Tutti i racconti

Primo Levi

Curatore: M. Belpoliti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
  • EAN: 9788806226350

61° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Racconti

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    Nicola Intrevado

    13/01/2016 17:35:38

    Dal mio ritorno, quale visitatore e fotografo, da Auschwitz, ho voluto completare la lettura dei libri di Primo Levi. Un po' perche' la visione di quei luoghi, insieme a Birkenau, e' stata sconvolgente e poi perche' volevo dar voce a quell' assordante silenzio che regna tra le tristi mura, i terribili recinti, gli oggetti poveri e le camere a gas di quella memoria fatta museo mondato di ogni traccia di enfasi espositiva e di ogni spettacolarita' alla quale ben pochi organizzatori avrebbero resistito. Come peraltro accaduto allo Yad Vascem a Gerusalemme che mi ha lasciato senza parole per i terribili contenuti e per la altrettanto terribile forma nel raccontarli. Finita la lettura dei libri noti eccomi all' ultimo impegno di lettura : i racconti. Quindi. Tutti i racconti nei quali Levi si e' guardato dentro per diseppellire ancora una volta la sua sofferenza ed il suo esame morale della realta' dei Lager sono degni di grande attenzione e di ovvia compartecipazione emotiva, vicevera tutti gli altri racconti nei quali egli si adopera quale operatore di scrittura creativa, a mio avviso, sono inutili e non perche' non siano correlabili agli altri. Sono superflui perche' non vi' e' in essi alcun valore di apporto ad una dedizione alla quale il suo ruolo di autore-raccontatore si e' votato. Inutili i temi, banali se non banalissimi gli intrecci e scontate fino alla piu' smaccata ovvieta' le morali in essi racchiuse ed annunciate. Da brivido le inteviste alla giraffa, alla gallina al pollo e cosi'via che mal si accostano a tutta quella sofferenza racchiusa e poi esplosa come una stella espolosa in ogni traccia umana e disumana del suo vivere nel lager e fuori dalla rete cintata ed elettrificata. Inutili poiche' di un Levi scrittore di racconti creativi non vi e' alcun bisogno. Ve ne sono a iosa e di grandissimi.

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