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I testamenti - Margaret Atwood - copertina

I testamenti

Margaret Atwood

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Traduttore: Guido Calza
Collana: Scrittori
Anno edizione: 2019
Pagine: 502 p., Brossura
  • EAN: 9788833312415

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza

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I testamenti

Margaret Atwood

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Romanzo vincitore del Booker Prize 2019, Il più importante premio letterario nel mondo anglofono.

In questo brillante sequel del Racconto dell'Ancella, Margaret Atwood risponde alle domande che hanno perseguitato i lettori per decenni.

«Una magnifica finzione, ma anche una storia-scudo, una narrazione protettiva, un anticorpo immaginifico che fornisce strumenti per capire il presente e opporsi alle sue derive liberticide»Michela Murgia, La Repubblica

«Un fenomeno così non si vedeva dai tempi di Harry Potter»La Stampa

«La conoscenza è potere»

Il racconto dell’Ancella si chiude con la porta del furgone che sbatte sul futuro di Offred. Milioni di lettori si sono chiesti che ne sarà di lei… Libertà, prigione, morte? L'attesa è finita. Il nuovo romanzo, I testamenti, riprende la storia quindici anni dopo, con gli esplosivi testamenti di tre narratrici di Gilead.

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    angelo

    02/12/2019 12:46:28

    Ingredienti: un regime basato sulla sottomissione femminile, un mondo distopico tra privazioni, divieti, spionaggi e violenze, tre donne distanti accomunate da un desiderio di ribellione e curiosità, il destino inevitabile di un impero dalle fondamenta marce. Consigliato: a chi vuol vivere in una società costruita sui sacrifici di molti per il bene di pochi, a chi vuol conoscere le peggiori conseguenze di “Dio, patria e famiglia”.

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    Letizia

    11/11/2019 10:39:49

    Libro interessante e ben scritto, ma niente di paragonabile a Il Racconto dell'ancella: non ha la forza evocativa né la disperazione che era presente in modo quasi doloroso nel primo libro. L'ho letto perché me l'hanno regalato, ero quasi certa che sarebbe stato una parziale delusione. Non aggiunge niente a quanto già detto: continuo a pensare che l'Ancella sia un libro che deve essere letto, de I Testamenti si può tranquillamente fare a meno.

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    Carezze di carta blog

    07/11/2019 11:28:48

    " Colei che non padroneggia se stessa non padroneggia la strada del dovere. Non soffocate le ondate di rabbia: sfruttatele come carburante. Inalate. Esalate. Scartate. Aggirate. Deviate." Lettura finita da tempo perché la consapevolezza di poter trovare risposte alle tante domande che sono rimaste in sospeso con "Il racconto dell'ancella" era fortissima. Anche questa volta immersione totale, apnea profonda, risalita lenta. La Atwood, ironica, tagliente, cinica, accende i riflettori su tre voci narranti che raccontano presente e futuro, prima e dopo Gilead dando forma a quel finale aperto del libro precedente. Mi sono sentita confusa e frastornata per oltre la metà del romanzo, anche se totalmente coinvolta. Non è facile capire chi parla. Si raccolgono piccole briciole che solo lentamente diventano familiari e danno un volto alle voci. Quando così è stato, ormai anche io ero a Gilead, a volte tramando e fingendo, altre scappando ed altre ancora uccidendo. Si cammina per i sotterranei di un microsmo futuristico che è troppo simile al presente, troppi legami, troppe analogie. Ancora una volta la Atwood ci spinge ad una riflessione che non ha nulla di irreale. Paura, sorpresa, emozione e rabbia, in questo libro c'è tutto. Non possiamo aggiungere altro, neanche nella recensione, perché la scoperta di chi ci ha lasciato I Testamenti è tutta da leggere

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    Elena

    27/10/2019 17:31:04

    Per un po' sono stata indecisa tra le tre e le quattro stelle. Poi ho optato per le quattro, perchè è stata forse una mia mancanza non rileggere prima 'Il racconto dell'ancella' (fatta di più di due anni fa) e quindi non sono riuscita a collegarli bene. Le atmosfere sono sempre cupe, ma c'è un respiro più ampio e un messaggio positivo, che invece ricordo di aver percepito meno nel romanzo precedente. Scrittura scorrevole, che cattura l'attenzione; qualche risposta l'abbiamo finalmente avuta.

