Una trilogia palestinese

Mahmud Darwish

Traduttore: R. Ciucani
Curatore: E. Bartuli
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 9 febbraio 2017
Pagine: 410 p., Brossura
  • EAN: 9788807888922

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Descrizione
La prima raccolta dei tre testi in prosa del poeta Mahmud Darwish. Dice Elias Sanbar: "Darwish non era ambasciatore del suo paese ma un poeta slegato dalla nazionalità e dal passaporto. Certamente la Palestina era il suo humus, la terra dove affondava le radici: la sua flora e la sua fauna, la sua musica e le sue nuvole, ma tutto questo non doveva essere il suo limite. Se parla di terra, quella terra è proprio la sua terra. Non si è mai impantanato nelle chiavi di lettura che davano della sua opera". "Diario di ordinaria tristezza" (1973) ripercorre il tempo che precede la scelta dell'esilio, gli arresti domiciliari, gli interrogatori degli ufficiali israeliani, il carcere, e chiude la fase più drasticamente militante del poeta. "Memoria per l'oblio" (1987) evoca l'invasione israeliana di Beirut nell'agosto del 1982. "In presenza d'assenza" (2006) è una riflessione sull'esperienza poetica e sulla lingua. Una sorta di testamento, che coincide con l'addio dello struggente poema "Il giocatore d'azzardo" (2009), che chiude questo volume.

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    Cristiano Cant

    26/07/2014 07:15:29

    Conoscevo la poesia di Darwish e per un lungo periodo, frequentandola, ne ho toccato la maestria e la potenza lirica più vive e sincere. Ora con le prose niente è da meno, e questa è una raccolta degna di stare nel pantheon poetico autobiografico degli ultimi cinquant'anni di un Novecento tremendo. La parola non ferma le granate, non smorza e non contiene le radici astiose e terribili di un conflitto che ormai cresce d'età in modo sempre più irrisolvibile. E tuttavia da lì si riparte e si comincia sempre, da un grido, da un soffio di senso e di avvicinamento che non può essere eluso nella facilità di spari e rappresaglie. Se quei cinque sei Stati che guidano il pianeta non si decidono a dar vita alla Palestina rimarremo sempre nel ghiaccio dell'assurdo, nel dolore che incede, nelle sabbie mobili di una politica che è già perdente ma in tal modo naufraga in gironi di orrore. Darwish aveva ed ha il sole nella voce, la cifra di una poesia assoluta che è umano tessuto d'incanto. Il poeta non perde mai.

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