Traduttore: D. Villa
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 13 gennaio 2010
Pagine: 148 p., Brossura
  • EAN: 9788845924682
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Descrizione
Già negli anni Trenta, quando scrisse "Addio a Berlino", Christopher Isherwood sosteneva di voler trasformare il suo occhio di romanziere nell'obiettivo di una macchina fotografica. Ma per lungo tempo - attraverso libri molto diversi fra loro, e spesso segnati dai personaggi fittizi o reali che raccontavano l'intenzione rimase una di quelle fantasticherie stilistiche che spesso gli scrittori inseguono per tutta la vita senza realizzarle mai. E invece nel suo ultimo romanzo - questo - Isherwood trasforma una giornata nella vita di George, un professore inglese non più giovane che vive in California, in un'asciutta, e proprio per questo struggente, sequenza di scatti. Non è una giornata particolare per George: solo altre ventiquattr'ore senza Jim, il suo compagno morto in un incidente. Ventiquattr'ore fra il sospetto dei vicini, la consolante vicinanza di Charlotte, la rabbia contro i libri letti per una vita ma ormai inutili, e il desiderio di un corpo giovane appena intravisto ma che forse è già troppo tardi per toccare. Quanto basta per comporre un ritratto che non si può dimenticare, e che alla sua uscita sorprese tutti, suonando troppo vero per non essere scandaloso.

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Recensioni dei clienti

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    Mary

    19/09/2018 20:25:45

    Un libro che mi è capitato per caso di leggere, ma è stato un bene. Isherwood racconta della solitudine di un uomo che ha perso il suo compagno di vita. Un uomo che annega nella sua monotona e malinconica esistenza. L'autore in un qualche modo gioca con i suoi lettori, infatti, dei vari personaggi che si succedono velocemente fornisce solo pochi indizi che potrebbero permettere a chi legge di ricostruire la loro storia e di rintracciare i loro problemi. Insomma, un romanzo sulla diversità, che parla di una diversità che esiste solo perché lo vogliamo noi.

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    Viviana

    18/09/2018 22:10:12

    Christopher Isherwood è, a mio avviso, uno dei pochi scrittori in grado di tenere il lettore incollato ad un suo romanzo utilizzando la tecnica della prima persona. Non è facile mantenere alta l'attenzione di chi legge quando si racconta la storia di una giornata semplice, eppure, questo breve romanzo racchiude in poche pagine molto di più. Pensieri, sentimenti, vivi la vita del protagonista attraverso i suoi stessi occhi e alla fine provi ciò che ha provato lui. Toccante e in un certo senso triste nel suo modo di essere vero.

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    Emanuela

    17/09/2018 21:56:46

    Attraverso l’occhio attento di un osservatore esterno – che potremmo identificare come il narratore stesso – il lettore scava nell’animo di George portando a galla la sua nudità, coperta con cura, ogni turbamento e l’ansia di vivere in una società che ancora non accettava l’omosessualità. Questo osservatore interagisce, tuttavia, anche con l’uomo solo, diventando tutt’uno e acquistando una vena più critica e cinica quando si tratta di volgere lo sguardo a qualcosa che non sia egli stesso, ma il mondo attorno a lui; ci si trasforma allora in giudici impassibili. E George ha anche una doppia vita: da una parte la maschera di professore, quello convinto e sicuro e a cui piacere avere dibattiti con il proprio pubblico in aula e quello insicuro di tutti i giorni, che usa l’odio come uno stimolante, le cui riflessioni lo portano pian piano anche alla paranoia; due personalità apparentemente diverse che si contengono il corpo di George, scambiandosi di posto in un piccolo corridoio che porta dall’ufficio del professore all’aula universitaria. Isherwood narrando la giornata di George riesce a raffigurare facilmente la consapevolezza dell’ora e dell’oggi e il suo sembra essere un chiaro grido alla vita, da vivere adesso, senza ancorarsi, senza dover tornare ogni secondo al passato o vivere di ciò che potrebbe accadere tra un’ora, domani, o in un anno. Il racconto dell’autore inglese non lascia freni, ma piuttosto apre gli occhi di fronte alla vasta scelta di opzioni che si hanno.