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    giorgio g

    22/10/2019 05:20:49

    Ancora un libro che non sono riuscito a finire in quanto non penso di potermi associare ai commenti entusiastici che mi hanno preceduto: ho trovato l’ultima fatica della Atwood poco più di una favoletta ed anche di cattivo gusto. Ho apprezzato, è vero, frasi come: “insulso come l’impronta di un guanto”. Ma mi sono ritratto, disgustato, da frasi come “ho già accennato alla mancanza di carta igienica? E quindi? Usavi la mano, cercavi di lavarti le dita sporche sotto il filo d’acqua che ogni tanto scendeva dai rubinetti.” Un modo di esprimersi non particolarmente raffinato

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    paola

    14/10/2019 13:28:29

    Finalmente è giunto a noi l'attesissimo seguito de "il racconto dell'ancella". Questo, rispetto al primo, è una storia completamente differente, sia perché è ambientato 15 anni dopo, sia per le protagoniste che raccontano l'altra faccia della medaglia. Che dire: la Atwood è sempre maestra per la narrazione e Gilead mi mancherà. Sempre e comunque: NOLITE TE BASTARDES CARBORUNDORUM!

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    maurizio

    05/10/2019 16:29:46

    Veramente un bel libro e della bella letteratura ! che dimostra ancora una volta come la Atwood sia una grande scrittrice; direi che completa molto bene il Racconto dell'ancella, di cui ritroviamo atmosfere ,considerazoni di vita e specchio interiore.Rimanendo nell'attualità, dimostra ancora una volta la superiorità della pagina scritta sulle varie riduzioni video (a parte l'onesta riduzione cinematografica di Schlendorf del Racconto dell'ancella) perchè non rendono assolutamente le atmosfere inquietanti e claustrofobiche della Atwood. Le recenti riduzioni televisive del Racconto dell'ancella ( a parte la prima serie che si avvale del testo scritto e quindi non era male) private del testo, finiscono in un immane sciocchezzaio che non ha niente a vedere con le pagine della Atwood.Ciò ovviamente non toglie nulla al libro, anzi. Se questo serve a far conoscere un autore e a far venir voglia di leggerlo, ben venga.Ricordo che, lettore di Margaret Atwood della prima ora,cercavo in una importante libreria non so se Occhio di gatto o l'Assassino Cieco, e la solerte commesa mi disse che non li avevano e che cercavo libri di " nicchia"; andando oggi nella stessa libreria, si trovano pile di libri della Atwood, potenza delle serie televisive !Comunque questo é un bellissimo libro da consigliare a chi voglia riflettere.......

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    Stef

    04/10/2019 12:28:25

    Stupendo

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    chiskyw

    01/10/2019 07:37:36

    Quando il seguito supera il primo! Atmosfera inquietante da guerra fredda, violenza ottusa da Gestapo, voglia di rivalsa tutta al femminile sempre sul filo del rasoio... Davvero un romanzo da cui non sono riuscita a staccarmi.

