Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 5
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 121 p.
  • EAN: 9788845917585
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    Egome

    21/12/2017 17:50:20

    Nell’eremo/hotel di Don Gaetano si incontrano personaggi della politica, ex senatori, imprenditori, con il pretesto di partecipare agli ‘esercizi spirituali’ alla maniera dei Gesuiti (‘toto modo’, appunto) , intervallati però da incontri clandestini organizzati con le proprie amanti (alla maniera di personaggi della vita politica italiana e non solo, appunto). Tre misteriosi omicidi in sequenza (l’ex senatore Michelozzi, l’avvocato Voltrano e infine lo stesso Don Gaetano) coinvolgono il commissario di polizia e il procuratore Scalambri che cercano di dipanare l’intricata matassa delle responsabilità (probabilmente convergenti su un’unica mano assassina) , imbrigliati però dal ruolo pubblico e sociale dei partecipanti al ritiro. Il clou è quello della commistione fra politica, affari e malaffare al tempo della prima repubblica , ma attualissimo anche ai giorni nostri, al punto che un nuovo Sciascia potrebbe tout court raccontarci oggi un nuovo ‘Todo Modo’, praticamente con gli stessi ingredienti e personaggi. Poco avvincente l’aspetto ‘thriller’ e ‘poliziesco’ della storia , ma probabilmente in sintonia con quello che era il vero obiettivo di Sciascia: la denuncia e la condanna di un mondo pubblico corrotto.

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    claudio

    06/08/2017 15:40:09

    capolavoro assoluto che bisogna leggere almeno una volta nella vita.

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    Luca Aquadro

    02/08/2017 08:33:55

    Il ginepraio delle interpretazioni comincia dal titolo. Letteralmente, "con ogni mezzo". "Todo modo para buscar la voluntad divina", "Cercare la volontà di Dio con ogni mezzo", è frase tratta dagli "Esercizi spirituali" di Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù. E il romanzo di Sciascia è proprio ambientato durante una assai particolare sessione di esercizi spirituali. Durante la quale, però, i partecipanti, ovvero alti esponenti della gerarchia ecclesiastica, ministri democristiani ed esponenti di spicco del mondo economico-finanziario, sembrano interessati unicamente a rigenerare non tanto il proprio spirito quanto le rispettive relazioni corrotte e maniacalmente finalizzate al mantenimento del proprio potere. Fino all'omicidio. Dunque, se di omicidio si tratta, anzi, di tre diversi omicidi, siamo di fronte al classico romanzo giallo. No. O, meglio, non solo. "Todo modo" ha del giallo alcune caratteristiche - l'ambientazione inquietante, la catena delle morti violente, il commissario di polizia e il magistrato inquirente, l'investigatore più o meno dilettante - ma pagina dopo pagina smette di esserlo per diventare anche altro, per essere alla fine solo altro. Dunque non è un vero e proprio giallo. E' almeno un romanzo? Formalmente sì, con una trama, dei personaggi delineati in modo magistrale - tra tutti don Gaetano - e uno stile scorrevole e avvincente. Ma è un romanzo anomalo, che sembra rifiutare ogni tentativo di etichettarlo. Ma della definizione da cui siamo partiti, "classico romanzo giallo" l'unico termine veramente adatto è forse il primo. Perché "Todo modo" è, o dovrebbe diventare, un classico, nella misura un cui un classico è un testo continuamente attuale, che sa trascendere il momento storico in cui è nato e sa dire qualcosa di profondo a ogni lettore e in ogni tempo. E "Todo modo" propone, anche a distanza di quasi mezzo secolo da quando fu pubblicato, l'eterna e tragicamente inutile lezione sull'intrinseca corruzione del Potere.

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    Angelo Cennamo

    30/10/2016 19:36:26

    Nell'eremo di Zafer si da' appuntamento una combriccola di uomini potenti per degli strani esercizi spirituali, diretti da don Gaetano, figura inquietante ed enigmatica che governa un albergo che somiglia a un monastero. Romanzo carico di suspance, sul malaffare della politica, sempre attuale. Capolavoro di Sciascia.

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    Euge

    23/08/2016 11:52:31

    Geniale. Da leggere almeno una volta nella vita. e dopo la prima hai voglia di rileggerlo. Non so perchè nel retro di copertina hanno messo che è una guida alla storia dei decenni successivi: lo trovo abbastanza fuorviante e crea aspettative diverse. Semmai induce a una riflessione generale sulla vita. C'è chi dice che il finale è aperto e per me non ha capito il libro. Non è semplice, ma la chiave c'è. Lontano anni luce dal film, che complica e stravolge tutto.

