Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25 febbraio 2016
  • EAN: 9788806230821
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Descrizione
Scritto nel 1903, il racconto è la storia del lento pervenire del giovane Kröger alla coscienza della propria diversità dai coetanei. In una condizione di totale isolamento la sua sensibilità si dibatte nell'antinomia tra origini borghesi e attrazione per l'arte. Il contrasto fra arte-malattia da un lato e borghesia-normalità dall'altro - matrice della poetica di Thomas Mann - si manifesta nel silenzioso idillio con Ingeborg Holm e nell'incompresa amicizia per Hans Hansen: le due figure che costituiranno per sempre i limiti della solitudine e della gelosia di Tonio. Questo difficile equilibrio viene vissuto con drammatica inquietudine tra Lubecca, dove il giovane scrittore è nato e si è formato, e Monaco, dove diventerà celebre, senza sedare del tutto le proprie angosce.

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    Manuela

    22/09/2018 21:12:29

    Racconto di formazione, Tonio Kroger sembra partire da dove i Buddenbrock avevano lasciato: il giovane Tonio, rampollo alto borghese di una famiglia di commercianti di Lubecca a causa delle inclinazioni artistiche, alla morte del padre chiude l’attività di famiglia per diventare scrittore. Ma non è una scelta, è uno stato esistenziale che Tonio non può ignorare, pur amando la bellezza e la “naturalezza” della vita cui, in nome dell’arte, deve rinunciare. Bellezza che qui ha due nomi, Hans e Inge, biondi, sicuri, padroni assoluti di ciò che per Tonio è desiderio irraggiungibile. Scrive Calvino: “A ognuno è data la sua penitenza. A me è toccata questa di scriver storie: è dura, è dura…. Potrei esserci anch’io con i giovani miei pari. Ma la nostra santa vocazione vuole che si anteponga alle caduche gioie del mondo qualcosa che poi resta.” Calvino dunque ha pochi dubbi sul senso del suo ruolo di scrittore. Per Mann invece la vita, che si identifica con l’operosità borghese, lascia al mondo cose molto più concrete dell’ arte e della poesia. Da qui la sofferenza dei suoi personaggi artisti, costretti non solo a rinunciare a ciò che amano, ma anche a sentirsi un fallimento rispetto ai valori della propria educazione paterna.

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