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    Aurora

    25/09/2019 21:53:51

    Romanzo che attendevo da tutta l’estate e le aspettative, devo dire, non sono rimaste deluse. Per moltissimi aspetti, certo, si tratta di un libro diverso da “Il racconto dell’ancella”: meno soffocante l’atmosfera, più chiare le identità dei vari personaggi, più dinamica e incalzante la narrazione, decisamente più positivo (e speranzoso) il messaggio. Al di là del fatto che giudico il primo libro un capolavoro (e che i capolavori per definizione sono difficili da eguagliare), ho comunque trovato particolarmente interessante il cambio di punto di vista dalla singola voce di “Offred” del primo volume alle tre voci narranti di questo; interessante anche l’idea di affiancare a personaggi già “noti” al lettore, come la famigerata zia Lydia (che tesse, di fatto, le fila di gran parte del racconto – ma al suo riguardo c’è molto su cui ricredersi) le voci più giovani di chi, dentro o fuori da Gilead, non può per forza di cose ricordare il periodo antecedente al regime: si tratti – a questo proposito – della sedicenne canadese Daisy, che organizza con la sua scuola cortei e marce di protesta (e a cui non dispiacerebbe di vedere ridotto il vicino Stato in cenere), o delle giovani Agnes e Becka che a Gilead sono cresciute e che, pur sentendosene oppresse, si augurano comunque di poter rendere un paese migliore. Al lettore, poi, il piacere (e la libertà) di stabilire fra questi e i “vecchi” personaggi eventuali relazioni. E anche se lo svolgimento, da questo punto di vista, è forse un tantino (quasi fin da subito?) prevedibile, il messaggio secondo cui per raggiungere una qualche forma di riscatto le donne debbano: a) stabilire un’ampia alleanza e b) possedere una seppur minima forma di cultura (o quanto meno di autocoscienza) suona potente. Assolutamente consigliato!

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    elena

    25/09/2019 20:11:19

    non è all'altezza delle aspettative. se scrivi un sequel dopo così tanti significa che hai molto da rire, cose aggiuntive che vuoi farci scoprire, e invece.. sono un po' delusa, non c'era nulla in più a quello che era facilmente immaginabile. giusto qualche colpo di scena, ma niente di che.

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    vale

    25/09/2019 15:45:18

    L'attesissimo seguito dell'acclamato e discusso "Il racconto dell'ancella" ambientato 15 anni dopo. La Atwood è sempre una garanzia di ottime letture.

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    sofia

    25/09/2019 14:40:59

    Abbastanza carino, lo regalerò a mia cugina

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    LillyFal

    25/09/2019 02:57:16

    Molto diverso dal “Il racconto dell’Ancella” nella scrittura e nell’aria che si respira. “…Trentacinque anni sono tanti per trovare delle risposte plausibili, perché le risposte sono cambiate mentre la società stessa si modificava e determinate situazioni, da possibili, diventavano realtà. I cittadini di molti Paesi, Stati Uniti inclusi, sono più sotto pressione adesso di quanto non fossero tre decenni fa”. Questo è il commento di M.Atwood nel ringraziamenti alla fine de “I testamenti”. Ed è inopinabile che le situazioni, in qualsiasi aspetto sociale, siano peggiorate rispetto a 35 anni fa, più di quanto fosse prevedibile. “I testamenti” è un bel romanzo, di ampio respiro. In alcuni punti opprimente, ma sicuramente il messaggio è di speranza. Forse la Sig.ra Atwood ha voluto infondere fiducia al lettore che perseguendo il seme della ribellione, c’è una possibilità d’uscita.

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    Paola Toto

    25/09/2019 01:59:09

    Si ritorna a Gilead, 15 anni dopo. La voce narrante è subito solenne nell'incipit: solenne e grave. E ci si immerge subito nell'atmosfera e si intuisce che il racconto terrà il lettore con il fiato sospeso fino alla fine e che la prima voce narrante è decisiva: è quella di una donna che manovra la "stanza dei bottoni" dell'intero racconto. Una donna che si fa un po' volpe ma soprattutto gatto (prendendo spunto dalla fiaba de La volpe e il gatto, di Esopo), una donna che con pazienza costruisce la destrutturazione di Gilead. Il nome di questa donna è Zia Lydia, una donna che sa leggerti dentro e che ha uno sguardo visionario. La voce grave di Zia Lydia si unisce a quella di due voci giovani: Nicole e Agnes. E Zia Lydia sa il potere deflagrante delle parole e sa che ogni parola ha più di un significato. E così un innocuo "Inno alla primavera", imparato a memoria da tutte, e che si conclude con la frase latina "Per Ardua Cum Estrus", cosa cela? Gilead è l'incarnazione di tutte le dittature. E come si fa a sconfiggere una dittatura? Solo da dentro o solo da fuori? In realtà, l'effetto più deflagrante per raggiungere questo intento, si ha quando si lavora sia da dentro che da fuori e si diventa un po' volpe e un po' gatto. I testamenti è un racconto corale di voci femminili che si armonizzano tra di loro e che con determinazione e ingegnosità, uniscono le loro forze per conquistare la libertà. E quando la fede vacilla e tutto viene messo in dubbio, ci si aggrappa con i denti e con le unghie alla luce di quella speranza che non è ancora spenta in fondo al cuore. Questo romanzo è potente, potente come l'amore che spezza ogni sopruso, potente come l'amore che vola alto, che scuote fino alle profondità. "UN UCCELLO DEL CIELO PORTERÀ LONTANO LA TUA VOCE, E UN UCCELLO IN VOLO RIFERIRÀ LA COSA. L’AMORE È FORTE COME LA MORTE.” E si legge tutto d'un fiato.