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    Claudio

    12/06/2016 19:02:10

    Grande romanzo di Sciascia, ambientato in un eremo-albergo dove si tengono gli esercizi spirituali per un gruppo di personalità del mondo politico-economico-finanziario. Succedono due omicidi, seguiti alla fine dalla morte violenta anche del sacerdote che curava gli esercizi.

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    paolo

    30/04/2015 11:29:56

    Impotenza della giustizia di fronte al connubio letale x la societa' civile tra potere religioso politico ed economico che si incarna nella realta' della democrazia cristiana negli anni 60-70 e in forza italia in quella anni 90-2000.Libro da leggere perche' da spunto a molte riflessioni,tra le quali anche il rapporto tra laicismo e cattolicesimo tratteggiato nel libro dalle figure del pittore e del prete intrallazzatore.

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    by Ax

    27/08/2014 15:08:43

    Un eremo, un prete, qualche omicidio e alcuni esercizi spirituali per espiare le colpe di una classe politica - ogni riferimento alla D.C. è d'obbligo - distante dal bene pubblico perché affaccendata a seguire quello privato. Imperdibile il film di Petri (che insieme a Volonté non sbaglia un colpo), tagliente e ferocemente politico.

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    angelo

    27/05/2013 14:16:44

    Ingredienti: un albergo/monastero isolato dal mondo, un pittore/intellettuale curioso ed inquieto lì finito per sbaglio, una lobby di politici/religiosi riunita per "esercizi spirituali", una serie di delitti senza apparente spiegazione e soluzione. Consigliato: a chi vuol vedere ben rappresentati gli oscuri intrecci politici/economici/religiosi tipici della società italiana, a chi vuol leggere una storia ancor più attuale oggi che negli anni in cui fu scritta.

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    Fabrizio

    24/10/2012 12:47:32

    Un grande romanzo, tra i migliori 3 di Sciascia. Geniale, bellissimo, la figura del pittore e del prete sono fantastiche. Idem le riflessioni sul cattolicesimo, in chiave critina, non certo anticattolica. Di Sciasia questo è da non perdere. Poi, tra i miei preferiti consiglio: A Ciascuno il suo, Una storia semplice e il Giorno della civetta e la scomparsa di Majorana.

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    franz01

    29/03/2011 19:32:43

    la religione, l'arte, la giustizia, il potere esecutivo e legislativo si fronteggiano nell'eremo durante gli esercizi spirituali. Altro non sono che sistema di facciata per alleggerire anime corrotte che si fanno venire a trovare dalle amanti (la descrizione delle amanti in una riga è fulminante). Cosa c'è di più banale per il diavolo che nascondersi dentro un prete, il confessore, il livello basso, massimo in gerarchia, che tutto conosce e tiene in pugno. per il resto, è necessario che lo rilegga. E'stato fatto un film diretto da Elio Petri (mi sembra) e tenuto ben lontano dalle proiezioni televisive. C'era anche un politico che ricordava Moro.

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    Nino

    09/10/2009 17:26:36

    Storia enigmatica e tutt'altro che noiosa. Sciascia ci racconta ciò che potrebbe accadere (o accade) dietro le quinte di una storia di una parte del paese. Intrighi, farse, rituali, discorsi metaforici, omicidi, indagini e rassegnazione. C'è di tutto e di più. Salsa denunciatoria con poche polemiche. ..."che voglio se già divampa"...

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    Renzo Montagnoli

    07/09/2009 14:23:15

    Si presenta come un testo di narrativa gialla, ma pagina dopo pagina perde le sue caratteristiche tipiche, cioè il percorso deduttivo per arrivare alla soluzione, per trasformarsi in un’opera di denuncia politica. Se anche la vicenda appare sempre più inspiegabile e non arriveremo poi a scoprire chi è l’omicida, resta il fatto che i delitti sono accaduti a causa di un dilagante e nefasto clima di corruzione derivante da un torbido miscuglio dei poteri economici, politici e religiosi. Non sono importanti di per sé i crimini quanto invece l’ambiente in cui sono compiuti, le presenze di diversi possibili colpevoli, in apparenza estranei, ma tutti egualmente sospettabili. Ma ciò che stupisce maggiormente è la rappresentazione di questo potere o superpotere, che deriva da connessioni, interessenze, corruzioni, affari in comune dei tre canonici poteri, cioè quello economico, quello politico e quello religioso. Finisce con il diventare quasi una divinità che raccoglie e impone dentro di sé dei sacrifici umani, un mostro dai mille tentacoli che stringono come in una morsa l’umanità. E come idolo ha i suoi riti, fra i quali l’emblematico rosario, in parata, una delle pagine più riuscite e di sicuro effetto dell’intero romanzo. Ci troviamo di fronte indubbiamente a un’opera di elevato impegno, a cui forse nuoce quell’ambiguità di cui ho accennato, ma che, per un certo verso, è del tutto funzionale al romanzo che forse manca di quella chiarezza riscontrabile invece in altri lavori dell’autore siciliano. Come sempre Sciascia riesce a essere profetico, anche se questa volta il messaggio della Pizia è un po’ oscuro, ma forse ciò è voluto, perché quanto di più buio ci può essere esiste solo in un potere che tutto distrugge e che corrode anche se stesso. Da leggere, perche Sciascia è imperdibile.

