Ti prendo e ti porto via

Niccolò Ammaniti

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 17 giugno 2014
Pagine: 522 p., Brossura
  • EAN: 9788806221867
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Ti prendo e ti porto via

Niccolò Ammaniti

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Gaia la libraia

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A Ischiano Scalo il mare c'è ma non si vede. In questa periferica maremma di paludi e zanzare, di bar e casette affacciate sul nulla di una strada provinciale si svolgono due storie d'amore. Pietro e Gloria sono due ragazzini. Lei è figlia di un direttore di banca, è sveglia, bella e sicura di sé. Lui è figlio di un pastore psicopatico, è introverso, sognatore, e la vittima preferita dei bulli del paese. Graziano Biglia è tornato a Ischiano, con la sua fama di chitarrista sciupafemmine e il cuore spezzato da una cubista. Qui conosce la professoressa Flora Palmieri, una donna sola e misteriosa che ha rinunciato alla propria vita per prendersi cura della madre. E tra i due, in apparenza lontani come i pianeti di due galassie, nasce un'attrazione. Una folla di creature strambe e grottesche si muove attorno ai protagonisti, come nella scia di un vento elettrico e vorticoso.
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  • User Icon

    Irma

    24/09/2019 09:42:09

    Niccolò Ammaniti ricordo che a 16 anni mi ha molto avvicinato alla lettura, insieme ai russi. Io leggevo da piccola o Dostoevskij o Ammaniti, c'era questa diatriba. Secondo me "ti prendo e ti porto via" di Ammaniti è un libro divertentissimo, estremamente satirico, su una provincia italiana, Ischiano Scalo . Fa morire dal ridere e allo stesso tempo c'è anche un lato molto drammatico che all'epoca mi era piaciuto molto, quindi una lettura assolutamente consigliata per chi si vuole avvicinare al mondo dei libri a della letteratura questo sarebbe un buon primo passo!

  • User Icon

    Un libro davvero stupefacente

    15/07/2019 10:17:45

    Mi sono DIVORATA QUESTO MAGNIFICO LIBRO in pochi giorni. Mi sono innamorata di quello sfigato di Graziano il vitellone 44enne e Flora la maestra santarellina casa e chiesa, li ho adorati in ogni pagina, personaggi descritti da Dio, storie incredibili che ti fanno ridere a crepapelle e soprusi e storie di ordinaria vita che fanno davvero arrabbiare. consiglio vivamente la lettura, forse uno dei miei libri preferiti......

  • User Icon

    Tea

    13/05/2019 14:32:14

    Un libro travolgente e letto in un soffio che mi è rimasto nell'anima anche molti mesi dopo dalla sua lettura. Mi capitava di ritrovarmi a pensare alle vicende dei vari personaggi e soffrire per la sorte della professoressa Flora come se fosse stata una storia di cronaca.

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    Jasmin

    28/04/2019 21:59:01

    Il libro racconta le vite di 4 personaggi, che pian piano si intersecano tra loro. A mio parere ci sono descrizioni fin troppo approfondite e inutili, ritmo inizialmente lento e poi più veloce. Libro consigliato più per persone che amano la leggere.

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    Alessandro

    19/03/2019 18:09:11

    Le vicende dei personaggi ti travolgono letteralmente, con le loro differenti realtà, i loro modus vivendi agli antipodi......per alla fine intrecciarsi in una trama fitta di eventi che alla fine si traducono in tragedia. E' un racconto coinvolgente che ti rimane nella mente per giorni......e nel cammino della tua vita inevitabilmente ti capita di ricordarti dei personaggi e delle frasi o dei punti nevralgici delle loro vicende.........memorabile insomma!

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    Luisa

    10/03/2019 10:08:00

    Uno dei libri più belli dell'autore Ammaniti, capolavoro indiscusso della letteratura contemporanea italiana... la storia di vari personaggi che gira intorno alla vita di un ragazzino che commette un gesto estremo pur di uscire dal triste quotidiano di cui è protagonista

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    Ariel

    08/03/2019 00:17:06

    Romanzo bellissimo, che mi ha fatto sorridere e mi ha lasciato con un nodo stretto alla gola. Due storie parallele, due personaggi maschili- il dodicenne Pietro e il quarantenne Graziano- le cui vicende vengono mosse da Ammaniti che le gestisce dall’alto, come un sapiente burattinaio. E forse Ammaniti è uno dei pochi scrittori capaci di descrivere cosa significhi essere adolescenti infelici e poi adulti col cuore spezzato. I suoi personaggi ti restano dentro per tanto tempo e su tutti spicca Flora, figura femminile forte e fragile al tempo stesso. Questo romanzo avrà per sempre un posto speciale nel mio cuore. Cinque stelle meritatissime.

