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Gianna Schelotto

Editore: Mondadori
Collana: Ingrandimenti
Anno edizione: 2005
Pagine: 176 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804536246

I rapporti interpersonali, i segreti della mente umana, i sentimenti e le paure di uomini e donne sono gli argomenti misteriosi e affascinanti indagati dai numerosi libri di Gianna Schelotto, psicologa specializzata in terapia della coppia e in psicosomatica, nota al grande pubblico grazie alla sua instancabile attività di scrittrice e divulgatrice. Questo suo nuovo libro è dedicato a uno dei legami più enigmatici e complessi della vita: quello che ha come protagonisti padre e figlia. Il ruolo fondamentale che la figura paterna svolge, non solo nell'infanzia, ma anche nella vita adulta di ogni donna, viene spiegato e analizzato dall'autrice con rigore, competenza e un linguaggio chiaro e comprensibile anche a chi non è esperto di psicologia.
"Il padre non è meno importante della madre nel formarsi dell'identità femminile - scrive Gianna Schelotto nell'introduzione – e costituisce per le figlie un riferimento essenziale nell'approccio della vita e nell'analisi di sé". Come si manifesta questo legame così forte ma anche così misterioso? Come influisce nella vita di ognuno di noi? L'autrice lo racconta prendendo lo spunto da storie reali, di cui è venuta a conoscenza durante la sua lunga attività di psicoterapeuta, rievocate come esempi tra le pagine di questo libro, ma non solo. Ricorre anche alla sua esperienza personale, ripercorre le sue emozioni intime e i propri ricordi di figlia, lasciandosi coinvolgere in prima persona nella trattazione di un tema di cui è lei stessa protagonista. Con partecipe intensità e delicatezza, Ti ricordi, papà? fa luce sulle componenti di un intreccio di sentimenti il cui equilibrio è fondamentale per garantire serenità nella vita adulta e negli amori futuri. Le vicende narrate dimostrano come un padre freddo, indifferente e lontano possa lasciare nella figlia un vuoto che è impossibile colmare, distruggere la stima che la donna ha di se stessa, creare rancore contro l'universo maschile. Al contrario un padre troppo vicino e ingombrante, può soffocare ogni autonomia e alimentare l'intima convinzione che nessuno potrà sostituirlo. Talvolta è invece il distacco traumatico dovuto a una separazione a segnare profonde ferite che stentano a rimarginarsi.
Tante sono le storie, le gioie, i dolori, le difficoltà e i problemi raccontati in queste pagine, che potranno aiutare molti di noi, padri o figlie, a conoscersi meglio, a interpretare le vicende del proprio passato, a vivere con maggior consapevolezza e serenità il proprio ruolo e il proprio presente, a diventare padri e figlie migliori.

Recensioni dei clienti

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    Nataly

    02/12/2007 22.04.04

    Devo dire che per me è stato un libro molto toccante...devo ammetere che molto spesso leggendo queste pagine, ho pianto...Probabilmente perchè in alcune di queste storie ho rivissuto la mia infanzia. Complimenti ed ancora complimenti

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    Maria Luisa Sotgiu

    15/09/2005 23.00.49

    Agli incontri letterari in Alta Pusteria, in estate, ha partecipato anche Gianna Schelotto, la psicoterapeuta, saggista, giornalista e scrittrice, che tutti conosciamo. Nel libro che ha presentato viene profondamente analizzato il rapporto padre-figlia, spesso contraddistinto da una sorta di mitizzazione del padre da parte della figlia, che lo vede come un essere irraggiungibile e privo di difetti, eroe, sovrano, principe azzurro, uomo da amare. La lunga esperienza della dottoressa Schelotto come psicologa del comportamento l’ha messa a contatto con tante storie che lei ha ascoltato, storie che erano molte volte partite dai rapporti tra il padre e la figlia, dal loro sviluppo, partendo dall’infanzia, all’adolescenza, fino all’età adulta. Storie che sono simili per un certo verso, ma che hanno avuto esiti diversi , oppure storie diverse con esiti simili…. L’autrice, avvalendosi della propria esperienza, rievoca le emozioni, le sensazioni, le paure , le vere e proprie angosce che possono condizionare la vita di una donna in funzione del rapporto avuto con il proprio padre. Gianna Schelotto non si limita a raccontare le storie delle sue pazienti, ma racconta anche , dall’infanzia all’età adulta, di se stessa e del buon rapporto con il proprio padre.. Ha dedicato il libro proprio a lui, per una sorta di debito che avvertiva nei suoi confronti, anche se non aveva capito tutto di lui… Il suo libro si prefigge uno scopo terapeutico, che consiste nel perseguire la consapevolezza che il padre non è un dio, è un uomo con i suoi pregi e difetti e soprattutto non si deve cercare un marito che assomiglia al padre: molto importante per il buon andamento della vita di coppia e dell’evoluzione della donna, da bambina a moglie con tutte le responsabilità. L’incipit del libro”: “A mio padre non ho perdonato la vecchiaia. Ero furiosa con lui. I suoi comportamenti insicuri ne alteravano giorno dopo giorno l’immagine....." Maria Luisa Sotgiu

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    Benedetta

    26/04/2005 10.51.31

    Questa volta, la Schelotto, di cui solitamente apprezzo la capacità di far convivere piacevolezza stilistica e autorevolezza scientifica, non mi ha convinto. L'argomento è in sè morboso e grava di un pesante fardello freudiano che condiziona la leggibilità del testo. Si passa, così, da raccontini piuttosto scialbi a complesse e discutibilissime anamnesi psicanalitiche. E' difficile per un lettore normale immedesimarsi nelle casistiche proposte (mentre, nei precedenti lavori, era parecchio semplice riconoscere nelle tipologie descritte parenti, amici, addirittura se stessi). Per finire, ci sono davvero troppi refusi di stampa.

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