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    ginoginuzzi

    16/02/2009 22:08:58

    E' un libro molto complicato(sono di 2° liceo) da comprendere, se non si ha almeno una conoscenza medio-alta della letteratura e della storia. Le prime 50 pagine sono le peggiori, ma la vicenda successivamente prende una piega incalzante e coinvolgente.

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    STEFANO

    13/11/2008 02:20:12

    nella vita di tutti i giorni e nel nostro tempo,sono molti i "don Gaetano" che possiamo ritrovarci accanto,specie nel mondo ecclesistico. Libro di un'attualità quasi raccapricciante.

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    Philip

    05/12/2007 22:21:11

    Eccellente il modo in cui descrive i morbosi intrecci fra politica e religione;ma ho trovato l'ambiguità fin troppo eccessiva e straniante.

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    rainbow

    15/04/2007 13:08:45

    Breve romanzo di potenza morale e narrativa ineguagliabile! Bellissimo, secco come la prosa di Sciascia, abbacinante come il sole del Sud, sconvolgente come il connubio religione - politica - economia. Grande, grande, grande! Da conservare come un tesoro inestimabile nelle proprie memorie letterarie.

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    SILVANO

    30/03/2007 20:01:55

    una comunità segnata dalla corruzione e da un senso di decadimento inarrestabile che potrà trovare una soluzione solo in un atto che sia finale e definitivo. tre morti, ma non esiste un colpevole, è inutile cercarlo in una società dove non vi sono più buoni e cattivi, ma solo questi ultimi. affresco sempre più attuale della decadenza morale e civica di una società che sprofonda in picchiata senza possibilità di riscatto.

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    PIE

    27/02/2007 13:41:36

    Sciascia è uno scrittore straordinario. Punto primo. Punto secondo Todo Modo è un libro che, come ogni scritto di Sciascia, va inteso su diversi piani di lettura. Corruzione, religione, etica, denuncia sociale, sono tutti temi che vengono ripresi nel romanzo. E poi c'è il giallo, affascinante in quanto raccontato in modo piano, come se si parlasse d'altro, senza la classica enfasi dei racconti di omicidio e con una classe impareggiabile.

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    Marisa

    21/07/2006 16:50:06

    Di Sciascia ho letto tutto, o quasi tutto, ma la prima impressione che ho avuto godendomi, come al solito, le sue pagine così affascinanti, è stata che in Todo Modo ci fosse qualcosa di più. Fermi restando i temi a lui cari, gli intrighi politici come specchio di una società priva di ideali, Sciascia propone una seconda, inaspettata, chiave di lettura: il confronto dell'uomo di oggi con la religione cattolica o, più in generale, con il Cristianesimo. Un intellettuale laico, un prete dotto e cinico, il loro rapporto ambiguo, un quadro raffigurante il diavolo con gli occhiali proprio come quelli del prete. Gli omicidi, i notabili con le loro collusioni fanno solo da cornice ad una scena ben più inquietante: perchè don Gaetano, con tutti i personaggi che ha nel suo Eremo, si interessa tanto al pittore? Perchè il pittore, dopo aver ceduto alle prime lusinghe culturali di don Gaetano, non riesce a staccarsene benchè si renda conto che sta pericolosamente risvegliando in lui una parte che teneva 'addormentata'? E' stato il pittore ad uccidere don Gaetano? E, se sì, perchè? Forse ha visto in don Gaetano una sorta di anticristo? Lo ha ucciso per un recondito senso del dovere, in quanto dannoso all'umanità, o semplicemente per autodifesa, essendosi reso conto che stava iniziando ad assomigliargli ('un altro me stesso più anziano')? Credo che la chiave di lettura di questo romanzo sia proprio questa: l'autore espone i fatti fino ad un certo punto, poi è come se dicesse: - Lascio ad ognuno di voi, alla vostra morale, al vostro rapporto con i temi trattati, non l'esercizio banale e fine a se stesso della soluzione di un giallo, ma la libertà e la facoltà di trovare una vostra personale interpretazione-. Aggiungo io: - Beati voi, se ne troverete solo una!- Ritengo comunque che in generale la grandezza sia proprio nel coinvolgere il lettore e non nell'obbligarlo a subire passivamente le proprie idee. Nel caso di Todo Modo, come disse per altri motivi e in u'altra storia il capitano Bellodi: - Mi ci romperò la testa!

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