The Game - Alessandro Baricco - copertina

The Game

Alessandro Baricco

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Illustratore: Luigi Farrauto, Andrea Novali
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 2 ottobre 2018
Pagine: 325 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788806235550

nella classifica Bestseller di IBS Libri Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Problemi e controversie etiche - Sviluppo scientifico e tecnologico

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Una mappa imperdibile dell'Homo Sapiens dopo il sisma che ha sconvolto un'intera civiltà. La nostra. Dodici anni dopo I barbari questo libro racconta come siamo arrivati fino a qui.

«Tutto iniziò con un videogioco: di qui il nome The Game per definire il nuovo mondo dominato dal web e algoritmi. Il libro ne ricostruisce storia e senso. Con una certezza: Il Gioco ha gli anticorpi per proteggerci dai fantasmi del '900. Malgrado tutto» - Robinson, La Repubblica

Qualsiasi cosa si pensi del Game, è un pensiero inutile se non parte dalla premessa che il Game è la nostra assicurazione contro l’incubo del Novecento. La sua strategia ha funzionato, oggi le condizioni perché una tragedia come quella si ripeta sono state smantellate. Ormai ci siamo abituati, ma non va mai dimenticato che c’è stato un tempo in cui, per un risultato del genere, avremmo dato qualsiasi cosa. Oggi, se ci chiedono in cambio di lasciare la nostra mail ci innervosiamo

Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un'insurrezione mentale. Chi l'ha innescata - dai pionieri di Internet all'inventore dell'iPhone - non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente piú confini, niente piú élite, niente piú caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti piú cari all'uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è The Game.

Prima scena
Calciobalilla, flipper, videogioco. Prendetevi mezz'ora e passate dall'uno all'altro, in quest'ordine. Pensavate di giocare, invece avete attraversato lo spazio che separa una civiltà, quella analogica, da un'altra, quella digitale. Siete migrati in un mondo nuovo: leggero, veloce, immateriale.

Seconda scena
Prendete l'icona che per secoli ha racchiuso in sé il senso della nostra civiltà: uomo-spada-cavallo. Confrontatela con questa: uomo-tastiera-schermo. E avrete di fronte agli occhi la mutazione in atto. Un sisma che ha ridisegnato la postura di noi umani in modo spettacolare.

«Qualsiasi cosa si pensi del Game, è un pensiero inutile se non parte dalla premessa che il Game è la nostra assicurazione contro l'incubo del Novecento. La sua strategia ha funzionato, oggi le condizioni perché una tragedia come quella si ripeta sono state smantellate. Ormai ci siamo abituati, ma non va mai dimenticato che c'è stato un tempo in cui, per un risultato del genere, avremmo dato qualsiasi cosa. Oggi, se ci chiedono in cambio di lasciare la nostra mail ci innervosiamo»
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    Francesca Stucchi

    21/07/2020 14:50:24

    E se la rivoluzione tecnologica e informatica  fosse conseguenza e non causa della rivoluzione mentale e comportamentale di cui, da ormai quasi vent'anni, siamo spettatori e attori? Forse c'è bisogno di ricalibrare l'ago impazzito delle nostre bussole per riuscire a orientarci in un oltremondo in gran parte sconosciuto e costruito da confini sfuocati e orizzonti incerti. Baricco ci invita a guardare le nostre mappe da un'altra prospettiva, si trasforma in cartografo e, forse senza sapere nemmeno lui con esattezza che strade prenderà, si domanda quale sia stata la scintilla mentale all'origine dei primi passi verso l'immateriale, la leggerezza e la velocità. La risposta, per l'autore, si può trovare solo nelle grandi  tragedie del Novecento, nella volontà di superarle e non doverle rivivere, nel sogno di un mondo libero, globale, senza confini, élite, mediazioni e monopolio della verità. Certo, forse le cose sono un po' sfuggite di mano e il mondo virtuale ha rivelato, direi anche piuttosto velocemente, il suo rovescio della medaglia, ma siamo sicuri che il negativo sia preponderante e che "Si stava meglio prima?" The game tratteggia la storia della rivoluzione tecnologia dalle origini a oggi, riflette sul cambiamento, sulle reazioni a esso, sulle sue criticità senza la pretesa di essere esaustivo e accademico, ma con il desiderio di lasciare al lettore spunti di riflessione e strumenti per orientarsi e approfondire autonomamente. La scrittura è scorrevole, colloquiale, ironica e rende la lettura piacevole, abbattendo i timori che si posso provare di fronte a un saggio. Baricco cerca di rimanere oggettivo quasi fino alla fine, o al meno così finge di fare, si rivela un buon Cicerone, in grado di accompagnare il lettore nell'espolarazione del Game e del virtuale con la giusta dose di simpatia e un pizzico di arroganza e faccia tosta.

