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Emanuela Audisio

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2004
Pagine: 170 p. , Brossura
  • EAN: 9788804530190

"Le Olimpiadi (...) se le guardi negli occhi, viaggi". Ventisei storie, ventisei viaggi con l'inviata di "Repubblica", Emanuela Audisio. Tutte raccontate con proposizioni brevi, dei verdetti, mai una subordinata. L'ipotassi non esiste, ma qui lo scopo non è fare letteratura, è dare informazioni con lo stile tipico di chi fa giornalismo. La scelta è rischiosa, per alcuni indigesta, ma azzeccata. Il reportage ben si sposa con l'argomento sportivo, tanto più in quest'opera in cui evidente è la forma del diario, della raccolta degli appunti di viaggio. Sullo sfondo delle Olimpiadi ci sono gli atleti, con le paure di non farcela, le speranze di vittoria e le brucianti sconfitte. Ma la rassegna a cinque cerchi è solo un'occasione per parlare di mondi lontani, di governi in declino e di altri in fase di ascesa. Si va dal ciclista, argento a Sydney, che non può pretendere nulla dalla povera federazione dell'Uruguay, al boom, non solo sportivo, della Cina, la cui apertura verso occidente ha il volto del gigante del basket Yao Ming: 226 centimetri di altezza partiti alla conquista degli Stati Uniti. Che per i serbi continuano a essere l'avversario da battere: lo sport è per gli ex jugoslavi l'unico modo di vendicarsi dell'arroganza americana e per uscire dall'anonimato. Quest'ultimo è lo stesso obiettivo di chi, per raggiungere il successo, è pronto a battere ogni strada e finendo spesso per preferire le scorciatoie come le sostanze proibite dei paesi ricchi e i riti woodoo degli stregoni africani, i marabouts. L'Africa e l'Asia attirano le maggiori attenzioni di Audisio ma ci si affaccia anche sull'Australia e sulle Americhe mentre la più nota Europa resta ai margini. In Italia si sofferma su Albino Garbari, storico accompagnatore dei nostri cavalli olimpici, e poi su tutti gli atleti che da ogni angolo del pianeta giungono nel nostro paese in cerca di fortuna o come esportatori della propria cultura sportiva. Dietro lo spirito decubertiano e il sogno olimpico si celano però il razzismo, le lotte per l'emancipazione femminile e il doping: sono questi tre temi i veri protagonisti del viaggio di Audisio.

Fabio Tucci

Raccontare le Olimpiadi per raccontare lo sport ed il mondo. Il saggio di Emanuela Audisio fa proprio questo: straordinario reportage sugli avvenimenti che ruotano attorno ai giochi olimpici, è allo stesso tempo la storia di molti che hanno dedicato e dedicano la loro esistenza alla competizione sportiva ma anche il ritratto di un universo, che, con i suoi vizi e le sue virtù, rispecchia il nostro mondo di ogni giorno. Perché lo sport non è fatto solo degli attimi di gara e di vittorie, ma anche delle vicende di vita dei suoi protagonisti, quegli atleti a cui Emanuela Audisio dà voce in queste pagine.
Dalla Cina all'Africa, dall'Uruguay alla Nuova Zelanda, l'autrice, giornalista sportiva e inviata speciale di la Repubblica, indaga ogni angolo del pianeta olimpico del presente e del passato e racconta i personaggi e gli avvenimenti noti e sconosciuti che lo compongono. Così sullo sfondo delle piste, degli stadi e dei campi che ospitano le competizioni, accanto ai grandi nomi, ecco affiorare vicende singolari, come quella di Lima Azimi, la cenerentola di Kabul, giunta dall'Afghanistan a Parigi per correre i 100 metri senza avere mai messo prima i piedi nei blocchi di partenza, o quella di Milton Wynants, uruguayano, di professione fabbro e medaglia d'argento di ciclismo a Sydney, il cui più grande desiderio è tornare vincitore da Atene, nonostante un gravissimo incidente per cui tutti l'avevano dato per spacciato. E poi ancora il nuotatore Michael Phelps, che per contratto con gli sponsor si è impegnato a vincere sette medaglie d'oro alle prossime Olimpiadi e Hamdiya Ahmed, una delle più grandi atlete irakene, che non poté mai partecipare alle Olimpiadi perché alle donne del suo paese era proibito allenarsi: è così finì per diventare bagnina e prendersi cura della piscina di Saddam Hussein. Accanto a loro una folla di allenatori, accompagnatori, medici e persino stregoni, chiamati ad evocare la buona sorte e la vittoria, cerca di guadagnarsi il proprio posto su un palcoscenico pieno di contraddizioni ma anche pieno di fascino di cui questo libro ci svela segreti e curiosità.

Recensioni dei clienti

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    michele

    04/09/2008 18.05.40

    Gran bel libro. E' evidente che sia stato scritto da chi conosce profondamente lo sport e tutti i suoi aspetti. In alcuni capitoli ne fa conoscere molti retroscena...e da lì si intuisce in cosa si stia, purtroppo, trasformando! In altri, al contrario, descrive lo sport più vero, duro e puro, romantico ma inesorabile. Se si ama lo sport é da leggere...se non lo si ama, potrebbe essere un'occasione per innamorarsene!

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    Paolo La Bua

    21/12/2005 19.12.08

    Emanuela Audisio si conferma la più straordinaria giornalista sportiva italiana. Anche se 'sportiva' rischia di essere un'etichetta molto, troppo, stretta per chi sa descrivere uomini, donne, paesi, vicende... storie con pennellate degne di un artista. Ma tutte queste parole sono solo aria fritta. Leggere il libro, così come il precedente 'Bambini infiniti'. E se non vi piace vi rimborso personalmente... Sono in una botte di ferro. Paolo La Bua

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    Simona

    19/09/2005 20.13.49

    Emanuela Audisio si conferma, ancora una volta, narratrice straordinaria. Non vorresti mai finire di leggerla, spero che pubblichi presto altri libri perchè quelli che ha scritto ormai li so a memoria!

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    Angelo Guida

    17/09/2004 19.39.46

    La Audisio dimostra di avere qualcosa in più rispetto ad altri autori di libri "sportivi". Riesce ad entrare in una dimensione del fenomeno olimpico con profondità evitando di enfatizzare ciò che è visibile, rimettendo al lettore il giudizio su aspetti ignorati o trascurati dai media. Ha perso una grande occasione parlando di calcio (seppur con argomentazioni dal contenuto nobilissimo) che con i cerchi olimpici non hanno nulla a che fare. Un libro da leggere e da conservare.

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