L' ultimo sopravvissuto. Una storia vera - C. Podda,Sam Pivnik - ebook

L' ultimo sopravvissuto. Una storia vera

Sam Pivnik

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Traduttore: C. Podda
Testo in italiano
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Dimensioni: 3,27 MB
Pagine della versione a stampa: 326 p.
  • EAN: 9788854145863
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Una storia vera

La testimonianza mai raccontata del bambino che da solo sfuggì agli orrori dell’Olocausto

Sam Pivnik, figlio di un sarto ebreo, nasce a Bedzin in Polonia e trascorre una vita normale fino al primo settembre del 1939 - giorno del suo tredicesimo compleanno - quando i nazisti invadono la Polonia e la guerra spazza via in un attimo ogni possibilità di futuro. Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa. Sam conosce il ghetto, i divieti imposti dai nazisti, il coprifuoco, gli stenti, il terrore per le strade. Poi, dopo un rastrellamento, tutta la sua famiglia viene deportata al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Strappato alla sua famiglia, che trova la morte nelle camere a gas, Sam subisce terribili soprusi e atrocità, e ogni giorno, alla famigerata Rampa di arrivo dei treni dei deportati, vede compiersi sotto i suoi occhi la più inenarrabile delle tragedie. Sopravvissuto alla crudeltà delle SS e dei Kapo, ai lavori forzati nella miniera Fürstengrube e alla “marcia della morte” nel rigido inverno polacco, Sam è infine tra i prigionieri sulla nave Cap Arcona, bombardata dalla Royal Air Force perché luogo di esperimenti dei nazisti su donne e bambini da parte delle SS. Ma ancora una volta, miracolosamente, riesce a salvarsi. Questo libro racchiude una testimonianza unica al mondo: la storia di un uomo che ha attraversato tutti i gironi dell’inferno nazista, ed è sopravvissuto per portare ai posteri la testimonianza di un orrore indicibile che non dovrà mai più ripetersi.

Una storia vera, unica e commovente
Un grande successo internazionale
Tradotto in sette paesi

La gente spesso mi chiede perché abbia aspettato tanto per raccontare la mia storia. È una domanda semplice, ma la risposta non lo è.


Sam Pivnik
nato nel 1926 a Bedzin, Polonia, nel 1943 venne deportato nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dove il resto della sua famiglia, eccetto suo fratello Nathan, trovò la morte nelle camere a gas. Sopravvissuto alla terribile esperienza del lager, è stato liberato nel maggio del 1945. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, si è trasferito a Londra, dove ha aperto una galleria di antiquariato. Attualmente collabora con varie associazioni di sopravvissuti all’Olocausto ed è impegnato in campagne per il recupero della cultura ebraica in Polonia, cancellata dalle persecuzioni razziali. L’ultimo sopravvissuto è il suo primo libro ed ha commosso milioni di lettori in tutto il mondo. Per saperne di più: www.sampivnik.org
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    Stefano

    31/08/2014 14:39:32

    Un libro da leggere a memoria di una pagine orrenda della storia dell'unanimità ma che non convince dal punto di vista letterario infatti la storia non si contraddistingue per scioltezza di narrazione ne tantomeno per conformità' temporali. Rimane intatto il senso di impotenza di fronte al racconto del giovane Sam e la volontà di sopravvivenza del singolo a dispetto della comunità; sarà retorico ma non condivido la scelta di inserire la volontà di vendetta espressa dal narratore. Un libro da leggere per non dimenticare ma sull'Olocausto c'è di meglio....purtroppo.

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    Titti

    20/06/2014 00:29:03

    Non riesco davvero a capacitarmi di tutte queste recensione entusiastiche . La storia sarà pure una reale e interessante testimonianza su una pagina della storia che ancora oggi è in parte avvolta nel mistero, ma non riesco a capire come si possa tollerare un libro nel quale non c'è uno straccio di sequenzialita logica e temporale tra gli eventi. I fatti accadono a caso senza nessun tipo di riguardo a una cosa che si chiama TEMPO . Non si capisce ed è impossibile capire quando è successo questo o quello e il tutto aggravato da una scrittura che definire elementare sarebbe un eufemismo. Insomma è un libro davvero ma davvero scritto male, e sono riuscita a finirlo con tanto sforzo solo perché mi è impossibile finire un libro a metà.