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    mario50

    24/06/2020 17:30:00

    Il tentativo di fornire un excursis syorico divulgativo sul fenomeno di internet è lodevole. Tuttavia non mi ha convinto lo stle di scrittura: il tono si mantiene tra il banale e lo scanzonato, fin con qualche ricercata sciatteria, che Baricco ha adottato forse per mantenere l'idea di una affinità tra internet e il fenomeno del gioco (da cui il titolo), una analogia che al lettore, a me in particolare, può risultare troppo insistita. Per quanto rguarda invece l'aspetto di saggistica, ci si poteva aspettare da un intellettuale come Baricco, e manca putroppo, un'analisi più prodonda del'impatto dell'web e dei social nella mentalità e nei comportamenti delle persone, gli utenti di internet, in termini di autonomia di pensiero, libertà, sviluppo personale e modi di relazionamento sociale.

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    ormos

    12/06/2020 15:53:01

    Questo bel libro di Baricco fa il punto di situazione della "rivoluzione digitale": un excursus di 40 anni, una corsa non più all'oro ma all'oltremondo, che da rapida diviene frenetica e oggi è irrefrenabile (e irresistibile, direi). Molto curiosa e intelligente la lettura del fenomeno da parte dell'autore: in fin dei conti, questo nuovo mondo ce lo siamo creato noi - intendo quelli di noi che non si limitano a usare un tool, ma lo sviluppano o lo migliorano - cercando di proporlo nella maniera più semplice e accattivante possibile, come se fosse un videogame. The Game, appunto. Baricco è molto efficace nel rendere le idee, spesso ricorrendo a esempi di piccola realtà e talvolta a sensazioni, che ci danno la misura della differenza tra il digitale e quello che ci stiamo lasciando alle spalle, l'analogico. Era meglio prima? È meglio oggi? Credo che leggendo il libro, aiutati dalle acute riflessioni contenute, ognuno di noi si farà un proprio convincimento.

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    vtotaeo

    10/06/2020 06:15:56

    Libro interessante ma un po pesante

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    stok

    17/05/2020 21:21:07

    Un saggio agile e appassionante che prova a interpretare i vertiginosi cambiamenti di questi ultimi decenni. Una lettura preziosa e ricca con numerosi stimoli, anche azzardati, per capire come siamo arrivati a questo punto e dove ci stiamo dirigendo

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    Pat

    17/05/2020 09:42:12

    Un saggio moderno e interessante sull'uso della tecnologia e sulla nascita di internet. Alcuni pezzi sono molto interessanti, altri sono un po' prolissi e noiosi. Nella media resta una lettura gradevole con tanti spunti di riflessione.