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    Michelle

    15/02/2019 22:26:17

    Un libro bello nella sua semplicità, scritto divinamente, mai scontato e sempre in bilico tra la normalità e l'assurdo. Da leggere se si cerca una storia italiana con quel pizzico di freschezza in più.

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    Erica

    15/02/2019 16:42:00

    se ci fossero 6 stelle, a lui le darei. Anche in questo romanzo ha avuto un'escalation nella presentazione dei personaggi che mi ha stupita ancora una volta, benchè ormai da lui ce lo si aspetti! Il tocco umano per il protagonista bambino mi ha fatta emozionare...mi ha trasmesso esattamente quello che poi ha detto la maestra che ha sentito di volerlo con sè per amarlo e per occuparsi di lui ♥

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    Les

    14/02/2019 12:13:37

    Secondo me, il più bel libro di Ammaniti. Intreccio, fatalità, sgomento ... scrittura eccellente e coinvolgente.

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    Paola

    23/09/2018 19:37:59

    La scrittura è scorrevole, è un piacere leggere quelle parole e quasi non ti accorgi del tempo che intanto passa. Le storie sono intrecciate tra di loro in modo superbo. E' uno di quei libri dove una volta finito ti senti perso e non realizzi di averlo appena concluso

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    Daniela

    21/09/2018 13:36:41

    Stupendo! Il mio libro preferito! Storia coinvolgente e commovente, grandissima capacità dello scrittore di catapultarti in una narrazione sapientemente descritta. Non appena si inizia la lettura si viene letteralmente rapiti.

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    Marta

    20/09/2018 13:42:19

    La storia di Pietro, ragazzo problematico alle prese con una bocciatura e una famiglia difficile, e Gloria, ragazza alto-borghese, sua compagna e amica, o qualcosa di più, si intrecciano a quelle di Graziano e Flora. Graziano ex playboy incallito torna al suo paesino d'origine dopo il fallimento di una, non troppo grande, storia d'amore. Incontra Flora, donna sola e appesantita dalla malattia della madre, si innamorano... Potrebbe concludersi tutto in un banale lieto fine ma...

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    Chiara

    20/09/2018 08:41:37

    Un libro che mi ha stupito per la sua originalità. Le vite dei personaggi del romanzo si incrociano tra loro e solo alla fine è possibile capire per quale motivo Ammaniti abbia narrato le loro storie. Narrazione coinvolgente e un finale inaspettato. Un libro bellissimo.

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    Giusy

    19/09/2018 09:56:50

    Il libro racconta parallelamente le vite di vari personaggi, vite che pian piano cominciano ad incrociarsi e ad interagire tra loro. Il ritmo a mio parere inizialmente lento, assume dinamicità nell'ultima parte creando suspance nel lettore. Un finale inaspettato!

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    Silvia

    18/09/2018 19:03:50

    Le storie di più personaggi si intrecciano in un romanzo travolgente.. è un libro dolce ed emozionante!

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    Vito

    20/09/2017 21:48:13

    Il libro è un romanzo che intreccia le storie di numerosi personaggi descrivendoli nei dettagli e facendogli percorrere le proprie strade di vita sino a intersecare quella degli altri protagonisti. Finale sbalorditivo.

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    Betta

    23/08/2017 15:35:45

    Che noia!!! Non ho ancora finito di leggerlo e lo finirò solo nella speranza di un finale col botto, per il momento sto saltando un sacco di paragrafi, e anche qualche pagina, descrizioni fin troppo approfondite e inutili.

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    aurora

    28/03/2017 08:09:27

    Delicato, folle, bellissimo. Se vi piace vedere la vita con l'innocenza e gli occhi di un bambino, questo libro fa per voi. Delizioso

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    evelyn

    21/05/2016 20:46:42

    Mi manca sapere che fine ha poi fatto Graziano Biglia... Bel libro, alla fine mi son trovata a leggere tutta contratta per la suspance... racconta anche di ragazzini in un contesto di disagio sociale, qua Pietro come lo era Cristiano in "come Dio comanda". Personaggi al limite, episodi concreti di cruda realtà quotidiana con i quali Ammaniti ci racconta di grandi verità. Sono prontissima a leggere un altro dei suoi romanzi !