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    Filippo

    25/12/2017 22:58:26

    Primo ed, almeno per ora, unico libro che abbia letto di Isherwood, sono rimasto francamente sconvolto dalla sua feroce onestà ed altissima e dolorosa poesia, nonostante la profonda drammaticità, mi ha reso felice come pochi altri libri.

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    giorgio g

    01/06/2017 07:26:03

    Avevo molto apprezzato altri libri dello stesso Autore come “Il signor Norris se ne va” e ”Addio a Berlino” e quindi mi sono accinto a leggere questo che è un romanzo sulla solitudine. La vicenda si svolge nel 1962, nel pieno del sogno americano ("the american dream"). Il protagonista è George, Professore al californiano San Tomas College ed i suoi amici sono il signor e la signora Strunk, il signore e la signora Garfein, Andy e Cynthia Leach, Jim e Doris, Charley, il dottor Gottlieb, gli allievi del Professore Kenny Potter, Russ Dreyer, Suor Maria, il signor Stoessel, la signora Netta Torres, Lois Yamaguchi, Buddy Sorensen, Estelle Oxford, Wally Bryant e i compagni di palestra Rick, Buck, Webster, ma questi sono personaggi di contorno, quelli principali sono Charley e principalmente lo studente Dreyer con il quale, nelle migliori tradizioni americane, il protagonista si prende una colossale sbronza ed ha una relazione omosessuale. Una citazione che mi ha colpito: “vecchio, nel nostro Paese del Mellifluo è diventata una parola sporca quasi come ebreo o negro”. Non amo molto libri che trattino questi argomenti, ma non dubito che gli amanti del genere lo troveranno insuperabile.

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    Lawilde

    08/03/2016 13:50:12

    Anch'io sono stata incoraggiata nella lettura di questo libro dagli ottimi commenti e dall'altissimo punteggio... però purtroppo non mi sento affatto di condividere nè gli uni nè l'altro. Ho trovato la lettura lenta, a tratti addirittura noiosa e poco coinvolgente. è stato molto deludente o forse erano troppo alte le aspettative.

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    Andrea

    03/12/2014 10:34:54

    Ho trovato il libro tramite i suggerimenti del sito. Sono realmente affascinato dallo stile coinvolgente, e poi il tema della solitudine riguarda un po' tutti noi. Devo ammettere che ci sono alcune sfumature, o frasi non accentuate, che colpiscono solamente chi vive o ha vissuto alcune circostanze sulla propria pelle. Magistrale la descrizione del sopraggiungere della morte del protagonista. Onorato di avere questo libro in camera mia.

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    Cristiano Cant

    08/11/2014 09:54:15

    Rovescio la valutazione che mi precede e necessariamente alzo, com'è dovuto e giusto che sia, la media di questo libro meraviglioso. Non conosco il film, lo vedrò, ma il romanzo è di una bellezza, una tale scorticata onestà interiore e una dolcezza davvero impareggiabili. Isherwood aveva le ali nella penna e qualche serafino ispirato accanto mentre donava queste pagine alla letteratura. Un capolavoro.

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    Adriana

    05/12/2012 09:57:18

    Il film è riuscito a rendere ciò a cui il libro, piatto ed insignificante, non è riuscito nemmeno ad avvicinarsi. Profondo, drammatico, intenso, erotico. Ottimo film, pessimo libro.

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    nihil

    27/07/2012 15:27:34

    Libro splendido dove viene vivisezionata la solitudine, quella profonda, in cui tutti prima o poi ci imbattiamo. Scritto con sarcarmo misto a ironia e disincanto è un libro che rimane dentro. Splendido anche il film con un Colin Firth da Oscar. Il regista ( alla sua prima esperienza) ha il tocco del maestro. Verso la fine c'è uno sguardo tra l'ipotetico gay giovane e nudo che pone una domanda al George vecchio gay, e lui con uno sguardo gliela rifiuta. Un film ed un libro che meritano di essere applauditi e divulgati.

