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Niccolò Ammaniti

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Pagine: 522 p. , Brossura
  • EAN: 9788806221867


"Erano stati gli occhi di quel bambino a cambiargli l'umore. Rassegnazione, ecco cosa ci aveva visto dentro. E se c'era una cosa che Graziano Biglia detestava con tutte le sue forze era la rassegnazione."

Un ampio romanzo, una narrazione che scorre davanti agli occhi del lettore come un film. Due vicende si svolgono, nella provincia italiana un po' gretta, un po' corrotta: tutto solo un po', fino a che non valica i limiti e diventa dramma, ma un dramma che si svolge un po' per caso, per distrazione e leggerezza. Alcune figure conducono l'azione principale, ma intorno ad esse si muove un paese, un coro che sottovoce commenta, sostiene, colpisce, condanna, accetta e rifiuta. Ed è proprio il ruolo che i singoli personaggi svolgono dentro al gruppo di appartenenza, o di riferimento quello che guida molte azioni. Il ragazzino protagonista, Pietro, nasce già segnato: un padre violento e ubriacone, una madre depressa, un fratello maggiore che non brilla per intelligenza né per affetto nei suoi confronti. Tutto ciò però non è una tragedia, Ammaniti descrive, non intende fare denunce o analisi sociali: la realtà per molti ragazzini è questa, e così va detta. Pietro ha la curiosa fortuna di diventare in un primo momento il giocattolo animato di una sua ricca e viziata coetanea, presso la cui casa sua madre svolgeva il ruolo di donna delle pulizie, quindi l'amico, il compagno di giochi e di scoperte di Gloria, la ragazzina in questione. È quasi amore quello che esiste tra i due, un amore che si traduce in solidarietà, in vendetta comune contro l'ingiusta bocciatura di Pietro. L'esito però riporta tutto nella regola: lei andrà all'università, mentre lui finirà in un carcere minorile.

A questa storia "d'amore" se ne ricollega un'altra: quella tra Graziano Biglia e Flora Palmieri. Ex playboy con qualche ammaccatura fisica e morale, Graziano ritorna in paese dopo aver vissuto esperienze esotiche (solo in parte vere, altre inventate per aumentare la propria fama tra i bulli di provincia), vanta una storia d'amore con una bella ragazza incontrata in discoteca, anzi dichiara l'imminenza del matrimonio con l'avvenente "cubista" che invece fugge, ancor prima di arrivare, tra le braccia di un personaggio del mondo dello spettacolo che le può assicurare una partecipazione televisiva.

Sconsolato, soprattutto per la brutta figura, Graziano rivolge i suoi occhi a una donna del tutto diversa da lui e dal suo ambiente: una professoressa considerata fredda e scostante, antipatica a tutti, Flora. Questa giovane donna, che aveva sempre represso sensi e fremiti sessuali, viene "risvegliata" da questo quarantenne seduttore un po' fallito. La sua vita si trasforma, ma l'esito anche di questo rapporto non è felice. Lei resta incinta, lui sparisce, lei non osa affrontare preside e colleghi molto giudicanti e maligni e il caso, il destino la condannano.

Altre vicende secondarie si intrecciano a queste due storie portanti che a un certo punto si incontrano. E l'abilità di Ammaniti è proprio in questa capacità di narrazione fluida e semplice, i cui riferimenti e le cui citazioni sono legate a una cultura di massa generazionale: film, cantanti, pubblicità che sono entrati nella testa dei personaggi, fanno parte della loro vita. La realtà che viene riprodotta nel libro è decisamente squallida, Fango, direi, in una specie di autocitazione l'autore trascrive le brutture, lo squallore di vite inutili e ininfluenti: le vite di quasi tutti probabilmente. In modo molto efficace Angelo Guglielmi su La Stampa dichiara che in questo romanzo predomina il "piacere della fattura sull'orrore dei materiali trattati". Lo scrivere, il narrare ha in sé il suo scopo che è riflettere, come uno specchio, la realtà, non giudicarla. La generazione di scrittori, chiamati ormai "Cannibali", forse ha radici lontane: se questa è la società, se questo è il suo linguaggio non resta allo scrittore che riprodurli, ma qualcosa di simile non aveva fatto (mutatis mutandis) anche Verga?