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    matteo

    10/12/2013 00:49:19

    ...bellissimo e pieno di aneddoti riguardanti la pazzia dello sterminio degli ebrei; l'angelo della morte e tutti gli altri incommensurabili atti, svolti durante la prigionia. Non riesco a capire e accettare chi ha ancora idee antisemite e razziste.

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    yle

    28/10/2013 18:00:58

    molto bello, commovente.. racconta benissimo quello che è successo a lui e anche i fatti storici.. davvero bello

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    monica67

    17/10/2013 19:20:22

    Libro molto commovente e straziante sopratutto la vita nel ghetto e l'arrivo ad Auschwitz dove l'autore perde i genitori e i fratellini. Il titolo è menzognero perchè Sam Pivnik era all'epoca un'adolescente. Come al solito opera newton compton con diversi errori di stampa..

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    Adriano Massimo

    26/08/2013 17:33:50

    Libro consigliato a tutti, soprattutto a chi sia particolarmente interessato agli orrori perpetrati nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Certo, si tratta pur sempre di una sorta di diario che rimane ad anni luce di distanza dalle opere di Primo Levi, ma è pur sempre una testimonianza toccante ed un libro che si lascia leggere volentieri.

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    Romolo Ricapito

    25/07/2013 20:56:23

    Non sono riuscito a leggere tutto di un fiato il volume, ma non perché sia noioso. Tutt'altro! Ma è stato meglio, perché esso narra una quantità di avvenimenti relativi all'Olocausto che vanno assimilati piano piano . E' incredibile come i racconti dei vari reduci della Shoah non annoino mai anzi, riservino ognuno dei particolari nuovi, filtrati dalla sensibilità di chi ha subito quelle violenze. Pivnik vede la nonna mezza cieca assemblata in uno stadi piovoso assieme a tutta la sua famiglia e a mille sconosciuti per essere deportati ; rivedrà solo il fratello alla fine della guerra. Leggere questa testimonianza è importante per giudicare un periodo storico continuamente oggetto di revisionismo e di cancellazione; Pivnik spiega bene come, alla fine della Guerra, gli ebrei fossero avvertiti come scomodi sia dai vincitori che dai vinti.

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    Erica

    19/07/2013 13:29:18

    Questo è un libro che TUTTI dovrebbero leggere. Sam Pivnik è una persona che TUTTI dovrebbero conoscere ed ascoltare. QUESTE sono storie, testimonianze, libri, che dovrebbero passare come TESTI OBBLIGATORI IN TUTTE LE SCUOLE. PER NON DIMENTICARE, PER FAR SI CHE LA STORIA NON SI RIPETA MAI PIU'.

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    Nikita

    18/06/2013 11:12:57

    Un libro davvero sorprendente. Una testimonianza vera, in cui l'autore racconta la sua vita, dall'infanzia felice al tragico giorno in cui i tedeschi invadono la Polonia e iniziano le restrizione per gli ebrei. L'autore vedrà il fratello Nathan essere imprigionato e poi con la madre il padre e i fratelli piu' piccoli andrà ad Auschiwtz, che dista di poco dalla sua città natale. La famiglia purtroppo morirà subito a causa delle camere a gas mentre lui cercherà di sopravvivere, tra le mille angherie dei Kapo e la paura costante delle selezioni. In seguito cambierà altri campi e in varie occasioni resterà vivo solo per miracolo (o per destino). Un libro assolutamente consigliato, molto scorrevole e ben raccontato.

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    Giorgio M.

    14/05/2013 12:07:08

    Bellissima testimonianza, davvero ben scritta (fatto salvo per diversi errori di ortografia e di refusi)e toccante. Il libro è stato scritto di recente, forse perchè nonostante tutto non si può dimenticare, e testimoniare è un dovere morale. La diversità del libro rispetto ad altri, è la ricostruzione ex post degli avvenimenti, con l'aiuto della ricostruzione storica, resa possibile pperchè è trascorso molto tempo dagli avvenimenti. L'autore colpisce per la memoria elefantiaca di tutto ciò che gli è accaduto, non lesinando in particolari che avvalorano tutto ciò che racconta. I fatti sono raccontati nella loro crudezza, a traspare ancora molta rabbia nei confronti dei criminali che hanno realizzato questi abomini, ma la certezza è che i veri responsabili di ciò che accadde sono da ricercare nelle persone comuni, che hanno acconsentito al genocidio, ne hanno tratto un vantaggio personale, e ne hanno cinicamente goduto. Da leggere per non dimenticare

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    kerubh

    19/04/2013 21:13:01

    Libro pregnante e crudo, fa spesso restare senza fiato. Testimonianza di uno dei probabili ultimi (per ragioni anagrafiche) sopravvissuti ad Auschwitz-Birkenau. Benché non raggiunga la potenza narrativa di Primo Levi, è comunque un libro bellissimo. Unica pecca: l'edizione Newton Compton, afflitta da continui e ripetuti refusi, che sono indice di scarsa cura professionale del prodotto.