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    Alessandra Ferrari

    11/04/2011 22:31:03

    Scoperto per caso navigando tra le recensioni del sito, questo libro è stata un'autentica sorpresa anche per me, lettrice accanita da tanti anni. Asciutto, senza mielosità inutili, arriva diritto al cuore perchè nessuno può dire di non aver mai sperimentato, almeno in un'occasione, la solitudine di Geo.

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    jane

    23/03/2011 13:49:08

    Avevo visto il film che mi era piaciuto malgrado una certa patina troppo sofisticata; ho letto il libro, molto più duro e bello, senza sbavature melodrammatiche, con la sua forte ironia verso la società americana perbenista e ipocrita e il senso della morte che si insinua dappertutto.

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    ru

    16/03/2011 19:38:38

    Delicato, poetico. Reale e ruvido. Bellissimo!

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    AGT

    10/11/2010 19:56:31

    Straordinario,essenziale,completo,un raro esempio di perfezione letteraria.Una giornata,una vita di un uomo solo.

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    Biagio Mastrangelo

    09/07/2010 16:37:02

    Superbo. Lo consiglio.

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    Falco

    10/05/2010 19:36:54

    Un autore che non conoscevo e che ora ascrivo a quelli che non si possono dimenticare. Un autore con una scrittura asciutta, intelligente e affilata. Un libro doloroso e coinvolgente. Non ho visto il film e non lo vedrò.

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    ladybrett

    08/05/2010 17:48:44

    è a buon titolo da inserire tra i classici e tra quelli da leggere più di una volta. un dipinto senza sbavature, asciutto ma poetico con momenti di empatia elevatissima e sino a dialoghi di una ruvidità che sarebbe piaciuta ad hemingway. questo autore è assolutamente da evidenziare, ingiustificabile la sua poca diffusione sino ad ora dalle nostre parti. da recuperare e completare.

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    camilla

    07/03/2010 08:32:27

    Alla morte di Isherwood (86?) vennero pubblicati molti dei suoi bellissimi romanzi (10). quell'estate di tanti anni fa , dopo aver letto "Il signor Norris se ne va" lessi tutti gli altri, "Addio a Berlino" (ne fu tratto il film Cabaret?), la violetta del prater e altri. Un modo di scrivere nuovissimo per noi italiani, uno sguardo impressionista sulla realtà, una tensione intellettuale e fisica degna di un grandissimo autore. E la California di allora, più tollerante dell'europa del dopoguerra ma ancora difficile e tuttavia nuova e calda, accogliente,adatta a vivere "nascosti". I romanzi ambientati in europa, con nazismo incombente sono magnifici. Diversi ma altrettanto straordinari quelli californiani. Un mondo, il mondo di Christopher, con i suoi amici, spesso grandi poeti, grandi artisti come Auden, Bacardi ecc. L'uomo solo ha pagine di inarrivabile perfezione. (La cena da Charlotte, l'ultima notte di George) Uno scrittore da conoscere bene, originale e grande.

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    claudio

    09/02/2010 22:07:56

    Non ho visto il film, ma avevo letto delle buone recensioni, che confermo. Si tratta della giornata particolare di un professore universitario inglese, da anni residente a Los Angeles: gay, convivente fino a poco tempo prima con Jim, morto in un incidente stradale. Solo, ha pochi rapporti con i colleghi e anche con i suoi studenti non fila un granchè, ad eccezione di uno. Ha poi una forte amicizia con una vicina di casa, assillata anche lei da mille problemi. Molto ben scritto, triste se vogliamo. Altra scoperta di Adelphi in quanto il libro ha più di quarant'anni

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    Mario

    17/01/2010 19:19:30

    Finalmente e grazie al bel film di Tom Ford, viene ripubblicato questo piccolo libro di C. Isherwood. Dolorosamente bello, intenso e senza tempo nei contenuti, poiché il senso di perdita per la persona amata, d'estraneità verso tutto ciò che ci circonda,compreso verso il proprio sè, non conosce sesso, tempo e luogo.

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