Tortura. Storia dell'occupazione nazista e della guerra civile (1943-45)

Mimmo Franzinelli

Editore: Mondadori
Collana: Le scie
Anno edizione: 2018
Pagine: 285 p., Rilegato
  • EAN: 9788804685890
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Descrizione
Nei venti mesi intercorsi tra l'armistizio dell'8 settembre 1943 e la fine dell'aprile 1945, occupazione tedesca e guerra civile determinano spirali di violenze e crimini orribili.

«Mi vidi per quindici giorni appeso per aria, fustigato, arso. E non ignoravo quello che mi avrebbe aspettato poi se non avessi parlato: i bagni nella pece bollente, le camere refrigeranti, il casco di ferro, le scosse elettriche, insomma tutto quello che non avevo ancora provato. Una paura folle mi prese: e se non resistessi a tutto questo?» - Luciano Bolis, partigiano di Giustizia e Libertà torturato a Genova

Nella Repubblica di Salò gli apparati di repressione dell'antifascismo praticano la tortura per strappare informazioni, provocare sofferenze, umiliare il nemico. Nello scontro totale, il valore della vita si degrada fino a perdere di significato. Tortura racconta la «guerra sporca» dei reparti collaborazionisti, che li induce a commettere - nelle prigioni di via Tasso a Roma come nel carcere di San Vittore a Milano - sevizie di ogni genere: somministrazione di scariche elettriche, waterboarding, bruciature dei genitali, simulazioni di fucilazione. In celle buie e sovraffollate c'è chi, con lo sguardo allucinato, il viso macilento e la coscienza annebbiata, si riconosce a stento nello specchio. E chi, giunto alle soglie della pazzia, pensa al suicidio come gesto di estrema e lucida disperazione. Molte donne, poi, rimangono vittime di stupri o sevizie sessuali. Di questo inferno - che il Pasolini di Salò reinterpretò con sinistro acume - Mimmo Franzinelli dà ora conto in pagine di drammatico spessore. Trascurato dalla storiografia italiana, il fenomeno della tortura è caratterizzato da vari luoghi comuni: per esempio che la grande maggioranza degli inquisiti tacesse durante gli interrogatori o che le sevizie fossero poco utili sul piano operativo. L'approfondita analisi della situazione dimostra che non è così. Tra chi riuscì a tacere, nonostante disumani tormenti, ci sono due tra i più stretti collaboratori di Ferruccio Parri, dirigenti della Resistenza in Liguria e Lombardia: Luciano Bolis e Manlio Magini. Seppure in versione isolata, anche i partigiani ricorsero alla tortura. E questa è la pagina più nera della Resistenza, il suo lascito peggiore. Eppure, non è possibile un'equiparazione. Oltre alla rilevante diversità quantitativa, le torture inflitte dai fascisti rivestirono carattere istituzionale, mentre quelle perpetrate dai partigiani violarono le norme diramate dai CLN (infatti, molti seviziatori furono puniti dagli organi della Resistenza). Sulla base di un'ampia documentazione inedita e di una sapiente ricognizione delle fonti, Franzinelli racconta come si svolsero effettivamente i fatti, sfrondandoli della deformazione manichea e ideologica con cui sono stati spesso tramandati in scritti e discorsi celebrativi. Nella convinzione che, per comprendere un periodo così drammatico della nostra storia, si debba intraprendere un viaggio nell'orrore e guardarlo in faccia, anche per imparare a riconoscere i meccanismi oscuri dell'animo umano e trovare - forse - possibili antidoti.

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    Claudio

    10/06/2018 19:23:01

    La tortura fu applicata durante i 20 mesi della guerra civile in particolare dai nazifascisti e, all'interno di questi, dai fascisti. Quache caso viene anche addebitato ai partigiani, ma fu ben poca cosa rispetto agli altri. I morti furino centinaia, ammazzati brutalmente o, nei migliori dei casi, inviati dopo nei lager tedeschi. E pochi furono i condannati dopo la fine della guerra, pochi i fucilati, moltissimi con l'amnistia Togliatti uscirono dai processi a volte senza fare nemmeno un giorno di carcere.

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Indice

Introduzione

I. I laboratori del furore nazista
Brutalità d'occupazione - Roma, gli orrori di via Tasso - Genova: le SS alla Casa dello Studente - Milano, tra San Vittore e Hotel Regina - Trieste, Risiera di San Sabba

II. Torturati (e torturatori)
Cedere alla tortura - La discesa agli inferi di Manlio Magini - Lo stoicismo di Luciano Bolis - Piegare i torturatori: Francesco Gnecchi - Il tenente delle SS Odorico Borsatti

III. Nella Repubblica della violenza
Ordinarie illegalità e spietatezza nella RSI - Rastrellamenti con sevizie e morte - La XX Brigata Nera - Bologna: fotografare l'orrore - Produttività della tortura?

IV. Le squadre della morte
Antinferno - I nuovi squadristi del Polesine - la Banda Carità e il calvario di Enrico Bocci - La Legione "Tagliamento" nel Biellese - Il perdono di Giovanni Venturini

V. Le polizie speciali
Il ritorno delle squadre d'azione - L'Ufficio politico investigativo di Bossi - La Legione "Muti" - Il sistema del terrore: la Banda Koch - L'ispettorato speciale di Collotti e Gueli - L'insidiosa torturatrice dell'Abwehr III

VI. Sevizie contro le donne
Il maschio torturatore - Le sevizie sessiste dell'Ispettorato PS per la Venezia Giulia - Fantasmi e rimorsi di una torturata - Il prezzo della solidarietà - L'eco delle torture

VII. La Resistenza macchiata
Torture bipartisan, nella guerra civile? - Le direttive della Resistenza - Pietà l'è morta - Zone d'ombra del ribellismo - Occhio per occhio...

Conclusioni
Note
Ringraziamenti
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