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"Erano stati gli occhi di quel bambino a cambiargli l'umore. Rassegnazione, ecco cosa ci aveva visto dentro. E se c'era una cosa che Graziano Biglia detestava con tutte le sue forze era la rassegnazione."

Un ampio romanzo, una narrazione che scorre davanti agli occhi del lettore come un film. Due vicende si svolgono, nella provincia italiana un po' gretta, un po' corrotta: tutto solo un po', fino a che non valica i limiti e diventa dramma, ma un dramma che si svolge un po' per caso, per distrazione e leggerezza. Alcune figure conducono l'azione principale, ma intorno ad esse si muove un paese, un coro che sottovoce commenta, sostiene, colpisce, condanna, accetta e rifiuta. Ed è proprio il ruolo che i singoli personaggi svolgono dentro al gruppo di appartenenza, o di riferimento quello che guida molte azioni. Il ragazzino protagonista, Pietro, nasce già segnato: un padre violento e ubriacone, una madre depressa, un fratello maggiore che non brilla per intelligenza né per affetto nei suoi confronti. Tutto ciò però non è una tragedia, Ammaniti descrive, non intende fare denunce o analisi sociali: la realtà per molti ragazzini è questa, e così va detta. Pietro ha la curiosa fortuna di diventare in un primo momento il giocattolo animato di una sua ricca e viziata coetanea, presso la cui casa sua madre svolgeva il ruolo di donna delle pulizie, quindi l'amico, il compagno di giochi e di scoperte di Gloria, la ragazzina in questione. È quasi amore quello che esiste tra i due, un amore che si traduce in solidarietà, in vendetta comune contro l'ingiusta bocciatura di Pietro. L'esito però riporta tutto nella regola: lei andrà all'università, mentre lui finirà in un carcere minorile.

A questa storia "d'amore" se ne ricollega un'altra: quella tra Graziano Biglia e Flora Palmieri. Ex playboy con qualche ammaccatura fisica e morale, Graziano ritorna in paese dopo aver vissuto esperienze esotiche (solo in parte vere, altre inventate per aumentare la propria fama tra i bulli di provincia), vanta una storia d'amore con una bella ragazza incontrata in discoteca, anzi dichiara l'imminenza del matrimonio con l'avvenente "cubista" che invece fugge, ancor prima di arrivare, tra le braccia di un personaggio del mondo dello spettacolo che le può assicurare una partecipazione televisiva.

Sconsolato, soprattutto per la brutta figura, Graziano rivolge i suoi occhi a una donna del tutto diversa da lui e dal suo ambiente: una professoressa considerata fredda e scostante, antipatica a tutti, Flora. Questa giovane donna, che aveva sempre represso sensi e fremiti sessuali, viene "risvegliata" da questo quarantenne seduttore un po' fallito. La sua vita si trasforma, ma l'esito anche di questo rapporto non è felice. Lei resta incinta, lui sparisce, lei non osa affrontare preside e colleghi molto giudicanti e maligni e il caso, il destino la condannano.

Altre vicende secondarie si intrecciano a queste due storie portanti che a un certo punto si incontrano. E l'abilità di Ammaniti è proprio in questa capacità di narrazione fluida e semplice, i cui riferimenti e le cui citazioni sono legate a una cultura di massa generazionale: film, cantanti, pubblicità che sono entrati nella testa dei personaggi, fanno parte della loro vita. La realtà che viene riprodotta nel libro è decisamente squallida, Fango, direi, in una specie di autocitazione l'autore trascrive le brutture, lo squallore di vite inutili e ininfluenti: le vite di quasi tutti probabilmente. In modo molto efficace Angelo Guglielmi su La Stampa dichiara che in questo romanzo predomina il "piacere della fattura sull'orrore dei materiali trattati". Lo scrivere, il narrare ha in sé il suo scopo che è riflettere, come uno specchio, la realtà, non giudicarla. La generazione di scrittori, chiamati ormai "Cannibali", forse ha radici lontane: se questa è la società, se questo è il suo linguaggio non resta allo scrittore che riprodurli, ma qualcosa di simile non aveva fatto (mutatis mutandis) anche Verga?


