Trisector

Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Virgin
Data di pubblicazione: 3 febbraio 2014
  • EAN: 5099952103001
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Descrizione
I Van Der Graaf Generator, ora rimasti un trio composto dai membri originari Hugh Banton (organo), Guy Evans (batteria) e Peter Hammill (voce, chitarra e pianoforte), hanno fatto un travolgente ritorno sulle scene dal vivo nella primavera dello scorso anno.In una potentissima sequenza di show si sono esibiti riproponendo molto del loro vecchio repertorio insieme a nuovo materiale che dava indicazioni sulle loro direzioni musicali future.Le innumerevoli recensioni relative a questo tour li hanno dipinti come un gruppo in forma smagliante e di grande attualità.Dallo scorso luglio la band ha quindi iniziato a lavorare su una serie di nuove composizioni che sono andate a creare l'ossatura di questo loro nuovo lavoro "Trisector", che giunge a tre anni esatti di distanza dal precedente "Present".Nove registrazioni, una delle quali strumentali, di durata inferiore ai cinque minuti, tranne un brano che supera i dieci. Peculiarità questa insolita per una band abituata a lunghe suite dilatate e ricche di virtuosismi.Avvicinamento al pop? Non proprio (anche se "The Hurlyburly" apre il disco con uno stile piuttosto convenzionale). Le nove tracce contengono ancora passaggi complessi e articolati, ma non manca una buona dose di humor, caratteristica che smorza certe seriosità di band affini al loro stile musicale.Un ritorno insomma che non deluderà di certo gli estimatori, ma che potrà aprire le porte anche a nuovi fan per la band di Peter Hammill.
Disco 1
  • 1 The Hurlyburly
  • 2 Interference Patterns
  • 3 The Final Reel
  • 4 Lifetime
  • 5 Drop Dead
  • 6 Only in a Whisper
  • 7 All That Before
  • 8 Over the Hill
  • 9 (We Are) Not Here

Recensioni dei clienti

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    Stefano

    16/04/2008 15:45:55

    La potenza, il fascino, il 'sinfonismo' del Generatore stavano nell'impossibile amalgama polifonico che - cercato e ricercato - dava luogo ad una discordante e quindi ' perfetta' armonia. Questo è stato il grande ritorno del 2005. E a quel ritorno - e a quell'impossibile amalgama - il contributo di Dave Jackson ai fiati è stato fondamentale. E proprio il pathos prodotto dai tentativi di dialogo fra sax e voce di Hammill è ciò di cui più si avverte l'assenza in questo lavoro. Che scorre omogeneo e fra le righe nell'impasto 'organico' di Banton. Chi scrive non può esimersi dal chiamare in causa motivi extramusicali: Peter Hammill ha sempre mostrato incapacità al confronto con forti personalità, preferendo circondarsi di fedeli esecutori (Banton, Evans, Gordon)o comunque collaboratori 'in linea'. La storia umana di Hammill è la sequela di amici/amori perduti e poi tornati in (civettuole)canzoni 'autocritiche'. "Trisector" è quanto rimane dell'entusiastica e vogliosa riunione del 2005. I 700 astanti a Rosignano sono quanto rimane dei grandi concerti romano e milanese (per dire) dei 'veri' VdGG. La nota positiva di questo lavoro sta nella rinuncia di Banton a ricoprire la parti di fiati con soluzioni tastieristiche. Quella negativa nell'ostinazione di Hammill alla chitarra elettrica. Per finire, questi non sono (né vogliono essere)i VdGG come li abbiamo conosciuti. "Trisector" si lascia ascoltare e qui e là offre spunti che ti fanno annuire. Ma recensirlo brano per brano sembra davvero superfluo. Chi non conosce i VdGG ne godrà certo più di chi, conoscendoli, ne avverte il declino.

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