggio, anche la speranza più trasparente vi sembrerà possibile.