Le prime frasi del romanzo

È finita.
Vacanze. Vacanze. Vacanze.
Per tre mesi. Come dire sempre.
La spiaggia. I bagni. Le gite in bicicletta con Gloria. E i fiumiciattoli di acqua calda e salmastra, tra le canne, immerso fino alle ginocchia, alla ricerca di avannotti, girini, tritoni e larve d'insetti.
Pietro Moroni appoggia la bici contro il muro e si guarda in giro.
Ha dodici anni compiuti, ma sembra più piccolo della sua età.
È magro. Abbronzato. Una bolla di zanzara in fronte. I capelli neri, tagliati corti, alla meno peggio, da sua madre. Un naso all'insù e due occhi, grandi, color nocciola. Indossa una maglietta bianca dei mondiali di calcio, un paio di pantaloncini jeans sfrangiati e i sandali di gomma trasparente, quelli che fanno la pappetta nera tra le dita.
Dov'è Gloria? Si chiede.
Passa tra i tavolini affollati del bar Segafredo.
Ci sono tutti i suoi compagni.
E tutti ad aspettare, a mangiare gelati, a cercarsi un pezzetto d'ombra.
Fa molto caldo.
Da una settimana sembra che il vento sia sparito, che abbia traslocato da qualche altra parte portandosi appresso tutte le nuvole e lasciando un sole enorme e incandescente che ti bolle il cervello nel cranio.
Sono le undici di mattina e il termometro segna trentasette gradi.
Le cicale strillano come ossesse sui pini dietro il campo di pallavolo. E da qualche parte, non molto lontano, dev'essere morta una bestia, perché a tratti arriva un tanfo dolciastro di carogna.
Il cancello della scuola è chiuso.
I risultati non sono stati ancora affissi.
Una paura leggera si muove furtiva nella pancia, spinge contro il diaframma e riduce il respiro.
Entra nel bar.
Nonostante si schiatti di caldo, ci sono un sacco di ragazzini assiepati intorno all'unico videogioco.
Esce.
Eccola!
Gloria se ne sta seduta sul muretto. Dall'altra parte della strada. La raggiunge. Lei gli dà una pacca sulla spalla e gli chiede: "Hai paura?".
"Un po'."
"Pure io."
"Smettila" fa Pietro. "Ti hanno promosso. Lo sai."
"Che fai dopo?"
"Non lo so. E tu?"
"Non lo so. Facciamo qualcosa?"
"Occhei."
Rimangono in silenzio, seduti sul muretto, e se da una parte Pietro pensa che la sua amica è più bella del solito con quella maglietta di spugna azzurra, dall'altra sente il panico crescere.
Se ci riflette sa che non c'è nulla da temere, che la cosa, alla fine, si è sistemata.
Ma la sua pancia non la pensa allo stesso modo.
Ha voglia di andare in bagno.

Davanti al bar c'è movimento.
Tutti si risvegliano, attraversano la strada e si accalcano contro il cancello chiuso.
Italo, il bidello, con le chiavi in mano avanza nel cortile urlando. "Piano! Piano! Così vi fate male."
"Andiamo." Gloria si avvia verso il cancello.
Pietro ha la sensazione di avere due cubetti di ghiaccio sotto le ascelle. Non riesce a muoversi.
Intanto tutti che spingono per entrare.
Ti hanno bocciato!
Una vocina.
(Cosa?)
Ti hanno bocciato!
È così. Non è un presentimento. Non è un sospetto. È così.
(Perché?)
Perché è così.
Certe cose si sanno e non ha nessun senso chiedersi il perché.
Come ha potuto credere di essere promosso?
Vai a vedere, che aspetti? Vai. Corri.
Rompe finalmente la paralisi e s'incunea tra i compagni. Il cuore gli rulla una marcetta furibonda sotto lo sterno.
Sgomita. "Fatemi passare... Voglio passare, per favore."
  • Niccolò Ammaniti Cover

    Scrittore italiano. Ha esordito nel 1994 con il romanzo Branchie (1997). Nel 1995 ha pubblicato il saggio Nel nome del figlio, scritto con il padre Massimo, e nel 1996 la raccolta di racconti Fango. Suoi racconti sono usciti nelle antologie Gioventù cannibale (1996) e Tutti i denti del mostro sono perfetti (1997). I suoi libri sono stati tradotti in francese, tedesco, spagnolo, greco e russo. È del 1999 Ti prendo e ti porto via, mentre nel 2001 pubblica per Einaudi Io non ho paura (diventato nel 2003 un film di Gabriele Salvatores).Niccolò Ammaniti ritorna al fumetto, genere che ha contribuito a formare lo stile narrativo dello scrittore. Fa un pò male è il libro pubblicato nel 2004 che contiene tre brevi romanzi a fumetti sullo sfondo di una Roma... Approfondisci
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