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Ilya Prigogine, Isabelle Stengers

Traduttore: C. Tatasciore
Collana: Saggi. Scienze
Anno edizione: 1989
Pagine: 224 p.
  • EAN: 9788833905044

scheda di Bersano, D., L'Indice 1990, n. 1

"L'irreversibilità temporale, (...) è oggi penetrata in tutti i livelli della fisica e permette di intravedere la possibilità di una nuova coerenza, articolata intorno a quel divenire che la fisica di ieri definiva come un ostacolo. Il titolo del nostro libro, "Tra il tempo e l'eternità", esprime appunto questa radicale trasformazione concettuale. Fin dalle origini, la fisica è stata lacerata dall'opposizione tra tempo ed eternità: tra il tempo irreversibile delle descrizioni fenomenologiche e l'eternità intelligibile delle leggi che dovevano permetterci di interpretare queste descrizioni fenomenologiche. Oggi, divenire e intelligibilità, non si contrappongono più, ma il problema dell'eternità non è tuttavia sparito dalla fisica". Il saggio di Prigogine e Stengers, così ben introdotto dagli stessi autori, è nato originariamente come introduzione a una raccolta di articoli di uno di essi; la sua funzione era quella di descrivere le modalità di sviluppo delle prospettive aperte dal precedente libro, "La nuova alleanza", riprendendo in modo più radicale il problema del tempo. L'opera è dedicata a quello che gli autori definiscono come terzo periodo della fisica contemporanea. Mentre il primo periodo consisterebbe nell'affermazione dei grandi schemi concettuali costitutivi della teoria della relatività generale e ristretta e della meccanica quantistica, il secondo, segnato da una serie di scoperte quali l'instabilità e la complessità delle particelle elementari, il carattere storico dell'universo e l'esistenza di strutture di non-equilibrio, rivelerebbe la lontananza del mondo reale dal modello di realtà retta da leggi atemporali che costituiva l'ideale della fisica classica. A parere degli autori, il terzo periodo, (quello attuale) dovrebbe essere caratterizzato da un superamento della dicotomia divenire-intelligibilità e intorno a questo superamento sono incentrati i loro attuali studi. Nonostante vengano trattati argomenti di grande attualità, il libro non è un'introduzione alla fisica contemporanea né vuole esserlo; come sottolineano gli autori, esso costituisce "l'approfondimento di un unico problema attraverso la molteplicità dei suoi aspetti", e porta ad affrontare in modo insolito alcuni campi quali la meccanica quantistica e la cosmologia. Al lettore comunque non sono richieste particolari conoscenze tecniche. Qualche conoscenza è invece necessaria per coloro che fossero interessati all'approfondimento di alcuni aspetti, reso possibile dalle tre appendici che completano l'opera.

Recensioni dei clienti

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    Fausto Intilla

    29/06/2006 21.04.22

    E’ chiaro che nessun fisico...sano di mente,oserebbe mai mettere in discussione il fatto che spazio e tempo siano del tutto relativi al sistema a cui essi appartengono; e che quindi mai e poi mai si azzarderebbe a parlare di uno spazio e di un tempo assoluti.Ma grazie al lavoro di Prigogine,è possibile perlomeno arrivare ad accettare l’idea di un Tempo Assoluto. Ora,accettando pienamente questa premessa,ossia che l’intero Universo sia definito da una sorta di Tempo Assoluto, grazie a quel semplice gioco di simmetrie che ha sempre caratterizzato ogni nuovo principio in campo scientifico,dovrà necessariamente esistere anche la sua controparte...ossia lo Spazio Assoluto! Se diamo per certo l’assunto che la struttura fondamentale dello spazio-tempo rimane costante in ogni punto dell’Universo , dobbiamo anche dare per scontato che spazio e tempo debbano necessariamente sottostare ad una legge universale di complementarietà, atta appunto a garantire l’invariabilità della struttura fondamentale dello spazio-tempo... in qualsiasi regione dell’Universo ! Sarebbe a questo punto del tutto sbagliato credere che io voglia riproporre, con altre vesti,la famosa Costante Cosmologica di Einstein; il prodotto di spazio e tempo (siano essi assoluti o relativi), definisce una costante (K) che non può essere espressa in unità di energia (Joules,eV,cal,...)! Ciò che rappresenta invece tale costante,che io ho definito con il simbolo K, non è nient’altro che lo spettro,l’”anima”, di ogni struttura spaziotemporale; esprimibile ovviamente con un’unità simbolica di misura.Vi è solo un modo per poter ripristinare il concetto di Costante Cosmologica,senza che esso entri in contrasto con le leggi della Teoria della Relatività, ed è quello di intendere tale Costante come un’entità simbolica ,legata al concetto di energia da Piani talmente sottili,che l’uomo odierno non è ancora in grado di visualizzare e quindi di esporre in forma matematica; solo in tale accezione,è possibile identificare la costante K,con la Costante Cosmologica.

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