Le prime frasi del romanzo

È finita.
Vacanze. Vacanze. Vacanze.
Per tre mesi. Come dire sempre.
La spiaggia. I bagni. Le gite in bicicletta con Gloria. E i fiumiciattoli di acqua calda e salmastra, tra le canne, immerso fino alle ginocchia, alla ricerca di avannotti, girini, tritoni e larve d'insetti.
Pietro Moroni appoggia la bici contro il muro e si guarda in giro.
Ha dodici anni compiuti, ma sembra più piccolo della sua età.
È magro. Abbronzato. Una bolla di zanzara in fronte. I capelli neri, tagliati corti, alla meno peggio, da sua madre. Un naso all'insù e due occhi, grandi, color nocciola. Indossa una maglietta bianca dei mondiali di calcio, un paio di pantaloncini jeans sfrangiati e i sandali di gomma trasparente, quelli che fanno la pappetta nera tra le dita.
Dov'è Gloria? Si chiede.
Passa tra i tavolini affollati del bar Segafredo.
Ci sono tutti i suoi compagni.
E tutti ad aspettare, a mangiare gelati, a cercarsi un pezzetto d'ombra.
Fa molto caldo.
Da una settimana sembra che il vento sia sparito, che abbia traslocato da qualche altra parte portandosi appresso tutte le nuvole e lasciando un sole enorme e incandescente che ti bolle il cervello nel cranio.
Sono le undici di mattina e il termometro segna trentasette gradi.
Le cicale strillano come ossesse sui pini dietro il campo di pallavolo. E da qualche parte, non molto lontano, dev'essere morta una bestia, perché a tratti arriva un tanfo dolciastro di carogna.
Il cancello della scuola è chiuso.
I risultati non sono stati ancora affissi.
Una paura leggera si muove furtiva nella pancia, spinge contro il diaframma e riduce il respiro.
Entra nel bar.
Nonostante si schiatti di caldo, ci sono un sacco di ragazzini assiepati intorno all'unico videogioco.
Esce.
Eccola!
Gloria se ne sta seduta sul muretto. Dall'altra parte della strada. La raggiunge. Lei gli dà una pacca sulla spalla e gli chiede: "Hai paura?".
"Un po'."
"Pure io."
"Smettila" fa Pietro. "Ti hanno promosso. Lo sai."
"Che fai dopo?"
"Non lo so. E tu?"
"Non lo so. Facciamo qualcosa?"
"Occhei."
Rimangono in silenzio, seduti sul muretto, e se da una parte Pietro pensa che la sua amica è più bella del solito con quella maglietta di spugna azzurra, dall'altra sente il panico crescere.
Se ci riflette sa che non c'è nulla da temere, che la cosa, alla fine, si è sistemata.
Ma la sua pancia non la pensa allo stesso modo.
Ha voglia di andare in bagno.

Davanti al bar c'è movimento.
Tutti si risvegliano, attraversano la strada e si accalcano contro il cancello chiuso.
Italo, il bidello, con le chiavi in mano avanza nel cortile urlando. "Piano! Piano! Così vi fate male."
"Andiamo." Gloria si avvia verso il cancello.
Pietro ha la sensazione di avere due cubetti di ghiaccio sotto le ascelle. Non riesce a muoversi.
Intanto tutti che spingono per entrare.
Ti hanno bocciato!
Una vocina.
(Cosa?)
Ti hanno bocciato!
È così. Non è un presentimento. Non è un sospetto. È così.
(Perché?)
Perché è così.
Certe cose si sanno e non ha nessun senso chiedersi il perché.
Come ha potuto credere di essere promosso?
Vai a vedere, che aspetti? Vai. Corri.
Rompe finalmente la paralisi e s'incunea tra i compagni. Il cuore gli rulla una marcetta furibonda sotto lo sterno.
Sgomita. "Fatemi passare... Voglio passare, per favore."

Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    evelyn

    21/05/2016 20.46.42

    Mi manca sapere che fine ha poi fatto Graziano Biglia... Bel libro, alla fine mi son trovata a leggere tutta contratta per la suspance... racconta anche di ragazzini in un contesto di disagio sociale, qua Pietro come lo era Cristiano in "come Dio comanda". Personaggi al limite, episodi concreti di cruda realtà quotidiana con i quali Ammaniti ci racconta di grandi verità. Sono prontissima a leggere un altro dei suoi romanzi !

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    Malombra

    30/12/2015 22.56.34

    Posto che io leggo prevalentemente classici,mi sono avvicinata ad Ammaniti con Io non ho paura grazie all'omonimo bellissimo film di Salvatores. Ti prendo e ti porto via non ha deluso le mie aspettative.La provincia italiana non è il luogo felice e incontaminato che dipingono le campagne pubblicitarie .Esistono difficoltà economiche, degrado,mali dell'anima negati e difficoltà di relazione. Scarno lo stile, crudo il lessico fino a disturbare il lettore e costringerlo a posare lo sguardo su una realtà scomoda, paradossale, urticante.Libro molto scorrevole e anche ironico.

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    pierxx84

    20/04/2015 14.09.49

    Concatenazione narrativa alla "Come dio comanda", ma che non ha lo stesso pathos nè tantomeno infonde al lettore la stessa suspense. Ne complesso un buon libro, forse leggermente tirato via alla fine, ma in grado comunque ti lascia sempre quell'amaro in bocca, quella malinconia triste che ti fa "immergere" nel personaggio principale provando pietas per lui.

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    barbara

    03/04/2015 11.47.37

    Il primo di Ammaniti che ho letto e quello a cui sono rimasta più affezionata. L'ho letto e riletto non so più neanche quante volte. Sono entrata a capofitto dentro la storia e ho quasi la sensazione di conoscere personalmente tutti i protagonisti. Avvincente, esilarante, a tratti cupo e drammatico. C'è tutto in questo libro appassionante. Indimenticabili le vicende di Graziano...personaggio incredibile!!!Mi dispiace da morire ogni volta che arrivo alla fine del libro...un pò perchè vorrei che la storia andasse avanti all'infinito, e un pò per l'amarezza propria del finale...Leggetelo!

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    nanni

    20/11/2014 09.44.25

    Un libro che si legge molto bene ed è piacevole. Storia raccontata con cura. E' una lettura appassionante, da consigliare. Unico difetto è un po' cinica e diretta come è nello stile di Ammaniti.

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    Andrea

    25/08/2014 10.58.47

    Libro molto fluido, piacevole ... scorre veloce e leggero. Ben scritto e descritto in ogni particolare, tanto che è così facile immaginare ogni scena, ogni personaggio... Avvolgente, che non ti fa staccare gli occhi dalle pagine ... per scoprire cosa succeda nella pagina successiva. Opinione del tutto personale... ho trovato fantastico che il libro finisca in ultima pagina ultimo verso ... con ... " Passo ... ti prendo e ti porto via ... " Emozione pura ! Voto 10 ! Buona lettura a tutti.

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