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    Samuele

    16/05/2020 11:39:16

    Si tratta di un saggio storico-critico su una delle più importanti e recenti evoluzioni dell'umanità: la digitalizzazione. E perché Baricco lo chiama Game? Beh, guardate bene il vostro smartphone: tutte le operazioni che vi consente di fare con una semplicissima gesture... cosa non è se non, appunto, un gioco? Il fatto che esso sia così semplice da utilizzare (DIVERTENTE perdipiù) è la ragione stessa del suo successo planetario, ma questo non è che il più recente passo di questa evoluzione che ci sta portando ad essere una "umanità implementata". L'autore parte da lontano, dagli albori dell'era digitale, tracciandone un percorso storico e fermandosi ad analizzarlo momento per momento valutandone l'impatto sulla società, sottolineando i momenti storici resi possibile da questo mondo al di fuori del mondo reale. Ho apprezzato tantissimo questo testo perché ha messo in parole delle sensazioni che non riuscivo a decodificare, impressioni che mi vibravano sottopelle ma che non riuscivo a chiarirmi. Baricco poi, nel suo libro , si mostra abbastanza positivista verso questa nostra nuova evoluzione, non demonizza nulla, si attiene ai fatti. Credo sia un testo che possa dare a chi legge una maggiore consapevolezza dell'epoca che viviamo, darci un "quando" e un "dove", perché la digitalizzazione di massa ha reso velocissime un mare di cose, e forse fermarsi per orientarsi, chiarire i presupposti e ricordarsi delle deviazioni in accezione non proprio positiva che ha avuto quest'epoca non può farci che bene. Perché ormai la digitalizzazione è un dato di fatto, abbiamo colonizzato un nuovo mondo virtuale ed è bene saperci stare conoscendo ogni sua possibile futura implicazione.

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    sb

    15/05/2020 20:50:19

    Tematiche interessanti ma trattate con un linguaggio un po’ banale; lo definirei pop, nel senso per la massa.

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    Diverone

    15/05/2020 19:33:23

    Libro stimolante e ben scritto. Disegna una mappa che descrive la genesi della realtà odierna, fatta di porte girevoli tra mondo e oltremondo, quella del Game. Poco approfondito però il rischio di finire in una distopia, stritolati dalla nuova élite dei titani della rete.

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    chiara

    15/05/2020 16:12:00

    In questo libro di Baricco ho apprezzato soprattutto la sua straordinaria capacità divulgativa. L'argomento era di mio interesse, ma lo 'storytelling' ha superato le mie aspettative. Durante le lettura dei suoi ultimi romanzi non riuscivo più a godermi l'esperienza della lettura dal momento che percepivo un 'ticchettio', sentivo il rumore della fabbrica della scrittura e questo istintivamente alzava una barriera. Il 'rumore' mi distraeva. In questo libro che potremmo considerare un saggio sociologico/tecnologico ho ritrovato tutto lo 'spirto guerrier' dell'autore e tutto il suo amore per la narrazione.

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    alice

    14/05/2020 09:55:44

    Baricco come sempre riesce a tenerti incollato alla pagina.

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    _ake_mi_

    14/05/2020 08:59:02

    Libro che apre davvero la mente. Sa molti spunti di riflessione sulle origini della rivoluzione digitale, cogliendone gli aspetti antropologici e filosofici che sfuggono a chi vede l'online come un nemico. Consiglio la lettura a chiunque voglia un punto di vista diverso, originale e non solo critico, sul mondo e "oltremondo" in cui viviamo.

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    alet

    12/05/2020 12:23:51

    Una topografia del nostro mondo. Questo non è un romanzo, eppure ha tutte le caratteristiche dell'avventura. Un viaggio che rende il tempo uno spazio e lo attraversa con attenzione, seguendone i tratti salienti e dandoci spiegazioni a tante cose che succedono e sono successe. Non si parla di massimi sistemi, né di origini ancestrali, ma di cosa ci ha portato al punto in cui siamo. E, per finire, una bella sezione sullo stato dell'arte dell'umanesimo contemporaneo. Il Game è una notazione sociologica, storica, filosofica, forse politica, non lo so, ma vale la pena farsene un'idea.

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    Lucia

    12/05/2020 08:52:36

    Ho dovuto acquistare questo titolo per motivi di studio e non per mia scelta, eppure è stata una delle letture che ho preferito durante il corso dell'anno. Baricco ha una scrittura estremamente scorrevole e d'impatto, è perfettamente in grado di semplificare il lessico della saggistica ed instaura una conversazione con il lettore che stimola la concentrazione a seguirne il contenuto. Lo consiglio anche se non tratta magari il vostro interesse primario perchè è molto attuale e interessante e non risulterà affatto una lettura noiosa, tutt'altro.

