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Kjell Ola Dahl

Traduttore: G. Paterniti
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2008
Pagine: 488 p. , Brossura
  • EAN: 9788831794183

Recensioni dei clienti

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    Lettore deluso

    10/11/2015 09.59.49

    Ho iniziato la lettura molto ben disposto, ma dopo un po' di pagine ... che peso. Ho trovato l'ispettore irritante, così come, molto spesso le conversazioni: pag. 162 (nell'edizione Giallosvezia), "Mi ha telefonato.." "Le ha telefonato?" "Esattamente" "Non è sicura che sia stato lui a telefonare?" pag. 163 "E lui cosa ha risposto?" "Che non aveva tempo." "Non aveva tempo?" "Sì" Queste ripetizioni sono una costante nelle conversazioni. La storia è strampalata e l'ispettore risolve il caso ... per caso. Sono arrivato alla fine ... con fatica. Peccato

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    Attilio Alessandro

    29/09/2015 20.03.04

    Pagine, pagine e pagine per raccontare il nulla. Il romanzo ne avrebbe guadagnato con 100pagine in meno. Però si lascia leggere e la storia è interessante. Mei insci che perd l'umbrela.

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    Trixter

    18/05/2015 09.50.17

    Sicuramente questo romanzo sconta un pò di lentezza nella narrazione. Ma tale lentezza, a mio parere, è acuita dal confronto che, quasi naturalmente, viene spontaneo con la valanga di autori anglosassoni tradotti in italiano che si cimentano nel genere thriller-giallo. Questi, infatti, sono mestieranti dell'azione senza respiro, del rocambolesco, di sparatorie ed inseguimenti etc. Dahl, invece, è uno che, al pari della neve ovattata che cade negli inverni norvegesi, lavora con lentezza. Presenta senza fretta tutti i personaggi, spesso attraverso infiniti dialoghi; ognuno ha un apparente movente, ognuno potrebbe essere l'assassino. L'uomo in vetrina è un romanzo di buona fattura, discreto, quasi silenzioso; non c'è tecnologia all'avanguardia nelle indagini, ma solo intuito e conversazioni-interrogatori alla scoperta dei vari personaggi. Insomma, un romanzo elegante e discretamente coinvolgente. Non un capolavoro ma senza dubbio un testo di pregevole fattura.

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    susanna bottini

    07/02/2013 12.09.57

    Niente male. Non capisco come qualcuno definisca "noioso" e "scontatissimo" un romanzo invece avvincente e molto ben scritto ( e solo un poco lento, ma la noia è un'altra cosa), e in cui su circa 500 pagine si comprende chi è il colpevole solo nelle ultime 20. Inoltre si fa un'ampia escursione storica nel periodo - interessante e poco conosciuto in Italia - dell'occupazione nazista in Norvegia e di quanto successe alla liberazione del Paese, i personaggi sono descritti bene, c'è anche una sottile vena ironica in vari passaggi, e i versetti biblici sono citati in una o due pagine, quindi questo espediente - peraltro, anch'io sono d'accordo, piuttosto utilizzato e quindi un po' ritrito - non è che disturbi poi troppo la narrazione. Un autore bravo, ne consiglio la lettura.

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    Adriana

    17/06/2012 10.09.12

    Come il precedente, noiosissimo, scontatissimo (ancora con i versetti biblici - non se ne può più!!!), personaggi piatti e banali totalmente privi di carisma. Forse può andare bene a chi si è appena addentrato in questo filone nordico, ma ai veterani lo sconsiglio totalmente.

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    Adriano

    23/12/2011 15.18.00

    Tutti i personaggi non sono proprio come sembra che siano, nascondono qualcosa, sono convinti che gli altri non sappiano cose su di loro che invece sono ben note, i due protagonisti, la coppia che indaga, sono tutt'altro che figure statiche ed immobili, presentano invece una loro personale evoluzione. Questi elementi basterebbero già da soli a giustificare e consigliare la lettura di questo libro, ma, fortunatamente c'è dell'altro, c'è di più. Un complesso intreccio, ben costruito attorno ad un personaggio da cui partono varie tematiche e spunti estremamente interessanti e coinvolgenti: la seconda guerra mondiale, la resistenza, il collaborazionismo, il neonazismo, l'eugenetica ed altro ancora.Viene da riflettere sul fatto che l'autore, in compagnia di altri nordici, attraverso le sue opere abbia cercato di avvertire tutti noi su cosa accade in Norvegia, Svezia e gli altri paesi, da noi così lontani tanto da non riuscire a comprendere che il tempo dei miti e delle "favole" sulla società del benessere e della perfezione sociale sia non solo lontano, ma forse irrimediabilmente perduto, se mai sia veramente esistito. Pessimismo ed un senso di smarrimento in un triste abisso pervadono le pagine, ma se sentiamo tutto questo prenderci e procurarci angoscia e sgomento, senza ricorrere a facili e patetici espedienti buoni solo per trasmissioni senza spessore del pomeriggio, significa che chi scrive, e chi traduce, sa non solo intrattenere e raccontare, ma anche informare ed indagare, bene e meglio di altri scrittori e si posiziona molto più in alto rispetto a quello che è rimasto del giornalismo di indagine.

