Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: VI-223 p., Brossura
  • EAN: 9788811687733
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    Fabio

    02/10/2017 12:16:29

    IL romanzo del Duca che preferisco. Duro,brutale,cinico,spietato con i delinquenti che odia come del resto buona parte del genere umano.Di certo un personaggio non politicamente corretto,con i tempi che corrono e con tante anime belle pronte a scandalizzarsi per la brutalità della polizia. Chissà il Duca oggi come si comporterebbe,magari andrebbe in giro armato una buona volta,visto che le mani nude potrebbero non bastargli più. Al solito poca felicità per i buoni e il bene alla fine non trionfa di sicuro,ma si deve accontentare di un pareggio.

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    byAx

    03/01/2017 10:21:08

    Scerbanenco ripropone quel Duca Lamberti conosciuto in "Venere privata", medico radiato dall'ordine con il fiuto da investigatore per le faccende losche. Lo ritroviamo mentre si addentra tra le pieghe di quei fenomeni che ahimè oggi consideriamo scontati, ma che nell'Italia degli anni '60 erano in fase di espansione, quali il traffico d'armi, lo sfruttamento e, ovviamente, tutti quegli atteggiamenti malavitosi che alcuni adottano per aggirare la Legge. Duca, a furia di pescare nel torbido della sua città (Milano e dintorni), comincia a spingere le sue azioni oltre il consentito, oltre il legale, perché con certa gente non c'è altro da fare se si vuole fermarla. Tra annegamenti, operazioni di imenoplastica, omicidi efferati, verranno a galla molte situazioni, alcune risalenti al periodo della Resistenza, storie di povera gente caduta nei 'traffici' di chi scrupoli non ha, bastardi fino al midollo. Un iter che porterà Lamberti a decidere il proprio futuro, da che parte stare e cosa fare della propria vita. Nel romanzo ci sono periodi molto lunghi, disseminati di virgole, di squarci narrativi direzionati apparentemente verso 'altro' rispetto a ciò che accade, anche se poi il tutto è collegato, schizzi di pensieri sbattuti sulle pagine e che spezzano il ritmo ma impreziosiscono lo stile. Probabilmente non per tutti i palati, ma in fondo meglio così.

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    francesco c.

    29/02/2016 10:02:19

    "Tradidori di tutti" è la discesa del medico/detective Duca Lamberti in quel girone dantesco che è la Milano del boom edilizio post-bellico; una metropoli in rapida espansione, dove si muovono delinquenti di ogni taglio ed estrazione, quelli che l'autore definisce "mercanti in fetori" (fantastico!). Questa volta il fetore in questione è quello del contrabbando di armi e dello spaccio di droga; ingredienti classici per un hard boiled. Quello che può fare la differenza è lo stile e in questo romanzo si oscilla costantemente tra la maestria e la perfezione. Certo, non tutti possono apprezzare la scrittura di Scerbanenco, ma se l'apprezzi allora la ami, come nel mio caso.

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    claudio

    07/09/2015 09:01:19

    Altro ottimo lavoro di Giorgio Scerbanenco, maestro del noir italiano, e del suo protagonista, il medico radiato Duca Lamberti. Sempre coadiuvato dai suoi amici poliziotti, riesce a risalire alla fonte di una banda dedita al contrabbando di armi e droga.

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    Truedefender

    30/08/2015 17:28:10

    Grande Scerbanenco. Grande storia, grandi personaggi, fantastica ambientazione, giusto linguaggio. Davvero pochi come lui. E ti credo che spiazzano i libri di Scerbanenco; è stato un precursore ed un esempio per molti scrittori dei nostri tempi. Storie crude, personaggi realistici e linguaggio forbito e di strada allo stesso tempo. I libri di Scerbanenco spiazzano perchè sono particolari, unici, coinvolgenti, intriganti in pratica tutto ciò che non è possibile trovare nelle "opere" di gran parte degli scrittori di narrativa dei nostri giorni.

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    Mariflo

    08/06/2015 20:27:40

    E' il primo libro di questo autore che ho avuto la possibilità di leggere, ma credo che ne leggerò degli altri. All'inizio mi ha spiazzato in quanto, soprattutto nella prima parte, ho trovato piuttosto bizzarri la sintassi e l'uso della punteggiatura. Ma una volta fatta l'abitudine, così come all'uso di vocaboli ormai in disuso - il romanzo è del 1966 -, la lettura diventa piacevole e ritmata. Anche la descrizione dell'ambientazione è molto particolare perchè richiama una Milano molto diversa da quella attuale. Consigliato.

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