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    cece

    12/05/2020 07:35:38

    Ho letto questo saggio per un esame e devo dire che mi ha colpito, davvero ben strutturato e ben scritto. Ho scoperto molti dettagli che non conoscevo e sebbene parli di un argomento che non mi è affine mi ha appassionato!

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    Giancarlo

    01/11/2019 16:51:30

    Ha gettato sulla carta tutto quello che aveva nella mente riguardo all’argomento senza preoccuparsi di coinvolgere il lettore. Appare più come una liberazione per fare nuovo spazio in se stesso. Di tanto in tanto ci sono punti chiari e fluidi che rilanciano la lettura, ma a breve ci si ritrova in strettoie assai precarie e difficili.

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    Jenny

    19/09/2019 16:56:26

    Libro molto originale, scorrevole e anche piacevole. Non mi ha entusiasmato in maniera particolare però lo consiglio.

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    dem.chiara

    23/08/2019 21:36:12

    Visione interessante e di ampio raggio. Peccato sia del tutto assente la bibliografia

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    Vale

    15/08/2019 16:00:31

    Premesso che non amo Baricco per la boria (apparente? di scena?) con la quale spesso si presenta, ho trovato il libro originale e pieno di riflessioni intelligenti e ho apprezzato l’ottimismo di cui ne è pervaso. Finalmente riflessioni che ammettono che tutto quello che viene non è per nuocere e che tutto sommato, prima, non si stava meglio. Avanti! Da leggere!

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    Carol

    01/08/2019 15:43:51

    Una lettura interessante, che passa dall'illuminante al banale, ma per fortuna sono molte più le volte riferibili al primo caso che al secondo, che giustificano le mie quattro stelle. Interessante il ripercorrere degli eventi degli ultimi 30-40 anni che rappresentano le tappe che ci hanno portato al mondo digitale di oggi, interessanti gli aneddoti, le metafore (anche se a volte azzardate), le tesi riportate, alcune provenienti dal mondo della sociologia e mediologia, altre originali di Baricco, che anche se possono non essere condivise, hanno il pregio di far riflettere e di mostrare visioni diverse, ma sopratutto di non offrire il solito scenario negativo e catastrofista di fronte ai cambiamenti apportati dall'innovazione tecnologica. Ho trovato un po' inutili le mappe, le ripetizioni e le parolacce. Uno scrittore di questo spessore, che ha sicuramente studiato e approfondito molto per dar forma a questo libro, che è attento osservatore e critico di ciò che gli accade intorno, non ha bisogno di utilizzare termini volgari per dare maggiore enfasi a frasi e opinioni. Se ne sentono già troppi dai nostri politici, preferisco leggerli in bocca ai personaggi e non agli autori.