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    elda

    30/01/2011 22.40.24

    È un giallo che si legge piacevolmente e si distingue per l'originalità dell'intreccio narrativo, la caratterizzazione dei personaggi, la forma scorrevole e incisiva.

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    sylvia

    09/01/2011 21.01.17

    Un romanzo profondo,a mio giudizio,molto bello,toccante,direi,non il solito giallo.Potrebbe sembrare un po lento,ma racconta di persone anziane,che a loro volta ripercorrono tutta una vita.Non si perde mai il filo della narrazione.Sono vite che si incrociano,in una trama crudele.Questo autore,norvegese,condivide con gli altri scandinavi,il narrare lento dei lunghi e rigidi inverni,e così,come fiocchi di neve,lentamente, dipana la sua storia.C'è il tempo di gustarla e di desiderare molto di capire cosa si nasconde sotto quella coltre bianca di emozioni e sentimenti .

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    michele

    12/03/2010 09.58.55

    Dopo aver letto tutti i romanzi di Mankell e la trilogia di Larsonn (oltre ad alcuni libri di Nesser), mi sono avvicinato a questo autore con una certa diffidenza. E' stata invece una piacevole sorpresa. A parte una certa lentezza nel dipanarsi della trama ed una certa prolissità nell'introspezione psicoligica, il libro è molto ben scritto e la parte finale avvincente ed interessante. Una conferma in più della validità del giallo nordico. Stupisce che di questo autore siano state pubblicate in Italia solo 2 opere.

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    fa8io

    21/07/2009 22.30.12

    Kjell O. scrive dei (veri)gialli di gran classe, a differenza di "un piccolo anello d'oro", in questo capitolo si scava un pò di più nelle vicende private del commissario capo Gunnarstranda e soprattutto del suo assistente Frolich, il tutto allenta un pò il ritmo, ma la storia principale a mio giudizio è superiore al romanzo precedente...finale meraviglioso. Peccato che in italia, di questo autore, le pubblicazioni siano solamente due.

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    francesco

    26/01/2009 17.39.13

    il libro ha un difetto nella lentezza con cui si snoda il plot che però è anche la caratteristica attraverso cui l'autore ci porta nel gelido ed ovattato inverno scandinavo. Forse potrebbe fare di più nella descrizione dei protagonisti ma nel complesso resta un libro godibile con un buon intreccio ed un finale ben celato nche se frettoloso

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    luigi

    23/07/2008 14.16.18

    semplicemente noioso....

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    Nora

    29/05/2008 20.00.53

    Nonostante sia reduce da Stieg Larsson e quindi con aspettative alte, devo dire che è stata una piacevolissima lettura, che è migliorata con il passare delle pagine. Acquisterò anche l'altro romanzo dello stesso autore.

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    lalli

    27/05/2008 10.49.54

    SECONDO ME IN COMUNE CON MANKELL QUESTO SCRITTORE HA SOLO IL FATTO CHE E' SVEDESE..UN LIBRO CHE SI LEGGE MA SE NON LO HAI LETTO NON TI SEI PERSO NULLA!

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    fabio zanotti

    05/05/2008 14.05.20

    Veramente Bello. Mi era piaciuto molto anche il primo di Gunnar, ma questo è se si può anncora più bello. Coinvolgente dall'inizio alla fine e colpo di scena finale. Molto riusciti i due personaggi principali Gunnar e Frolich così come sembra veramente di trovarsi in Norvegia leggendo il libro. Lo consiglio

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    standbyme

    16/03/2008 12.09.27

    Dopo il veterano Mankel. il bravo Hakan Nesser, il sorprendente Jo Nesbo, il narratore di vampiri Lindquist, lo sfolgorante e certamente insuperabile Stieg Larsson con il suo stupendo capolavoro “Uomini che odiano le donne” ecco Kjell Ola Dahl al suo secondo romanzo (il primo per me). Una narrazione lineare, non esaltante ma gradevole. Classico giallo dove, via via, che scorrrono le pagine ti vengono presentati i vari personaggi tutti con una plausibile movente. Buona prosa e personaggi con una certa personalità anche se non di spessore. Conclusione non proprio scontata. Insomma un romanzo senza infamia e senza lode che, con il senno di poi, non avrei acquistato. A parte il mio personale giudizio a questo romanzo, cui assegnerò un risicato 3 (oggi mi sento buono), credo che la letteratura scandinava del genere giallo o thriller non abbia nulla da invidiare a quella di marca USA o GB, anzi in certi casi è decisamente superiore!

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    Manu

    21/02/2008 10.34.24

    Dopo il primo libro di questo autore ho aspettato con ansia il secondo volume, ma sono rimasta un po' delusa dalla fine troppo frettolosa che non spiega alcune scelte fatte dalla vittima prima della sua morte! Molto alto il prezzo di copertina.

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