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    Ursula

    24/09/2019 22:07:44

    Da grandissima fan dell'autrice, questa per me era una delle uscite più anticipate dell'anno. Purtroppo però non mi ha convinta totalmente. È un ottimo libro, sia chiaro, è molto dinamico, scorre veloce e la scelta di inserire diversi punti di vista l'ho particolarmente apprezzata. Chi ha già visto la serie nella sua interezza però, non si troverà molti colpi di scena visto che il libro si riallaccia molto alle ultime due stagioni di questa. Lo stile della Atwood è sicuramente cambiato, ma considerando che sono passati quasi quarant'anni è anche normale. Purtroppo mi è sembrato mancasse la crudezza e ferocia che tanto mi aveva fatto amare il primo libro e la cosa mi ha lasciato un poco l'amaro in bocca. Nonostante tutto però, rimane comunque un'ottima e importante lettura.

  • User Icon

    Franci

    24/09/2019 18:24:00

    Questo romanzo chiude il ciclo del Racconto dell'Ancella e come tutti i seguiti non abbastanza all'altezza, rischia di perdere molto con il confronto con il libro precedente, anche se è davvero un peccato. Di per sé infatti non è un cattivo romanzo, se devo dire che non è ben scritto direi una bugia ma teme e inciampa sul confronto. Peccato ripeto.

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    Giuseppe

    24/09/2019 14:05:02

    L'autrice riesce in modo magistrale ha chiarire le domande lasciate in sospeso dal precedente libro e dare un finale non scontato, ma farti riflettere sul fatto che oggi la libertà della donna viene data come diritto acquisito ma purtroppo non è sempre stato così.

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    Alfio

    24/09/2019 13:17:25

    Interessante e scritto bene quanto il prima. L'esperienza dell'autrice si vede dietro ad ogni parola.

  • User Icon

    Mirko

    24/09/2019 09:58:16

    Scrivendo questo sequel, la Atwood ha rischiato molto quindi comunque mi sento di promuoverla e apprezzo il tentativo. Tuttavia, nonostante lo stile più scorrevole e incalzante, ho trovato la trama debole e i risvolti finali mi hanno un po' deluso. Comunque immancabile per chi ha letto "Il racconto dell'ancella".

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  • Margaret Atwood Cover

    Margaret Atwood è una delle voci più note della narrativa e della poesia canadese. Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Scrittrice estremamente prolifica, ha pubblicato oltre venticinque libri tra romanzi, racconti, raccolte di poesia, libri per bambini e saggi. Ha scritto, inoltre, sceneggiature per la radio e la televisione canadese. Esordì nel 1961 con la raccolta di versi Double Persephone, alla quale seguì, nel 1964, Il gioco del cerchio. Si tratta di opere nelle quali viene affrontato il tema dell'identità culturale canadese, che sarà il filo conduttore anche delle raccolte poetiche successive; tra queste si ricordano Procedure per il sotterraneo (1970), Storie vere (1981), Interlunare (1984). La condizione della donna è... Approfondisci
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