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Ci sono personaggi la cui popolarità, in positivo o negativo, sconfina oltre la reale conoscenza. Baricco è senz’altro uno di questi; mostro sacro della letteratura italiana secondo molti, insopportabile uomo-immagine autoreferenziale per altri. Spesso a prescindere, senza nemmeno averne letto riga alcuna. E così, con qualche pregiudizio ma nessuna precedente esperienza baricchiana, decido di addentrarmi nel suo mondo partendo dal fondo. Di The Game mi lascio ispirare dalla copertina, non certo dal titolo.
Con ancora nelle orecchie l’eco del pubblico elogio dei suoi romanzi, naturalmente mi ritrovo ad affrontare qualcosa che romanzo proprio non è. Un saggio forse. Un’analisi sulla rivoluzione digitale, sull’umana trasformazione mentale e posturale che ripercorre l’evoluzione calciobalilla-flipper-videogame.
Tutt’altro che facile e banale, sia chiaro. Forse il genio di quest’opera sta proprio nel contestualizzare ed interpretare in maniera puntuale e argomentata la svolta epocale generata dal web e dall’Oltremondo. Una ricerca approfondita e mai banale, talvolta illuminante, di concetti che ciascuno di noi coetanei della digitalizzazione ha in mente ma non è mai riuscito a mettere pienamente a fuoco. Una descrizione degli episodi chiave che hanno in qualche maniera sancito i passaggi epocali della trasformazione in atto.
Confidando in una lettura imparziale del fenomeno, infastidisce un po’ la sensazione (molto personale, eh…) di celebrazione assoluta degli effetti generati dalla rivoluzione digitale. Per carità, per analizzare anche l’impatto sociale della diffusione capillare del web non basterebbe forse un’enciclopedia e, probabilmente non era nelle intenzioni dell’autore. Ma se davvero la rivoluzione digitale è nata per non ripetere gli orrori di un secolo sciagurato, siamo sicuri che non ne stia generando altrettanti, soltanto più globali?
E siamo davvero sicuri che l’eliminazione di confini, élite e caste, che l’annacquamento della verità e che la democrazia totale (un po’ come il calcio totale dell’Olanda, in fondo…) generino un sistema funzionante? E’ davvero corretto mettere sullo stesso piano la casalinga di Voghera con l’esimio Prof. di immunologia? Boh, … in fondo è lo stesso processo virtuoso che permette ad un signor nessuno come me di confrontarsi (virtualmente, ça va sans dire) con il mostro sacro Baricco.
Ecco, il pregio assoluto di The Game è che offre molti spunti di riflessione. Analizza in maniera piuttosto incontrovertibile gli eventi ed i loro effetti ed apre un fronte di discussione sulle nostre capacità di adeguamento ed adattamento.
Non è un libro semplice ma è oggettivamente scritto benissimo. Serve essere interessati all’argomento e rimanere concentrati nella lettura. Solo così potrà servire da bussola per orientarsi tra le liquide verità del presente.

Alessandro Baricco, il gioco del presente

Con il suo nuovo libro, 'The Game', lo scrittore affronta la societa` digitale e l’uomo di domani. Senza esaltazioni ne´ toni apocalittici, ma con l’urgenza di cambiare il modo di vedere le cose, a cominciare dalla scuola. Perche´ la prossima e´lite oggi ha 12 anni, e spetta a noi lasciarla emergere.

Che cos’e` il Game? E` insieme un luogo e un tempo che stiamo gia` abitando e vivendo; non e` solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti (dal videogame Space Invaders all’iPhone), ma il risultato di un’insurrezione mentale, inarrestabile. Alessandro Baricco, nel suo nuovo saggio pubblicato per Einaudi, ci guida attraverso questo nuovo mondo con l’entusiasmo di Paperone che cerca l’oro nel Klondike e la sicumera visionaria del guru, senza dimenticare la lingua e la nai¨vete´ dello scrittore e l’umanesimo analitico del professore. Ma non della scuola di oggi, quella – dice Baricco – «va cambiata completamente».

E` gia` passato un mese dall’uscita del libro e nella mia bolla – ovvero tra le mie amicizie piu` o meno virtuali di Facebook – se ne parla molto. Facendo la doverosa premessa che abito una bolla spesso noiosamente snob che arriva dall’ex e´lite (ormai detronizzata dalle nuove regole del Game) del mondo culturale ormai sfrondata e precarizzata, devo dire che i commenti erano per la maggior parte positivi, anche chi non apprezzava il Baricco romanziere (quello dei mega bestseller Oceano Mare e Novecento) ha riconosciuto che questo libro – per citare uno dei post che ho letto – “entra nel dibattito intellettuale portando un punto di vista interessante”. Insomma, la notizia e` che Baricco e` di nuovo hype, ma quando lo incontro non ho il coraggio di dirglielo.

 

Cosa è The Game (325 pagine, 18 euro) di Alessandro Baricco? Un saggio di gnoseologia, probabilmente. Ma classificarlo in questa maniera è ragionare in termini novecenteschi, non aerodinamici e poco fluidi, che non porterebbero alla comprensione di questo testo. A meno di non aver studiato (e anche bene) filosofia.