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    Flavio

    03/03/2013 15:21:01

    'Non sembrava cambiato poi tanto, il mio fratellone. Eppure per tanti versi era un'altra persona. Entrambi eravamo cambiati. Ci gettammo l'uno nelle braccia dell'altro e scoppiammo a piangere. In quel momento stavamo abbracciando nostra madre e nostro padre, la vecchia nonna Ruchla-Lea, Hendla, Chana e i bambini. Majer, Wolf e Josek. Stavamo abbracciando noi stessi per tutto quello che avevamo visto, per tutto quello che avevamo passato. Stavamo abbracciando un pezzo della nostra vita che era smarrito per sempre.' Lettura emotivamente pesante (ma mai retorica) ma doverosa.

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    gina

    03/02/2013 10:49:17

    La storia è molto bella e commovente. Il punteggio non molto alto è riferito al fatto che il titolo non corrisponde per niente alla storia raccontata e poi agli inumerevoli errori ortografici che ci sono all' interno del libro. Per il resto è un libro che va letto per non dimenticare l'olocausto e per dare più importanza alla vita umana!

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    luca

    01/02/2013 21:34:40

    Da leggere. Una testimonianza per non dimenticare. Ben scritto incalzante, descrittivo, scorrevole, veramente bello e interessante

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    ilaria

    31/01/2013 17:40:12

    consiglio questo libro a tutti coloro che vorrebbero conoscere ciò che è stato l'olocausto; ovviamente il libro può dare solo una vaga idea di cosa hanno dovuto subire le vittime della shoa, ma è molto toccante e anche in qualche modo istruttivo perchè lo scrittore aggiunge alla narrazione dei riferimenti storici. Molto bello.

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    alessia

    29/01/2013 08:35:29

    Bello e toccante come molti libri che trattano questo argomento!!! Leggere per non dimenticare......

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    Elena

    03/01/2013 21:09:20

    Che pelle d'oca. Sono d'accordo con che dice che la didascalia del titolo trae un po' in inganno, considerato che Sam non è scappato da nessuna parte e che la vicenda parte quando lui è veramente un bambino (ha tredici anni) ma continua e ha il suo culmine nell'adolescenza e nella giovinezza. Sono rimasta colpita non solo dalla sua esperienza nei lager, ma anche da come sia stato difficile il 'dopo', ritrovare la propria identità e combattere contro chi, purtroppo ancora oggi, nega l'Olocausto. Da leggere e da non dimenticare.

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    Anita

    20/12/2012 17:58:59

    Il titolo e la prefazione ingannano perchè sembra che un bambino sia fuggito da un Campo di Concentramento. Il libro è molto scorrevole, non riesco a smettere di pensarci anche se sono passati giorni da che ho smesso di leggerlo. Merita sicuramente di essere letto, racconta di come era normale la vita e di come in modo inesorabile sia cambiata per sempre. Credo che anche se abbiamo sentito dire e letto che furono milioni i morti dell'Olocausto, non ne avremo mai piena consapevolezza di quante persone siano e di quante vite, che avrebbero anche potuto cambiare la nostra. Molto interessanti anche le fotografie all'interno del libro. Consigliatissimo

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    monica

    22/11/2012 17:04:28

    La lettura e' talmente scorrevole che piu' che lo scorrere le pagine di un libro sembra la sequenza di immagini di un video. Il contenuto e' raggelante e carico di emozioni, nonostante tutto quello che e' stato scritto filmato e fotografato, tutte le prove che documenentano un crimine cosi' inaudito, alle soglie del duemila esistono ancora regioni avvelenate dall'antisemitismo ed insulano la memoria dei milioni di innocenti trucidati dall'odio. Inoltre la lentezza della giustizia che si nascondeva dietro ad assurde lungaggini burocratiche o a falsi presupposti permise che moltissimi di questi criminali la facessero franca. Un libro bellissimo.

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