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Giorgio Scerbanenco

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: VI-223 p. , Brossura
  • EAN: 9788811687733

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    francesco c.

    29/02/2016 10.02.19

    "Tradidori di tutti" è la discesa del medico/detective Duca Lamberti in quel girone dantesco che è la Milano del boom edilizio post-bellico; una metropoli in rapida espansione, dove si muovono delinquenti di ogni taglio ed estrazione, quelli che l'autore definisce "mercanti in fetori" (fantastico!). Questa volta il fetore in questione è quello del contrabbando di armi e dello spaccio di droga; ingredienti classici per un hard boiled. Quello che può fare la differenza è lo stile e in questo romanzo si oscilla costantemente tra la maestria e la perfezione. Certo, non tutti possono apprezzare la scrittura di Scerbanenco, ma se l'apprezzi allora la ami, come nel mio caso.

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    claudio

    07/09/2015 09.01.19

    Altro ottimo lavoro di Giorgio Scerbanenco, maestro del noir italiano, e del suo protagonista, il medico radiato Duca Lamberti. Sempre coadiuvato dai suoi amici poliziotti, riesce a risalire alla fonte di una banda dedita al contrabbando di armi e droga.

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    Truedefender

    30/08/2015 17.28.10

    Grande Scerbanenco. Grande storia, grandi personaggi, fantastica ambientazione, giusto linguaggio. Davvero pochi come lui. E ti credo che spiazzano i libri di Scerbanenco; è stato un precursore ed un esempio per molti scrittori dei nostri tempi. Storie crude, personaggi realistici e linguaggio forbito e di strada allo stesso tempo. I libri di Scerbanenco spiazzano perchè sono particolari, unici, coinvolgenti, intriganti in pratica tutto ciò che non è possibile trovare nelle "opere" di gran parte degli scrittori di narrativa dei nostri giorni.

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    Mariflo

    08/06/2015 20.27.40

    E' il primo libro di questo autore che ho avuto la possibilità di leggere, ma credo che ne leggerò degli altri. All'inizio mi ha spiazzato in quanto, soprattutto nella prima parte, ho trovato piuttosto bizzarri la sintassi e l'uso della punteggiatura. Ma una volta fatta l'abitudine, così come all'uso di vocaboli ormai in disuso - il romanzo è del 1966 -, la lettura diventa piacevole e ritmata. Anche la descrizione dell'ambientazione è molto particolare perchè richiama una Milano molto diversa da quella attuale. Consigliato.

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