Quindi. Il saggio di Alessandro Baricco, pubblicato da Einaudi nella collana Stile Libero – Big, è il racconto della nostra contemporaneità che è caratterizzata da uno strumento che abbiamo tutti in tasca, un tool che è il nostro telefono con le sue app, che ha portato a cambiare il nostro modo di percepire la realtà e la sua complessità riducendole alla superficie. Uno strumento che ci porta di continuo dal nostro mondo ad un oltremondo che è fatto di social network e di app.

Come siamo arrivati a questo? Grazie a una insurrezione digitale, partita nella California degli Anni 70, partendo da Space Invaders che ha portato via il calciobalilla dai bar e che per la prima volta ci ha fatto interagire con uno schermo, maturata venti anni dopo ed esplosa con la presentazione del primo modello di Iphone (9 gennaio 2007, San Francisco).

«Non viviamo in una civiltà nata per caso. C’è una genesi che possiamo ricostruire, e una direzione che ha una sua logica. Non siamo i detriti di ciechi processi produttivi. Abbiamo una Storia, e siamo una Storia. Di ribellione. Già me la sento l’obiezione: sì, grazie, bella teoria, ma questa di far passare la Silicon Valley per un covo di rivoluzionari libertari con tanto di consapevolezza storica sa tanto di favoletta consolatoria. Cioè, a parte tutte queste belle teorie, c’è qualcosa di reale, qualche fatto, qualche evidenza storica? Dato che l’obiezione, per primo, me la son fatta io, sono preparato. E ho una storia da raccontare. Nessuna teoria questa volta, solo fatti. Sentite qua».

Baricco racconta fatti e costruisce una mappa che serve per orientarci nel presente e comprendere quello che viviamo oggi: The Game, una dimensione ludica caratterizzata dall’interazione uomo-macchina (la postura uomo-schermo) in cui spariscono le intermediazioni e il tutto è la misura delle cose, il movimento è più importante della profondità. Un contesto chiaro ma ancora in evoluzione e aperto a tanti possibili scenari, alcuni dei quali Baricco ipotizza e le cui criticità analizza.

Oggi si tratta di ritornare alle radici di tutto e comprendere bene la prima mossa che abbiamo fatto, quella che precede e spiega tutte le altre: abbiamo dato al movimento la precedenza su tutto. Bisogna prendere la cosa alla lettera. Se fai del movimento un obbligo esteso a tutto l’esistente, te lo ritroverai a segnare ogni strato dell’esperienza, da quelli più semplici a quelli più complessi: inutile pretendere poi che tuo figlio faccia una cosa per volta, il lavoro fisso rimanga una priorità, e la verità si lasci ritrovare dove l’hai lasciata la sera prima».

Perché è un libro di gnoseologia? Perché la rivoluzione in atto ci sta portando a conoscere e misurare in maniera diversa la realtà che ci circonda con verità-veloci plasmate per nuotare nel mare del Game. Perché ancora il Game non ha completamento espresso tutte le sue potenzialità (e criticità) e lo potrà fare solo con la generazione di nativi digitali.

«Crediamo che la rivoluzione mentale sia un effetto della rivoluzione tecnologica, e invece dovremmo capire che è vero il contrario. Pensiamo che il mondo digitale sia la causa di tutto e dovremmo, al contrario, leggerlo per quello che probabilmente è, cioè un effetto: la conseguenza di una qualche rivoluzione mentale. Guardiamo la mappa alla rovescia, giuro. Bisogna girarla. Bisogna invertire quella dannata sequenza: prima la rivoluzione mentale, poi quella tecnologica. Pensiamo che i computer abbiano generato una nuova forma di intelligenza (o stupidità, chiamatela come volete): invertite la sequenza, subito: un nuovo tipo di intelligenza ha generato i computer. Che vuol dire: una certa mutazione mentale si è procurata gli strumenti adatti al suo modo di stare al mondo e lo ha fatto molto velocemente: quel che ha fatto lo chiamiamo rivoluzione digitale. Continuate a invertire la sequenza e non fermatevi».

Recensione di Antonio Giordano

Uno stralcio dell'intervista all'autore di Michele Serra sul Venerdì di Repubblica

Alessandro Baricco voleva disegnare la mappa del mondo digitale in cui viviamo. Ha cercato di capire quando, dove, come e perché è iniziata la rivoluzione. E le ha dato anche un nome: The Game. Dobbiamo averne paura o prenderla come una tappa dell’evoluzione umana? Per scoprirlo abbiamo chiesto a un altro scrittore di fargli una chiamata. Skype non ha funzionato. Ma loro si sono parlati a lungo lo stesso.

Mischiare alto e basso, confondere i livelli. Torna in mente il primo Umberto Eco, quello per il quale il fumetto, il feuilleton, la canzone popolare avevano la stessa importanza culturale dei libroni. Poi però, negli ultimi anni, Eco non fu per niente tenero, con il tuo Game…

«Ricostruiamo: Eco è stato un vero e proprio anticipatore del Game, un uomo formidabile, Game ante litteram. Dobbiamo essere grati al Maestro. Il primo che ha detto che Wikipedia era una cosa seria. Io pensai: che cagata. Lui disse: fidatevi, non fatevi accecare dai pregiudizi o dalla pigrizia. E aveva ragione lui. Certo, se ne è andato dicendoci: attenti! Ha fatto in tempo a vedere l’entrata in crisi del Game. Guardate che scricchiola, ha detto. Guardate che è sbilanciato, che così non può reggere. Lo aveva capito. Ma non ha sdottoreggiato, ha solo segnalato il problema. Del resto potrà risolverlo, il problema, solo la gente che nel Game ci è nata».

E qual è, il problema?

«Cerco di dirlo nella parte finale del libro. Il Game ha un buco. È stato veloce, velocissimo, seducente, ma lo strappo violento con il passato crea un vuoto, e crea angoscia. È dentro quel vuoto e quell’angoscia che prosperano, alla fine, le semplificazioni brutte, le tentazioni peggiori, anche quelle politiche. Sono debolezze difficili da recuperare, squilibri tremendi, ed è anche colpa nostra».

Nostra di chi?

«Di noi europei, se posso generalizzare. Il Game è stato congegnato da giovani bianchi americani, ingegneri. E lì più o meno siamo rimasti. Noi non ci abbiamo messo i nostri pensatori, siamo su una china assurda di pessimismo, raffinato cinismo, sfiducia in noi, lamentosità, e in questo siamo atroci. E doppiamente colpevoli, perché l’Europa è uno scrigno di memoria e di gusto, di qualità della vita, di gioia della vita. Di riconnessione virtuosa con il passato, tutte cose delle quali il Game avrebbe un bisogno disperato. Per giunta siamo avanzati tecnologicamente, dunque non abbiamo alibi. Gli americani hanno quegli intellettuali lì, non è che possiamo pretendere, la differenza è data, banalmente, dal numero di secoli memorizzati...»
  • Alessandro Baricco Cover

    Nasce a Torino il 25 gennaio 1958. Si laurea in Filosofia con una tesi in Estetica e studia contemporaneamente al Conservatorio dove si diploma in pianoforte. L’amore per la musica e per la letteratura ispireranno sin dagli inizi la sua attività di saggista e narratore.Come saggista esordisce con Il genio in fuga. Due saggi sul teatro musicale di Gioacchino Rossini (Il Melangolo, 1988; Einaudi, 1997). Castelli di rabbia (Rizzoli, 1991; Universale Economica Feltrinelli, 2007), suo primo romanzo, Premio Selezione Campiello e Prix Médicis Etranger, è un’autentica rivelazione nel panorama della letteratura italiana e ottiene il consenso della critica e del pubblico. Seguono Oceano Mare (Rizzoli, 1993; Universale Economica Feltrinelli, 2007), Premio Viareggio e... Approfondisci
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